"Blow" di Ted Demme
La storia di George Jung, primo re del narcotraffico americano, raccontata da Ted Demme. Un altro "goodfella", ma col volto di Johnny Depp
L'altra faccia del sogno americano, ovvero il mito del successo sospeso tra vita e malavita. Potrebbe essere un altro "goodfella", il George Jung primo re del narcotraffico nell'America degli anni Settanta, interpretato col solito bel piglio da Johnny Depp in questo nuovo film di Ted Demme, nipote del grande Jonathan e già autore nel '96 di "Brautifull Girls", un autunnale ritratto generazionale interpretato da Timothy Hutton e Matt Dillon. Lì come qui, a fornire la base giusta è la sceneggiatura, firmata in questo caso da David McKenna e Nick Cassavetes (figlio, quest'ultimo, dell'indimenticato John), che si spinge con precisione nelle vene di un personaggio controverso, sfumandone le motivazioni e offrendoci il ritratto arguto e intelligente di un criminale per vocazione al successo, destinato dai casi della (mala)vita a fare i conti con la disfatta che lo ha trovato infine nelle prigioni di stato, condannato all'ergastolo.
Facendo ampio ricorso a una narrazione trasversale, che attraversa intelligentemente (e anche furbamente) gli sfondi epocali su cui si muove - in questo caso l'America degli Anni '70 e '80 -, "Blow" racconta la storia vera di George Jung, l'uomo che per primo aprì la strada americana della droga ai cartelli colombiani di Medellin, prima facendo soldi a palate, spinto anche dall'ambiziosa moglie (Penelope Cruz), e poi finendo in miseria, tradito dal suo migliore amico e consegnato alla polizia che tutt'oggi lo tiene chiuso in prigione.
La voce fuori campo racconta l'American Dream di questo "bravo ragazzo" con piglio anche troppo scorsesiano, facendo ampio (e ormai abusato) ricorso all'iconografia d'epoca per definire sfondo e contesto della parabola e cercando nell'abbondante musica il ritmo necessario a trasformare questo "biopic" malavitoso in un prodotto adatto ad un ampio pubblico.
Al di là della performace di Johnny Depp, il film in realtà spreca nelle sue sovrabbondanti pose stilistiche il bel materiale che ha a disposizione, perdendo per strada il ritratto di un uomo prigioniero della sua ambizione e incapace di confrontarsi alla pari con la propria coscienza (vedi tutta la traccia finale dedicata al controverso rapporto con la figlia, incongruamente svoltata in chiave lirico-trasognata nel recinto del carcere).
Ted Demme conferma le sue qualità di buon direttore d'attori, valorizzando le presenze europee di Penelope Cruz e Franka Potente, ma proprio non riesce ad evitare l'ingeneroso (e impossibile) confronto con lo scorsesiano "Quei bravi ragazzi", cui rimanda ulteriormente la prestigiosa presenza di un pur sempre bravissimo Ray Liotta nei panni del padre del protagonista.BLOW
Titolo originale: Blow
Regia: Ted Demme
Sceneggiatura: David McKenna e Nick Cassavetes
Fotografia: Ellen Kuras
Montaggio: Kevin Tent
Musica: Graeme Revell
Art Director: David Ensley, Bernardo Trujillo
Interpreti: Johnny Depp, Penelope Cruz, Franka Potente, Ray Liotta, Jordi Mollà, Rachel Griffiths
Produzione: Ted Demme, Denis Leary, Joel Stillerman per Spanky Pictures, Apostle
Distribuzione: Nexo
Durata: 124'
Origine: Usa, 2001
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