TORINO 27 - "Gigante", di Adrián Biniez (Festa mobile)

Non è un film trascendentale ma ha comunque il pregio di essere semplice e diretto per come porta sullo schermo un voyeurismo mai appariscente ma sottratto, per come trasforma i silenziosi inseguimenti di Jara in una specie di giochi sulla casualità e sul destino e per come si mantiene in equilibrio tra squarci drammatici e forme da ‘commedia dell’assurdo’

Un corpo troppo grande che deve agire di nascosto, di sottrazione. È questo il forte contrasto in Gigante, in questo continuo scarto tra ciò che è troppo grande e in qualche modo deve nascondere la presenza dei propri movimenti. Jara è un uomo di 35 anni timido e solitario che lavora come addetto alla sorveglianza presso un supermercato di Montevideo. Mentre si trova davanti ai monitor che sorvegliano il negozio, passa gran parte del suo tempo a riguardare i video, fare le parole crociate e ascoltare la musica. La sua vita scorre tutti i giorni allo stesso modo fino a quando appare sullo schermo Julia, una ragazza addetta alle pulizie. Jara è subito attirato da lei e oltre a osservarla durante i turni di lavoro, la segue anche durante il tempo libero, quando lei va in spiaggia o al cinema.

Gigante è un’opera riuscita. Non ha niente di trascendentale, ma è semplice e diretta, soprattutto per come trasforma quella che appare come un’ossessione in un silenzioso e discreto slancio sentimentale. Diretto dal trentacinquenne cineasta argentino Adrían Biniez, qui al suo primo lungometraggio dopo aver realizzato due corti (Horas, 2005; Total disonibildad, 2008) ed esser stato in passato cantante e compositore del gruppo argentino Reverb, Gigante appare riuscito soprattutto nel modo in cui porta sullo schermo un voyeurismo mai appariscente, ma sottratto e per come trasforma i silenziosi inseguimenti di Jara in una specie di giochi sulla casualità e sul destino. Spesso Biniez utilizza dei piani larghi per inquadrare i due personaggi con lei davanti e lui dietro. Oppure crea delle precise geometrie come nella scena all’internet point in cui lui cerca di sedersi in un posto in modo da guardarla bene. Il regista riesce a dosare bene anche i momenti più drammatici con quelli più comici; il momento in cui Jara picchia il tassista che aveva rivolto un commento volgare o il dialogo in birreria con l’uomo che era uscito con lei (i due si sono conosciuti in chat) portano il film, sia pure leggermente, verso le zone di un ‘cinema dell’assurdo’ senza però mai estremizzandolo. Anzi, tenendolo legato alla vita(lità) dei protagonisti.
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
 La Kodak ha dichiarato bancarotta.
Cruise presentatore degli Academy Awards
Al Kodak Theatre il 26 febbraio
Presentazione del Box Cassavetes
Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
Corso Salani racconta Nichi Vendola
mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
No Google per i Brangelina
I figli non posso "googlare" i genitori
I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
La neve blocca Muller
Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
Omaggio a Ben Gazzara
Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
Operazione Paura a Serravezza
Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
Doodle Truffaut
 Per gli 80 anni della nascita del cineasta
MacLaine in "Downton Abbey"
L'attrice sarà Martha Levinson
Tributo a Dario Argento
Hollywood omaggia il regista con una retrospettiva
Jim Jarmusch produce un dramedy erotico
Scritto dall'autore del bestseller Go the Fuck to Sleep
CUT salta
annullata la terza lezione
Joe Carnahan per remake del Giustiziere della notte
Il regista di A-Team per il cult movie interpretato da Bronson nel '74
Online la collana DVD Queer Frame
Prezzo speciale per gli utenti
Blake Lively e Benicio Del Toro per Oliver Stone
Prima foto da Savages, tratto da Le Belve di Don Winslow
Addio a Ben Gazzara
 aveva 81 anni
Rooney Mara protagonista per Soderbergh
Al posto di Lively in Side Effects
Corti d'Argento 2012: 30 titoli italiani selezionati
I premi del Sngci assegnati il 23 e 24 marzo durante Cortinametraggio
Dujardin fa scandalo
Per la locandine de Les infideles
La nuova Mostra di Venezia 69 (2)
 Biennale College – Cinema e Light Market