TORINO 27 - La fortuna di Amelio


Cala il sipario sulla 27ma edizione del TFF. A vincere la rassegna è stato un film italiano, cosa che non è mai avvenuta nell’ormai quasi trentennale storia del festival. Amelio esulta per la scelta dei suoi giurati, capitanati da Sandro Petraglia:  “L'ho strappato dalle mani alla concorrenza; La bocca del lupo è stato amato dal pubblico, dalla critica e dalla giuria. E questo è l’importante''

pietro marcello - la bocca del lupoIn un ideale derby registico tra Nanni Moretti, direttore delle scorse due edizioni del Torino Film Festival, e Gianni Amelio, attuale direttore della rassegna subalpina, il primo vince sui biglietti staccati e sugli incassi, ma il secondo ha davvero portato una ventata di nuovo e innalzato il livello qualitativo delle pellicole in rassegna, soprattutto del concorso, da sempre trattato come la Cenerentola del festival.
Impresa non certo delle più facili, visto che Torino si posiziona terza in ordine cronologico, dopo la Mostra di Venezia e il festival del cinema di Roma.
Cala il sipario sulla 27ma edizione del TFF, che si è concluso il 21 novembre, ed è tempo di bilanci. A vincere la rassegna è stato un film italiano, cosa che non è mai avvenuta nell’ormai quasi trentennale storia del festival. Vince quindi La Bocca del Lupo, di Pietro Marcello. Un film duro, a metà tra il documentario e il racconto poetico, nato da un'idea dei gesuiti della Fondazione San Marcellino. Al centro della storia l’amore sbocciato tra un pregiudicato e una trans, ambientato a Genova. Storia che ha convinto anche i giurati della Fipresci.
Amelio esulta per la scelta dei suoi giurati, capitanati da Sandro Petraglia, ma dice di non volerne fare una questione di bandiera. “L'ho strappato dalle mani alla concorrenza – dice Amelio del film di Marcello – è stato amato dal pubblico, dalla critica e dalla giuria. E questo è l’importante''.
Premio come migliore attrice alla cilena Catalina Saavedra, protagonista de La Nana, altro film favorito nel toto verdetto. Il premio speciale della giuria va ex aequo a Crackie di Sherry White (Canada) e a Guy and Madeline on a park bench di Damien Chazelle (Usa). Mentre il premio per il migliore attore va ex aequo alla coppia di Get Low: Bill Murray e Robert Duvall.
La vetrina torinese ha poi funzionato anche come Film Market, così molte pellicole a Torino hanno trovato chi le distribuirà. Tra i tanti titoli che hanno convinto i distributori anche il vincitore: La Bocca del lupo di Pietro Marcello, sarà distribuito da Bim e in televisione da Raicinema, che ha comprato anche i diritti di La bella gente, di Ivano De Matteo, altra pellicola nostrana che testimonia la buona salute del cinema italiano fatto da giovani autori.
Bronson del danese Nicolas Winding Refn, una delle più grandi sorprese di questo festival, uscirà con il marchio la Movie Inspired, nuova casa distributiva.
Di alto profilo anche le retrospettive, quella dedicata a Oshima, la più completa mai fatta al mondo, tuttavia disertata dagli spettatori e quella dedicata a Nicholas Ray, di cui nel 2011 ricorre il centenario della nascita. Un fatto che non è sfuggito agli organizzatori di Venezia che hanno annunciato nel corso del festival che per il 2011 tireranno fuori un inedito restaurato del grande regista per proporlo al Lido.
E per l’anno prossimo? Nebbia fitta sulle date. Dopo che Roma ha deciso di posticipare il suo festival, Torino nelle prossime settimane dovrà decidere una sua nuova collocazione temporale. Una cosa è certa dice Amelio: “Sarà un festival ancora migliore. Quest’anno ho cominciato imparando, l’anno prossimo farò tesoro dell’esperienza accumulata. Tutto sta a vedere anche se il prossimo anno sarà un’annata di buon raccolto. Per fare un buon festival, ci vuole anche un pizzico di fortuna”.

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