BERLINALE 59 - "El Niño Pez (The Fish Child)", di Lucia Puenzo (Panorama)

Secondo lungometraggio della regista argentina di XXY, premiato a Cannes 2007. Non manca di delicatezza il suo occhio e di movimento febbricitante, gonfio di perversioni e “debolezze”; in realta’, a cedere troppo spesso ancora, e’ quella passione rarefatta e frantumata che il cinema dovrebbe a volte restituirci, senza essere definitivamente intrappolati in una cornice di sontuosa compostezza  

el nino pezDagli interni di una casa di una famiglia medio-alta di Buenos Aires a uno scenario da film “on the road” tra l’Argentina e il lago di Ypacaraí in Paraguay. Il susseguirsi delle azioni avvicina ulteriormente il film al genere del viaggio. Una ragazza, Lala (Inés Efron, protagonista in XXY) si innamora di Guayi, la domestica diciassettenne, uccide suo padre e fugge. Il padre è un famoso intellettuale di prestigio ed è anche colui che ruba l’amore, o per lo meno il sesso, alla giovane figlia. Ed è questa mancanza di rispetto che innesca la tragedia e il viaggio.

Se El Niño Pez fosse un film si avvicinerebbe molto a Thelma e Louise. Questo avremmo pensato probabilmente se avessimo letto prima il libro da cui e’ tratto questo film scritto dalla stessa regista Lucia Puenzo (figlia del produttore e regista argentino Luis Puenzo), vincitrice nel 2007, con XXY, della “Semaine de la Critique” a Cannes.  Due ragazze, appartenenti a classi sociali distinte, unite dalla passione, dalla fuga e dal susseguirsi di avvenimenti in cui sono coinvolte. Nella trasposizione sono presenti anche ingredienti riconducibili alla cultura della televisione odierna e soprattutto delle telenovelas. In una sceneggiatura da soap-opera s’inserisce il racconto del passato di Guay, che da ragazzina era stata la fidanzata di Nestor Socrates, oggi famoso attore della televisione paraguaiana. Ci sono alcuni elementi che riconducono il libro al genere soap: le risa, i pianti, la vendetta, il rischio, il sesso e il sangue. L’originalità dell’opera della Puenzo non la si riscontra nella sua tendenza all’azione, né nella storia d’amore tra due persone dello stesso sesso. Ciò che rende interessante questa narrazione è la distanza sociale tra la ragazza di Buenos Aires e la domestica paraguaiana. I tratti distintivi della classe sociale alta e di quella bassa si scambiano di posto all’interno della relazione tra le due. Così la razionalità e l’intelligenza, opposte alla passione e all’irrazionalità, sono doti attribuite, contraddicendo gli stereotipi, al personaggio della classe inferiore. Ciò nonostante ciascuna delle due ragazze mantiene le caratteristiche del proprio ambiente d’origine. Al principio e alla fine di questa storia, nel fondo del lago, c’è il bimbo pesce (“el niño pez”), una figura mitica che aggiunge magia e avvicina il romanzo alla tradizione del realismo magico inaugurato da García Marquez.

Sono proprio queste indiscusse qualita’ narrative che sembrano pero’ ingombrare anche lo sguardo cinematografico, sicuramente ispirato ma ancora parzialmente inespresso. Lucia Puenzo, pur se al secondo lungometraggio, e’ gia’ considerata una grande promessa del cinema argentino, evidenziando allo stesso tempo pero’ una certa pesantezza di racconto, non da intendere come ecccessiva freddezza. Non manca di delicatezza il suo occhio e di movimento febbricitante, gonfio di perversioni e “debolezze”; in realta’, a cedere troppo spesso ancora, e’ quella passione rarefatta e frantumata che il cinema dovrebbe a volte restituirci, senza essere definitivamente intrappolati in una cornice di sontuosa compostezza.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 1 commenti
 
  1. "in realta’, a cedere troppo spesso ancora, e’ quella passione rarefatta e frantumata che il cinema dovrebbe a volte restituirci, senza essere definitivamente intrappolati in una cornice di sontuosa compostezza": é un incipit praticamente ININTELLEGGIBILE! Ma che vor dì?<br />P.S.: di realismo magico si parla sin dagli Anni 20, quando Gabo non era ancora nato...<br />Cordialmente

    Inviato da giomedo il 11/02/2009
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa