(doc) Intervista al videomaker Giovanni Bruno


In occasione dell’uscita, con La Repubblica e L’Espresso, del cofanetto (libro, cd, dvd) “Le parole Altre. Il lungo viaggio di Tiziano Terzani”, abbiamo intervistato l’autore dei video originali dello spettacolo.

Narrazione e biografia di Tiziano Terzani: Angela Terzani Staude
Musiche originali di Francesco Bruno
Video ed immagini di Giovanni Bruno
Testi di Adelchi Battista
Fotografie di Alfredo Lando, Andrea Lando e archivio Terzani
Grafica di Steo Zacchi
 
 
C’è la musica della Francesco Bruno Ensemble, una fusione suggestiva di Zawinul, Metheny e Scofield con sonorità provenienti da ogni angolo della terra, c’è il racconto commosso di Angela Terzani Staude, ci sono i video di Giovanni Bruno proiettati su uno schermo in fondo al palco e poi c’è lui: Tiziano Terzani, con quella barba un po’ da santone e la sua goliardia tipica fiorentina, in alcuni contributi estratti dalle “Teche Rai”. Questa in estrema sintesi i tasselli dello spettacolo/concerto che si è tenuto nel maggio del 2009 all’ “Auditorium Parco Della Musica” di Roma. Un viaggio multimediale, ripercorso come in un sogno, tra musica, immagini e parole in un concerto che spazia attraverso le molteplici espressioni del jazz moderno, conducendo l’ascoltatore attraverso i luoghi, i suoni e la storia  dei popoli protagonisti della vita del grande giornalista e scrittore.
Il CD delle musiche di Francesco Bruno, un LIBRO ricco di fotografie e un DVD compongono il cofanetto in edicola con La Repubblica e L’Espresso.
 
In particolare il DVD è un montaggio, realizzato dal videomaker Giovanni Bruno, delle riprese dell’evento/concerto ed dei video proiettati sul fondo dello schermo, in cui questi ultimi a volte passano in primo piano, a volte si sovrappongo alle immagini dello spettacolo live, in una combinazione mai banale.
Sembrerebbe un’operazione pretenziosa, vuoi per la grandezza della figura di Tiziano Terzani e vuoi per la diversità dei linguaggi usati, ma il risultato di questi “malati di terzanite”, è sincero e per questo commuovente.

 

Quelli che nella loro vita hanno avuto a che fare con la figura e l’opera di Tiziano Terzani, che se ne sono fatti contagiare, che hanno rimodellato il loro proprio stile comportamentale, che si sono fermati un po’ di più per tentare di capire le dinamiche del mondo e degli uomini, quei “malati di terzanite”, direbbe Serena Dandini, o i “i terzanisti” si riconoscono con un’occhiata. (…) Tu metti insieme un fotografo, un musicista, un video maker, viaggiatori pazzi, alcuni tra i migliori jazzisti italiani, il fluido ricordo di Angela, aggiungi le orme lasciate da Tiziano in mezzo mondo, ed ecco che viene fuori una specie di cocktail esplosivo, una cosa fuori dal genere, che passa dal ricordo alla poesia, alla denuncia sociale; è un concerto, uno spettacolo di teatro, un approfondimento, una riflessione sull’umanità, insomma uno strumento di rara potenza. E se non sai come gestirlo rischi anche di costruire un gran pupazzone di plastica gonfiabile con la barba lunga, e finta. E’ stata la priorità di tutti. Niente santoni, niente santini. E così abbiamo cominciato a ragionarci su, mentre Francesco continuava a perfezionare le partiture, Giovanni metteva in ordine le centinaia di ore di girato in mezzo mondo, la band lavorava duro sugli arrangiamenti. (…) L’idea è semplice e forte: dato che tutti hanno scritto tutto su Tiziano, usiamo parole altre. Usiamo musica, usiamo i video, usiamo il ricordo nudo, senza mediazione di critici insigni…” 

(Adelchi Battista, tratto dall’introduzione del libro)
 
 

 INTERVISTA A GIOVANNI BRUNO

 
Come è nato questo progetto e che ruolo hai avuto?
Mio fratello Francesco stava lavorando ad un progetto musicale ispirato ai viaggi di Tiziano Terzani e alla storia dei vari luoghi che lo scrittore aveva visitato durante la sua movimentata vita. Il suo lavoro di composizione è durato quasi due anni. Un giorno, mentre mi faceva ascoltare un provino del brano ispirato alla “Transiberiana”, mi ha proposto di provare a realizzare dei video che, proiettati durante il concerto, potessero far parte di questo spettacolo “multimediale”. La mia prima reazione è stata di enorme perplessità perché, data la forte personalità di Terzani e il numero di luoghi visitati dallo scrittore, ho subito pensato che accettare la proposta di mio fratello sarebbe stato un peccato di presunzione. Mi sembrava poco rispettoso provare a descrivere con le mie immagini quello che Tiziano Terzani aveva visto con i suoi occhi e raccontato nei suoi numerosi libri, e praticamente impossibile reperire immagini sufficienti, provenienti da ogni angolo del mondo. Mi sono quindi riservato di rifletterci sopra qualche giorno.
 
