BERLINALE 60 - "Mine vaganti", di Ferzan Ozpetek (Panorama)
Tra i migliori film di Ferzan Ozpetek, probabilmente al pari con La Finestra di fronte. Il cinema di Ozpetek è lo specchio del nostro Paese: spesso carico fino all’orlo ma nello stesso tempo indulgente, che non dà il dovuto ma si lascia a volte insolentire. Ozpetek si è scorporato forse per sempre del misticismo di forma, che lo ha accompagnato in passato, per appropriarsi di spazi e stanze arredanti l’anima, di corpi desiderosi di un luogo, di una dimensione in cui (r)esistere
Tommaso (Riccardo Scamarcio) torna da Roma a Lecce per trovare i suoi parenti, deciso a rivelare le sue tendenze omosessuali e la voglia di fare lo scrittore, rinunciando alla gestione dell'avviata impresa di famiglia. Tutto si fa assai complicato, perchè il padre è un uomo fortemente tradizionale e in più c'è da difendere l'onore della stessa famiglia conosciuta e benestante. Quando ormai sembra a un passo dall'outing, Tommaso si fa anticipare dal fratello maggiore (Alessandro Preziosi) che ha da fare la stessa confessione... Tra i migliori film di Ferzan Ozpetek, probabilmente al pari con La Finestra di fronte. Detto ciò e detto che la storia ha evidenti richiami autobiografici del regista il tema dominante non è l’omosessualità, bensì la famiglia, la difficoltà di farsi riconoscere fino in fondo per quello che si è, soprattutto dai propri cari, da quelle persone che dovebbero amarti senza limiti. Allora a questo punto ci vorrebbe, oltre al cinema, un corsivo fulminante, che mandasse gambe all'aria perentoriamente moralismi e cliché. Gli stessi moralismi per cui il cinema italiano viene accusato, ma da cui gli stessi accusatori non si salvano. Ci vorrebbero corsivi sbiechi e solitari dai quali emerga l'Italia del cinema dei cosiddetti autori, che lascia spesso sbigottiti e mortificati. Ci vorrebbe qualcuno capace di demolire i sacri valori italici al cinema, almeno: la famiglia, anzitutto, produttrice indefessa di psicopatologie varie, anche criminali; e la Patria, che in effetti è arduo amare in toto, incluse la periferia mafiosa e le latrine di tutti indistintamente. Il cinema di Ozpetek è lo specchio del nostro Paese: spesso carico fino all’orlo ma nello stesso tempo indulgente, che non dà il dovuto ma si lascia a volte insolentire. Sicuramente riuscito il lavoro di recupero delle peculiarità stilistiche del suo cinema: l’alternanza di commedia divertente e sentimentalismi commoventi, con in più (forse troppi) momenti ai limiti del grottesco, passando da alcune caratterizzazioni a scelte narrative ridondanti. Ridondante forse è il finale, apparentemente risolutivo ma eccessivamente carico di figure retoriche. Ridondanti forse sono alcuni personaggi: gli amici gay di uno dei protagonisti, il padre tradizionalista interpretato dal bravissimo Ennio Fantastichini, la saggia nonna che ancora una volta, come spesso accade nei film di Ozpetek, ricopre il ruolo matriarcale, con cui tutti, prima o poi, dovranno fare i conti. Si potrebbe però aggiungere che Ozpetek pare aver raggiunto una decisa consapevolezza autoriale che gli consente di sospendere il tempo, riavvolgerlo con l’uso sapiente della musica (bello soprattutto il pezzo di Patty Pravo “Sogno”), per poi ricadere come una parabola, non definitivamente consolatoria, sulla messinscena avvolgente, a tratti delirante. Finalmente, e speriamo per sempre, Ozpetek si è scorporato del misticismo di forma (Cuore sacro ne è l'apoteosi) per appropriarsi di spazi e stanze che deformano l’anima, di corpi desiderosi di un luogo e di una dimensione in cui (r)esistere. La passione fiabesca e ascetica di alcuni fronzoli di scrittura non propriamente controllati visivamente, sono ancora evidenti (anche se il co-sceneggiatore Ivan Cotroneo, collaboratore in passato di Corsicato e sceneggiatore di
un film da molti sottovalutato, Questo piccolo grande amore, ha certamente contribuito a ridurre la distanza tra schermo e sguardo), ma non ci si perde almeno alla ricerca di immagini del sacro tanto che quelle allusioni visive e suggestioni sonore si fanno sempre più pure e sincere. Paradossalmente il meno ambiguo dei film di Ozpetek è probabilmente tra i più convincenti. Non è Il vizietto con i suoi memorabili “eccessi”, ma è la commedia delle parti. Chi ha capito il gioco non riesce più a ingannarsi; non può più prendere né gusto né piacere alla vita... E’ interessante come Ozpetek provi a svuotare, proprio quando sembra colmare senza freni il suo campo d’azione, dalle passioni il cinema statuario del facile umorismo “consentito” e gioca con il guscio vuoto delle parti, dei ruoli di amante, moglie, marito (e di padre e madre), figlio, nipote, con una disarmante e forse ingenua esplicità, oscillante tra convenzionalità e profonda sfida a essa, sia sul piano cinematografico sia su quello sociale. Se non altro, il più a fuoco (nonostante la testarda ossessione di rimuovere gli occhiali di uno dei personaggi miopi, alla ricerca di calore umano) dei suoi film. Nel quadro di famiglia la cornice separa quasi totalmente l'immagine da tutto ciò che non è immagine. Definisce quanto da essa inquadrato come mondo significante, rispetto al fuori-cornice, che è il mondo del semplice e troppo ancora falso vissuto.
Sono presenti 1 commenti
-
bella recensione, complimenti all'autore
Inviato da franco66 il 15/02/2010
Cerca nel sito

- torino film festival 28
- hbo
- oscar
- michael fassbender
- steven spielberg
- nanni moretti
- documentario
- cannes 2011
- Jafar Panahi
- animazione
- serie tv
- Martin Scorsese
- david cronenberg
- Johnny Depp
- Cannes 65
- joaquin phoenix
- cinema indipendente
- woody allen
- cinema americano
- Isabelle Huppert
- 3D
- brad pitt
- cannes 64
- Corso Salani
- Sean Penn
- venezia 68
- cinema spagnolo
- DVD
- film tratti da libri
- jessica chastain
- Kate Winslet
- james franco
- cinema francese
- torino 29
- marion cotillard
- david fincher
- ben affleck
- clint eastwood
- cinema UK
- venezia 67
- Festival di Roma
- cinema orientale
- cinema giapponese
- trailer
- cinema italiano
- horror
- george clooney
- robert de niro
- matt damon
- leonardo di caprio
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






