(doc) 'Un metro sotto i pesci', di Michele Mellara e Alessandro Rossi

Un metro sotto i pesci è una riflessione cinematografica sul tempo, sulla condizione umana e su quell' incredibile rapporto tra uomo e paesaggio, che solo alcuni luoghi regalano. Osmosi imperfetta e struggente tra l'acqua e la terra. Lì dove il Po arriva alla fine del suo viaggio.

Lo spazio del grande delta del lungo fiume si apre come un tela increspata e silente davanti lo sguardo. Il rumore del mare è vicino, ma allo stesso tempo lontano e poi la lenta, innesorabile liturgia di chi è rimasto a vivere là dove il Po arriva alla fine del suo viaggio. Un metro sotto i pesci è un documentario del 2006 della coppia di registi e autori Michele Mellara e Alessandro Rossi (Le vie dei farmaci, Fortezza Bastiani). Ora uscito in una spendida edizione in DVD per la collana DCult distribuita da CG Home video. "Un metro sotto i pesci è un film che riesce splendidamente a conciliare le varie anime che compongono la tradizione documentaristica, spingendole a rilanciarsi a vicenda. Un lavoro di indagine sul presente e di ricerca storica rigorosissima nel quale però si affaccia continuamente la suggestione narrativa". Sono le parole del critico Giacomo Manzoli, raccolte alll'interno del libretto illustrativo del  DVD, che rappresentano molto bene quest' opera di Mellara e Rossi. L'orizzonte delle vite dei pescatori di cozze della comunità di Santa Giulia che i due filmano all'albae al tramonto è  straordinaria nella sua calda e rassicurante semplicità. Struggente negli occhi e nelle parole di chi ha scelto di rimanere a vivere in queste terre così dense di storia e solitudine. Fatica e sudore, come i nonni. Una riflessione cinematografia sul tempo, sulla condizione umana e su quel incredibile rapporto tra uomo e paesaggio, che solo alcuni luoghi regalano. Un osmosi imperfetta e struggente tra l'acqua e la terra. Così come le poesie e i racconti dei 'vecchi' del paese narrati in un dialetto musicale che accompagna la navigazione lungo il fiume. Questo stanco compagno che l'uomo ha saputo raramente capire e ascoltare, più spesso ne ha colpito l'anima attaccandone il delta e il corso piegandolo all'industria e alla cementificazione. Il tempo e il cinema sono lì a testimoniare, grazie alle immagini d'epoca di un grande maetro del documentario,  Florestano Vancini (intervistato anche nei contenuti extra)  come l'anima più profonda di uno spazio incantanto sia rimasta fortunatamente immutata. Ma non per tutti, solo per chi riesce a sognare Un metro sotto i pesci.

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