Cosa poi ti ha spinto ad intraprendere questo lungo viaggio produttivo ed interiore?
Ripensando al provino di mio fratello, ho capito che Francesco stava mettendo tutta la sua passione, il suo modo di comporre, le sue sonorità umilmente a disposizione di Tiziano Terzani, senza avere la pretesa di esaurirne la vita ed il pensiero. Tutto ciò non mi è sembrato poco rispettoso.
Questa, forse, è stata la chiave che mi ha consentito di affrontare un lavoro così impegnativo: lasciarmi trasportare dalla fantasia, usando un mio personale linguaggio, per viaggiare insieme a Tiziano. Già dal primo video, “Transiberiana”, ho cominciato a provare una fortissima emozione, come se nella ricerca delle immagini da assemblare, mi sentissi su quegli stessi binari che Terzani aveva percorso anni prima.
La formula che ho adottato è stata quella di utilizzare a volte solo parti di un fotogramma creando quindi delle immagini ritagliate, a volte ricolorate , a volte ripetute come se costruissi un collage dinamico in sincronismo con le battute musicali. Inoltre, le immagini sono presenti solo in alcune parti del brano per non distrarre troppo lo spettatore dall’esecuzione musicale. Indubbiamente la musica ha una forza straordinaria che ti permette facilmente di viaggiare con la mente. Anche io sono stato musicista e sicuramente anche questo “ritorno” alle origini mi ha fortemente coinvolto.
 
I tuoi rapporti con Angela e Tiziano?
Di Tiziano Terzani conoscevo poco. All’inizio mi sono tuffato nella rete e ho cercato di vedere tutto ciò che esisteva . Ho trascorso una giornata intera ascoltando le sue interviste. Solo in un secondo momento ho cominciato a leggere i suoi libri. La sua forza e la sua originalità mi hanno conquistato subito, la serenità con la quale ha atteso la sua fine mi è sembrata la conferma della sua grandezza interiore. Angela l'ho conosciuta a Firenze, a casa sua, quando insieme a mio fratello sono andato a mostrarle i primi video realizzati per lo spettacolo. Mi è subito sembrata una persona di straordinaria sensibilità, una di quelle persone che ti sembra di conoscere da sempre. Tale è stato l'entusiasmo di Angela per il nostro lavoro che si è autonomamente proposta di seguire la tournèe per raccontare in prima persona le sue esperienze di viaggio con Tiziano. Angela ha forse compreso che il viaggio mediato dall'arte che mio fratello ed io stavamo proponendo, nasceva da un desiderio di emozionarci e, se possibile, di trasmettere queste emozioni al pubblico. Confesso il mio stupore ancora oggi.
 
Cosa ti è rimasto dentro, alla fine di questo percorso?
Dopo più di un anno di lavoro è innegabile la soddisfazione di vedere un risultato tangibile che è rappresentato da questo allegato in edicola con La Repubblica e l'Espresso. Ma devo ringraziare tutti i miei collaboratori e amici, che mi hanno concesso materiale video, senza il quale non avrei potuto neanche iniziare questo percorso. E' stato per me quindi anche un viaggio all'interno dei rapporti che da tanti anni ho con i miei più stretti collaboratori: li ho riscoperti più vicini a me di quanto immaginassi. Mi dispiace moltissimo che Tiziano Terzani non possa vedere e sentire quello che, con sua moglie Angela e mio fratello Francesco, abbiamo messo insieme, anche se, come la stessa Angela mi diceva giorni fa al telefono: “Tiziano si sarebbe divertito tantissimo perché lui amava sempre le cose nuove!”.
 
La prossima tappa del viaggio?
Ci sono contatti in corso con delle agenzie per portare lo spettacolo in giro per l'Italia. E' possibile che ci sia una nuova replica all'Auditorium di Roma: la volta scorsa, a maggio, c'è stato il tutto esaurito e più di 100 persone sono rimaste fuori. Per quanto riguarda il viaggio interiore... continuarlo sempre, seguendo l'esempio del grande Tiziano.

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