TORINO 27 - "Breaking upwards", di Daryl Wein (Festa mobile - Figure nel paesaggio)

Daryl Wein e Zoe Lister-Jones puntano in alto, ad un cinema interiore, puntano a raccontarsi e a “dare spettacolo di se stessi”, mettendo in scena una parte della loro vita di coppia aperta. La leggerezza del racconto, la profonda ironia dei personaggi e la credibilità del loro rapporto, fanno di Breaking upwards, nella sezione Festa mobile, un interessante esperimento sul crudele gioco che rende pubblici i propri sentimenti

breaking upwardsDaryl Wein e Zoe Lister-Jones, puntano in alto, puntano ad un cinema interiore, puntano a raccontarsi e a “dare spettacolo di se stessi”, mettendo in scena una parte della loro vita di coppia e della loro esperienza di coppia aperta. Il primo si occupa della scrittura e della regia, la seconda più direttamente della scrittura. Breaking upwards è un interessante esperimento cinematografico che nel superamento della fiction classica sulla vita della coppia, diventa forma di cinema terapeutico lasciando la porta aperta al gioco della partecipazione che il film vuole e deve necessariamente avere con il pubblico. Mettere a nudo i propri sentimenti e lavorare anche crudelmente su di essi per modellare un oggetto che diventi di pubblico dominio e riuscire, nel contempo, anche a riderci su, come solo la cultura ebraica, ai quali gli autori appartengono, sa fare. Non è uno scherzo e crediamo che la giovane coppia di autori abbia saputo superare la prova con intelligente ironia. Due anni di vita e di esperienza amorosa e di coppia regolata da accordi non comuni, disciplinata però, all’interno di questa disponibilità verso gli altri, da regole ferree che possono essere infrante.

La giusta leggerezza del racconto, la profonda ironia dei personaggi, i rispettivi genitori su tutti, modellano un film anomalo, una sorta di vademecum per aspiranti estremisti delle coppie aperte. Wein e Lister-Jones sono molto abili nella costruzione di una credibilità sotterranea del loro vero rapporto, l’amore e le gelosie sono raccontate con efficace trasporto, il loro personale coinvolgimento avrà sicuramente giocato un ruolo fondamentale. In questo senso è illuminante quanto ha raccontato in sala Zoe Lister-Jones. Le litigate quotidiane tra i due finivano la sera sul computer di Daryl. Un cinema che si costruiva giorno per giorno, che diventa, diario e cronaca di un amore, un cinema che si fa mediatore del conflitto amoroso.

Certo Breaking upwards non si sottrae al vezzo alleniano dell’iperbole verbale. Ma ormai proprio Allen ci ha introdotto da anni nella buona borghesia newyorkese, per cui i dialoghi stupiscono e divertono, ma non più lungamente di un breve sorriso. L’esperimento della coppia aperta sarà un fallimento, ma il fallimento questa volta significa la salvezza della coppia. In questo senso il film diventa un salvacondotto che fa transitare i transfughi dell’amore non esclusivo verso la terra promessa della classicità che è sempre di moda.

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