SPECIALE "NEMICO PUBBLICO" - Beati i perseguitati per causa della giustizia
Il 22 luglio 1934, al Biograph di Chigaco, Dillinger porta Polly e Anna Sage a vedere Le due strade e guarda il suo capolavoro, il trapasso da carne a immagine si è definitivamente compiuto, e rimette all’America la sua volontà. Quando esce dal cinema, prima di esser raggiunto dalla pallottola del cavaliere dell’apocalisse, il sicario mandato dalla Storia, che lo attende, da sempre, John Dillinger si ferma. Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre
Beati i perseguitati per causa della giustizia
Mentre l’America segue senza fiato, sulle pagine dei giornali, attraverso la radio e al cinema, con i cinegiornali, l’avvento di un angelo nero venuto da un altro mondo per lavare, con il suo sangue, i peccati di un Popolo, Edgar J. Hoover/Billie Crudup accende improvvisamente le luci e chiede agli spettatori che affollano le sale di tutto il paese di girarsi alla loro destra e poi alla loro sinistra per controllare se il nemico pubblico numero uno è seduto accanto a loro. Non ha ancora capito che Dillinger è un’ombra che la luce non può rivelare, uno spettro che si nasconde dietro lo sguardo degli ostaggi che fanno da scudo umano al loro sogno. E’ un corpo che si è fatto immagine, come Billie, sprezzantemente, dice ai G-Men che l’hanno arrestata e che sono passati accanto al loro uomo senza poterlo vedere. Per vederlo bisogna guardare avanti, dentro lo schermo. Dillinger non è di questa terra e non può essere preso fino al compimento della parola della Storia. Lo impara ben presto Purvis/Christian Bale che, per riuscire a catturarlo, lo spinge nel deserto della solitudine privandolo di Billie e di tutti i suoi discepoli e, infine, cerca di indurlo in tentazione costruendo intorno al suo nemico un corpo e un passato, quelli scritti
sulle pareti dell’ufficio della Dillinger Squad, dove l’uomo più ricercato della Nazione si ferma, non visto, a guardare la sua storia e, davanti alla sua foto, per un attimo straordinario, si abbandona alla nostalgia della carne, per poi, ancora una volta, opporre il suo rifiuto alla lusinga di farsi corpo.
una guerra contro la speranza e dove la tortura e gli abusi sono una strategia del terrore giustificata da un fine più grande, la sicurezza del paese.Quando esce dal cinema, prima di esser raggiunto dalla pallottola del cavaliere dell’apocalisse, il sicario mandato dalla Storia, che lo attende, da sempre, John Dillinger si ferma. Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre.
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Non condivido tutta questa retorica su una tale pellicola.La venatura noir della pellicola cela la personalità del protagonista (Johnny Depp), focalizzando l’attenzione sugli scontri a fuoco tra l’eroe negativo e degli inconsistenti deuteragonisti.Mann preferisce stupire con flash cut e slowmotion delle sparatorie, piuttosto che raccontare una vera storia. Il regista si concentra a tal punto sull’estetica delle riprese, finendo per annullarsi in un trionfo narcisistico, similare alle immagini gonfiate dei videogames.
Inviato da Anonimo il 14/11/2009
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