BERLINALE 60 - "Shahada", di Burhan Qurbani (Concorso)


Shahada è la condicio sine qua non, la formula religiosa musulmana per eccellenza, che va recitata al patto della confessione di fede. Attraverso la storia di tre giovani musulmani che vivono a Berlino, Qurbani indaga la sempre difficile accettazione delle proprie radici religiose, all’interno di un Paese occidentale

shahadaPer un musulmano e' necessario aderire al patto della confessione di fede con Allah. E' importante che colui che si approccia a pronunciare questa frase con l'intenzione di diventare musulmano, ne comprenda il significato. Questa è la “Shahada”, riportata anche sulla bandiera dell’Arabia Saudita: “Testimonio che non c'è divinità se non Dio (Allàh) e testimonio che Muhammad è il suo Messaggero". Alla base di questa pellicola c’è appunto proprio la condicio sine qua non, la formula religiosa mussulmana per eccellenza. Attraverso la storia di tre vite, di tre giovani musulmani che vivono a Berlino, Qurbani indaga la sempre difficile accettazione delle proprie radici religiose, all’interno di un Paese occidentale. Un giovane di colore è afflitto da tendenze omosessuali, una ragazza resta incinta senza volerlo e deve nasconderlo al padre iman, un poliziotto cerca di salvarsi dai sensi di colpa e dalle pene dell’inferno, aiutando una donna extracomunitaria alla quale aveva sparato uccidendogli il bambino che portava in grembo. Oltre ovviamente il tema importante e delicato trattato, senza facili moralismi e toni consolatori, va anche sottolineato come il film non riesca però mai a coinvolgere totalmente, restando incastrato nella sua stessa struttura che tanto ricorda il cinema di Inarritu. Il regista di origini afgane, scappato dal suo paese per raggiungere la Germania nel 1979, prima che arrivasse l’Armata Rossa, ha effettivamante diverse cose in comune con l’autore messicano: la separazione iniziale dei protagonisti che verso la fine per caso si ritrovano e soprattutto l’insistere sul salto cronologico, sullo scambio di sequenze tra la successiva e quella che precede. Non arriva a scombussolare completamente la cronologia dei fatti, ma lavora sui “ritagli” di tempo ed è forse questa l’unica cosa degna di merito, anche se a lungo andare tutto si fa manierismo. L’equilibrio che i protagonisti dovrebbero trovare nel modo di vivere la propria religiosità e soprattutto il senso di appartenenza al contesto sociale, sembra in realtà solo un debole pretesto per mettere in risalto le qualità tecniche. Niente di nuovo il regista regala al nostro sguardo che resta per tutto il film nell’attesa di una deriva, di uno strappo che faccia irrigidire i corpi e scombinare le nostre certezze su una cultura che a volte crediamo di conoscere a sufficienza.            
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa