"ABC Africa" di Abbas Kiarostami

Un documento frammentario, una visione in soggettiva che si nutre del gusto dell’esotico e fa del popolo ugandese una massa informe, colorata e pittoresca, osservata dall’alto senza alcuna distinzione

Da qualche anno il cinema iraniano sembra essere caratterizzato da un involuzione stilistico-formale inarrestabile che segna tutte le pellicole come fossero intrappolate in un marchio di fabbrica che tenta penosamente di garantirne la legittima (r)esistenza. Il documentario di Abbas Kiarostami, presentato a Cannes e successivamente alla 19a edizione del Festival di Torino, non fa eccezione. Girato in video tra le terre dell’Uganda, la pellicola, voluta dall’IFAD (International Fund for Agricultural Development) tradisce subito il suo committente e si rivela come un’opera paradossalmente asettica, l’ennesimo spot pubblicitario animato da quell’umanitarismo buonista e borghese incapace di penetrare nel profondo la realtà economica, culturale e sociale di un paese altro, e di restituirci il senso di un’identità africana, già duramente provata dal pregiudizio etnocentrico che colpisce indifferentemente lo sguardo e la memoria. L’intento del cineasta iraniano era forse onesto (promuovere gli aiuti finanziari agli orfani dell’Uganda) ma il mezzo risulta inefficace e persino controproducente.
“ABC Africa” è un documento frammentario, una visione in soggettiva che si nutre del gusto dell’esotico e fa del popolo ugandese, stremato dalla povertà, dall’Aids e dalle guerre civili, una massa informe, colorata e pittoresca, osservata dall’alto senza alcuna distinzione. Uomini, donne, bambini, depauperati anche del loro punto di vista. Figure catturate velocemente nel loro insieme, assemblate in un’inquadratura, colte nell’inerzia della loro condizione, mentre tentano disperatamente di sopravvivere e tendono la loro mano all’occidente. I riferimenti di Kiarostami all’impiantarsi della cultura cattolica poi, sono troppo blandi per costituirsi come riflessioni critiche e stupisce che il Vaticano si sia pronunciato contro la distribuzione di questo film... Oltretutto “ABC Africa” soffre per un vuoto di contenuti, per un’assenza di argomenti che si manifesta in maniera prepotente e imbarazzante, soprattutto quando il tema delle donne che si sono prese l’onere di allevare decine di orfani, si ripete più volte, con una cadenza ravvicinata e finisce, oltre che per rendere tedioso l’andamento del film, anche per nullificare la sua rilevanza. Titolo originale: ABC Africa
Regia: Abbas Kiarostami
Fotografia: Sefollah Samadian
Montaggio: Abbas Kiarostami
Suono: M. Reza Delpak
Produzione: Abbas Kiarostami, Marin Karmitz per MK2
Distribuzione: Bim
Durata: 84'.
Origine: Iran, 2001
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