Nathalie: una prostituta per salvare la coppia. Incontro con la protagonista Emmanuelle Béart.

Con "Nathalie", il nuovo film della regista francese Anne Fontaine, la crisi di coppia viene risolta da una suspence erotica. Una donna in carriera scopre di essere tradita dal marito e paga una prostituta per controllare la vita sessuale del suo stesso compagno.

Questo film si può considerare come un'educazione sentimentale post-moderna?

 

Accetto tutte le interpretazioni: il film è fatto perché ogni spettatore possa mettere le sue domande, le sue considerazioni, le sue fantasie. Questa educazione sentimentale riguarda il risveglio dei sentimenti includendo sia la testa che il corpo. Nel rapporto tra le due donne Nathalie, il mio personaggio, è una specie di terapia per riportare Catherine, il personaggio della Ardant, verso il marito. E' un filo conduttore all'interno di questa coppia in crisi. Quello che non ci si aspettava potesse scaturire dall'accordo tra le due donne, basato sul danaro, che anche in Nathalie ci sarebbe stato un risveglio. E' un incontro tra due donne addormentate che si risvegliano una sentimentalmente e una sessualmente.

 

Ed è normale cercare di  riconquistare un marito coinvolgendo un'altra donna?

 

Ad ogni modo Catherine non ha assolutamente intenzione di lasciare il suo spazio a Nathalie, ma vuole riprendersi il suo uomo. E' un comportamento inconscio ma molto femminile. Catherine cerca attraverso Nathalie di entrare nella vita sessuale del marito.

 

Solo una donna come regista poteva dare un'impronta così delicata ad una vicenda simile?

 

Difficile rispondere a questa domanda: quando ho preparato il personaggio, io e Anne Fontaine, siamo entrate in diversi bar notturni, non per giudicare ma per comprendere. E' chiaro che lo sguardo di una donna è diverso da quello di un uomo che frequenta questi ambienti. Ed è stupefacente come la maggior parte di questi uomini hanno soprattutto voglia di parlare piuttosto che passare subito ai fatti. E le prostitute non hanno nessun giudizio nei loro confronti. I dialoghi del film sono stati scritti dalla Fontane con l'intervento di una prostituta canadese che ha aggiunto delle cose. Non credo che una donna dica cose più delicate di un uomo, ma solo cose diverse.

 

Nel film tutti fingono: per un attore la finzione al massimo eccesso che sfida può rappresentare?

 

E' vero tutti fingono, ma è una finzione che riporta verso noi stessi, che riporta alla realtà. Nei racconti di Nathalie emergono degli aspetti che sono veramente suoi, dei suoi desideri, delle sue fantasie. La finzione provoca una sorta di turbamento sia negli attori che negli spettatori.

 

Ha mai immaginato di trovarsi in una situazione simile?

 

Non saprei, ma penso che quando si vive in uno stato di emergenza in cui si vuole salvare assolutamente un rapporto d'amore, si fa di tutto. Ed è un comportamento  sia degli uomini che delle donne.

 

Come avete lavorato lei e l'Ardant sul tono delle voci: la sensualità passava soprattutto attraverso le vostre parole.

 

La scelta delle attrici è stata basata anche sulla voce. La Fontaine voleva creare una sorta di spartito musicale con le nostre voci. La prostituta non ha paura delle parole, ma non doveva mai essere volgare. La cosa che mi ha colpita è che nel momento che dovevo dire qualcosa nel mio ruolo di Nathalie mi sentivo nuda piuttosto che quando ballavo. E' molto più facile mostrare il proprio corpo nudo che l'anima.

 

 

Come sceglie i suoi personaggi?

 

I miei ruoli li scelgo istintivamente. Entra nella mia vita una sceneggiatura che risponde ad una aspettativa, che penso di poter raggiungere. Poi scelgo in base allo sguardo, agli occhi del regista. Un sì o un no hanno comunque sempre la loro influenza nella carriera dell'attore.

 

 

C'è un motivo particolare per cui  ha fatto viaggi in Thailandia per studiare la prostituzione minorile?

 

Ho fatto dei reportage ma come mio impegno personale che non ha nulla a che vedere con il mio lavoro di attrice. Sono ambasciatrice dell'Unicef da sei anni, ed ogni anno compio un viaggio a tema. L'ultima riguardava la realtà dei bambini-soldato, il precedente la prostituzione minorile. C'è un flagello che riguarda tutto il turismo sessuale come ad esempio in America Latina e in Africa. Noi siamo presenti in questi territori: la pedofilia è una vera catastrofe.

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