TORINO 27 - Sam Taylor Wood, Nowhere Girl

A impersonare John Lennon nel film di apertura del festival, Nowhere Boy, è Aaron Johnson, un giovane attore molto affascinante, ma che fisicamente sembra quanto di più lontano possa esistere da Lennon. “Non mi interessava portare sullo schermo dei cloni dei personaggi reali. Volevo rendere al meglio l’intensità artistica e creativa di John Lennon", si giustifica la regista Sam Taylor Wood nel suo incontro al Circolo dei Lettori. "Ai provini si sono presentati moltissimi sosia dei Beatles, ma io li ho scartati tutti”

sam taylor woodNowhere Boy di Sam Taylor Wood, è il film di apertura di questa Torino 27. Dedicato alla figura di John Lennon, il film prende le mosse dal libro, che Julia Baird, sorella dell’autore di “Imagine” scrisse sul suo celebre fratello. 

Abbiamo incontrato la regista inglese alla conferenza stampa del film al Circolo dei Lettori di Torino.

“Il libro di Julia Baird era molto focalizzato sulla figura della madre di Lennon. Quindi è stato solo un punto di partenza. Lo sceneggiatore ha usato molte fonti per questo film. Per cui non si può definire Nowhere Boy un adattamento di Imagine This” ci dice Sam Taylor Wood.

Il film ha entusiasmato anche Yoko Ono, che ha concesso così i diritti per l’uso di “Mother” alla fine. “L’approvazione di Yoko Ono mi ha fatto piacere. Perché per me come artista era molto importante, capire se avevo reso bene l’uomo John Lennon” spiega la regista. 

Dal pubblico di giornalisti, qualcuno chiede se McCartney ha già visto il film. “No, non l’ha ancora visto, ma durante la lavorazione ha collaborato con noi. Ci ha dato dei dettagli su Lennon e sui modi in cui inizialmente loro registravano. Tuttavia è stato molto corretto perché si è tenuto ad una distanza di sicurezza da set. Il suo contributo non è stato invadente. Mc Cartney non ha voluto interferire con il nostro lavoro”. 

A impersonare John Lennon sul grande schermo è Aaron Johnson, un giovane attore molto affascinante, ma che fisicamente sembra quanto di più lontano possa esistere da Lennon. “Non mi interessava portare sullo schermo dei cloni dei personaggi reali. Volevo rendere al meglio l’intensità artistica e creativa di John Lennon. Ai provini si sono presentati moltissimi sosia dei Beatles, ma io li ho scartati tutti”. 

Il film è dedicato a Anthony Minghella, il regista e produttore inglese recentemente scomparso. “Minghella ha rappresentato nel cinema inglese una grande forza, come regista e come produttore. E’ grazie a lui che sono diventata una regista di lungometraggi. Mi ha spronato, mi ha dato forza e sicurezza. E’ grazie a lui se ho debuttato alla regia”. 

Insomma una dedica che ha il sapore quasi di un debito di riconoscenza.

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