"L'uomo perfetto", di Luca Lucini
Un film perfetto come l'uomo, ovvero assai imperfetto quest'ultimo Lucini che non abbandona il sentiero calpestato dalla generazione X del precedente "Tre metri sopra il cielo" uscendo dalla Roma di borgata per entrare nella Milano bene del feng-shui, ma lo smog del canovaccio inquina e spuntano goffe "maniglie dell'amore" che non suscitano tenerezza.

Una passione per i triangoli, non c'è che dire, quella di Francesca Inaudi, già invischiata in questa morsa in Dopo mezzanotte di Ferrario. Questa volta si ritrova, invece, in un film perfetto come l'uomo, ovvero assai imperfetto. Quest'ultimo parto di Lucini non abbandona il sentiero calpestato dalla generazione X del precedente Tre metri sopra il cielo uscendo dalla Roma di borgata per entrare nella Milano bene del feng-shui, ma lo smog del canovaccio inquina e spuntano goffe "maniglie dell'amore" che non suscitano tenerezza. Il regista riesce a distanziarsi di qualche passo dal film precedente (nonostante il volto di Scamarcio ce lo riporti alla mente ad ogni sua comparsa), ma fallisce nel tentativo di realizzare una commedia di smagliante brillantezza sulla scia di quelle hollywoodiane, eccedendo in un garbo incapace di diventare "confezione di classe" e ignorando "svaccate liberatorie" nel solco di una tradizionale commedia all'italiana aggiornata al terzo millennio. La Inaudi si riconferma attrice di raffinate, delicate qualità espressive (e lo stage di danza contemporanea con Carolyn Carlson certo ha contribuito a rafforzarne la recitazione corporea), la Pession è brava a tratteggiare il suo imprendibile personaggio gonfiato d'iper-cultura di superficie, quella non cognitiva e veramente passionale che snocciola nomi altisonanti come in una personale collezione di farfalle e Battiston ha veramente poco spazio per esprimere le proprie dilaganti doti (l'indovinello sulla Barbie divorziata è l'unica zampata...). Gli attori trasmettono una carica di simpatia che tramuta in empatia fittizia con gli spettatori, sinergie che suonano vuote e perciò non irretiscono, così pure Marco Ponti ha fatto molto meglio come sceneggiatore. Il più importante "pregio" di L'uomo perfetto, in definitiva, è la sua innocenza di film che non attenta al cinema nel suo non aggiungervi nulla.
Regia: Luca Lucini
Interpreti: Francesca Inaudi, Riccardo Scamarcio, Gabriella Pession, Giampaolo Morellu elli, Giuseppe Battiston, Maria Chiara Augenti
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 95'
Origine: Italia, 2005
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