"Mio cognato", di Alessandro Piva

L'occhio di Piva continua a soffermarsi con empatica curiosità su un Sud dove tutti sono parte di un medesimo tessuto connettivo: un film di facce e luoghi, dove la trama è un pretesto e lo spazio è il vero protagonista

Il secondo film di Alessandro Piva è una seconda ricognizione sui luoghi e i volti del 'suo' "selvaggio Sud". Certo, il tempo è passato e si è affinata la tecnica, al servizio di una storia più lineare, ma, fortunatamente, non si è smarrita la curiosità che muove lo sguardo di questo anomalo regista italiano. Il film, infatti, è un Tutto quella notte in salsa pugliese, dove il calare del buio disvela una realtà sfaccettata e interessante: ai nostri occhi si offre così una città che di giorno sembrava possedere un equilibrio sociale - fatto di persone 'arrivate', tutte casa-chiesa-lavoro -, ma che un giro in auto in piena notte rivela essere piena di contraddizioni, difficoltà, inganni.

L'amarezza di fondo, peraltro, è discretamente nascosta dietro il più ameno confronto/scontro fra i due protagonisti, Vito e Tony (antitetici eppure smaniosi di con/fondersi); e sta lì per sublimare (ma anche condannare) l'arte dell'arrangiarsi in una frontiera che ha introiettato il vuoto pneumatico della propria, continua "situazione meridonale" (sempre presente, ma assente, come un impegno elettorale procrastinato in agenda). Dove gli "arrivati" e i "poveracci" sono tutti parte di un tessuto connettivo i cui fili sono perfettamente collegati sottotraccia, e vivono di piccoli imbrogli, promesse, favori da fare, impegni che generano altri imbrogli.

Un Sud che, perciò, è diventato mondo "altro", al centro del quale Piva gioca sul sicuro e pone il suo occhio. Che è goloso, attento a registrare sui visi scavati, umanissimi eppure improbabili, lo stato d'animo dei personaggi, i cui umori e sapori si riflettono sulle strade contorte, sull'amalgama urbano di periferie degradate, centri storici magnificamente spettrali e case dove l'antica arte di preparare la salsa si affianca all'indefesso e robotico rumore della Playstation. Un universo a parte, appunto, una ruga profonda sulla carta del mondo (segno di vita, dunque), dove l'ossimoro è legge e costituisce il più interessante argomento della ricognizione tentata da Piva.

Il quale, in virtù di questo, riesce a riprodurre il pregio già riscontrato ne LaCapaGira, cioé quello di trasporre lo spazio (e il film) a un livello epico, quasi western. Il resto è marginale, la storia in fondo è un pretesto, tanto che alcuni aspetti restano fuoricampo (in che guai si trova Tony? chi è il temuto "Marlon Brando"?): la stessa ricerca dell'auto rubata è puramente strumentale, propedeutica a mettere insieme due caratteri opposti, nelle cui differenze si riflette l'ambivalenza della realtà circostante. E, soprattutto, quel furto appare utile per il tragico finale, che peraltro sottolinea l'appartenenza del film al filone più amaro della commedia nostrana. Perchè quell'amarezza che esiste sottotraccia è reale, non uno stereotipo in un film che pure gioca sulla tipizzazione.

Così il sipario cala, e il pubblico che per 90 minuti ha seguito le bizzarre avventure dei due cognati divertendosi, riconoscendosi, ritrovando vecchie conoscenze (il Sabino de LaCapaGira) rimane attonito e smarrito, chiedendosi quanto profondo sia questo sud che ogni giorno ricomincia a vivere, ma non dimentica i propri mali e perpetua le proprie magagne.

 

Regia: Alessandro Piva
Sceneggiatura: Andrea Piva, Alessandro Piva, Salvatore De Mola
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Montaggio: Thomas Woschitz
Musica: Ivan Iusco
Scenografia: Marianna Sciveres
Costumi: Francesca Leondeff
Interpreti: Sergio Rubini (Toni Catapano), Luigi Lo Cascio (Vito Quaranta), Mariangela Arcieri (Anna Quaranta), Alessandra Sarno (Chicca Catapano), Gigi Angelillo (Cilluzzo), Carolina Felline (Mara), Vito Cassano (Saddam), Nicola Valenzano (Cosimino), Dino Loiacono (Mariuccio Testa), Serena Brancale (Annamaria)
Produzione: Giovanni Veronesi, Alessandro Piva, Salvatore De Mola per Rai Cinema/Dada Film/ Seminal Film
Distribuzione: 01 Distribuzione
Durata: 90'
Origine: Italia, 2003

 

 

 

 

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