"Mademoiselle", di Philippe Lioret
In “tempi sospetti” come quelli che stiamo vivendo, aprirsi con serena fiducia a quello che uno sconosciuto può offrirci è tutt’altro che immediato, tuttavia la protagonista di "Mademoiselle" segue l’istinto come se non esistessero controindicazioni.
Forse parlare di tendenza francese verso un “on the road” dal tocco leggero e sentimentale sarebbe azzardato, per quanto questo “Mademoiselle” riporti alla mente almeno un precedente film della stessa nazionalità e per certi versi simile, “La strada di Felix”. Entrambi si srotolano attorno a un viaggio, ed entrambi possiedono come cifra stilistica la leggerezza, e come denominatore tematico l’apertura verso il prossimo e l’imprevisto. Nel caso del film di Lioret, l’imprevisto si chiama “improvvisazione”, parola che non si limita a definire il mestiere dei tre teatranti con cui la protagonista Claire (S.Bonnaire) si trova a condividere molto più che un passaggio in macchina. Improvvisazione è anche un atteggiamento mentale, quello che domina lo spirito dei due personaggi principali: spirito con cui si dispiega leggera una trama dove si mescolano storie vere e false, passate e presenti, reali e immaginarie, con la scioltezza e l’“irresponsabilità” di una performance improvvisativa. In “tempi sospetti” come quelli che stiamo vivendo, aprirsi con serena fiducia a quello che uno sconosciuto può offrirci è tutt’altro che immediato, tuttavia la protagonista di Mademoiselle segue l’istinto come se non esistessero controindicazioni. La storia è dunque quella di Claire, informatore chimico di successo, sposata e con figli, che un giorno, complice una serie di lapsus freudiani (treni perduti, oggetti dimenticati), si trova a trascorrere 24 ore con un trio di improvvisatori teatrali incontrati per caso. Ma non cambieranno il suo modo di vivere o pensare i nuovi compagni di viaggio, poiché tra di loro c’è già una sottile intesa spirituale. E nell’evitare di contrapporre il ménage di Claire a quello degli attori il film dimostra una piacevole maturità: troppo facile sarebbe stato dipingere di grigio il mondo aziendale della protagonista, per poi opporlo a quella bohemien dei suoi compagni di viaggio.Improvvisazione è dunque la parola chiave di questa pellicola, leggera certo e con qualche sgualcitura qua e là (alcune melodie troppo romantiche, qualche macchietta nei personaggi del matrimonio e l’uso “sentimentale” di alcune immagini al rallentatore), ma che porta con sé un messaggio più organico e pensato di quanto il suo scorrere disinvolto e veloce (appena un’ora e venti) non suggerisca a prima vista. Improvvisazione come filosofia di vita (almeno per un giorno, suggerisce la trama incastonata in un ricordo), e amore per le storie. Storie che emergono con naturalezza dalle performance degli attori, dall’immaginazione del protagonista maschile, addirittura da una pubblica “improvvisazione improvvisata” della protagonista. Riuscitissima poi la dimensione sentimentale, storia di un amore trovato per caso e rubato, che non travalica mai i confini del surreale, ma che sa essere romantico assecondando con grazia le esigenze della realtà e quelle del sogno. Tutto finirà presto, ma la serenità venata appena di malinconia con cui la vita è vista e vissuta da Claire è già di per sé una storia che vale la pena di vedere. Peccato per il titolo, che per noi sa troppo di “finto francese”, e per la locandina che ricorda vagamente la copertina di un giornale patinato (curiosamente, “Mademoiselle” è anche il nome di una rivista femminile americana) e che non fa onore ai personaggi del film: una Sandrine Bonnaire solare e affascinante, e un trio di attori co-protagonisti misurati e accattivanti.
Regia: Philippe Lioret
Sceneggiatura: Philippe Lioret, Christian Sinniger, Emmanuel Courcol
Montaggio: Mireille Leroi
Fotografia:Bertrand Chatry
Cast: Sandrine Bonnaire (Claire), Jacques Gamblin (Pierre), Zinedine Soualem (Karim), Isabelle Candelier (Alice), Jacques Boudet (Gilbert).
Musiche:Philippe Sarde
Costumi : Cécile Magnan
Produzione: Alicéleo, France 2 Cinéma & Rhône-Alpes Cinéma
Distribuzione: BIM
Origine: Francia 2001
Durata: 85’
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