"Il futuro non è scritto - Joe Strummer", di Julien Temple

Come un alieno del suo Le ragazze della terra sono facili, Temple capta e riassembla un immenso repertorio della cultura popolare di questo Pianeta attraverso le note ed i versi di Strummer, per poi frullarlo in un reportage tutto personale da mostrare ai suoi simili lì a bordo dell’astronave punk

Se è vero che il futuro non è scritto, allora per forza di cose deve essere altrettanto vero che Julien Temple è un cineasta che viene dal futuro. Come uno degli alieni protagonisti di uno dei suoi film migliori, Le ragazze della Terra sono facili (1988), Temple ha un volto levigato dalla pelle quasi extraterrestre, da cui fanno capolino quegli occhietti come due fessure che non stanno fermi un attimo, come a captare e fotografare il più possibile della cultura di questo Pianeta, per poi frullarla in un reportage tutto personale da mostrare ai suoi simili lì a bordo dell’astronave punk. Sulla sonda Voyager che attraversa l’Universo alla ricerca di altre fonti di vita col suo bagaglio di reperti storico-culturali dalla Terra, oltre alla voce del bluesman Blind Willie Johnson (come in The Soul of a Man di Wenders), dovrebbero allora assolutamente essere contenute registrazioni (anche sparse, anche rimontate, anche frullate tutte insieme, spezzettate, frammentate, modificate, reinventate almeno di quattro suoi grandissimi lavori: The Great Rock’n’Roll Swindle, Absolute Beginners, Sex Pistols – Oscenità e Furore, e questo The Future is Unwritten. E non soltanto perchè raccontano in maniera insuperabile ed insuperata, verrebbe da dire con oscenità e furore, una certa Londra di quegli anni fondamentali meglio di qualunque trattato sociologico o affini. Per raccontare la storia incredibile della vita di Joe Strummer (leader dei Clash, poi dei Latino Rockabilly War, poi dei fantastici Mescaleros, anche scrittore, compositore di magnifiche colonne sonore, attore per Jim Jarmusch), probabilmente con Richard Hell dall’altra parte dell’Oceano la penna e la chitarra più acuta e ‘raffinata’ della stagione di fine anni ’70, Temple mette in moto un apparato visivo di ‘reperti’ e ‘repertori’ riassemblati e riesce a farli funzionare insieme alla grande: così Strummer sul palco viene montato parallelamente a De Niro/La Motta sul ring, così gli anthem distopici dei Clash contro il nazifascismo delle forze dell’ordine inglesi sono la colonna sonora perfetta per ripescaggi da If... di Linsday Anderson, dal film di 1984, dal cartone della Fattoria degli Animali. In mezzo ci sono brani ‘scoperti’ da programmi televisivi, spot, filmini familiari in super8, apparizioni pubbliche anche clandestine (c’è lo struggente frammento di quella volta in cui Mick Jones salì per un attimo sul palco con Joe dopo vent’anni dalla rottura dei Clash, in un concerto di solidarietà con i pompieri londinesi in sciopero...),  almeno 50 brani in colonna sonora (non solo musica di Strummer, ma anche Pink Floyd, Eddie Cochran, Woody Guthrie, Evis, ovviamente i Pistols e i Ramones...), almeno 60 amici-parenti-colleghi-fan di Joe intervistati, spesso intorno al fuoco crepitante di un falò in memoria di quello organizzato da Strummer al Glastonbury Festival, a cui ne seguirono altri non meno ‘mitologici’ (anche qui, reperti di cultura popolare: Bono, Johnny Depp, John Cusack, Matt Dillon, Damien Hirst, Steve Buscemi, i Red Hot Chili Peppers, e Jarmusch e Scorsese). Dura tutto poco meno di due ore, eppure sarebbe potuto durare un’eternità (come un brano di quell’epoca: massimo due minuti, ma delle eco che ancora si devono spegnere...alike like-a like-a like-a like-a...), gli anni luce di un viaggio nello spazio per consegnare questa meravigliosa testimonianza agli occhi ‘ignari’ di un altro Pianeta (di un’altra generazione?), da custodire con tutte le cure –  perchè la Terra sta affondando, e noi si vive giù al fiume. 

 

Titolo originale: The Future is Unwritten – Joe Strummer

Regia: Julien Temple

Interpreti: Joe Strummer, the Clash, the Sex Pistols, Johnny Depp, John Cusack, Matt Dillon, Damien Hirst, Steve Buscemi, Jim Jarmusch, Martin Scorsese

Distribuzione: Ripley’s Film Distribution

Durata: 119’

Origine: Gran Bretagna, 2007

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