DOCUMENTARIO – Punto Doc (novembre/dicembre)


Due mesi densi. Più di 100 documentari citati, con schede, trailer e le recensioni della nostra redazione. Le uscite in Sala e in Dvd. I siti ufficiali dei 15 documentari candidati all'Oscar. I premi dai festival: Il Festival di Roma, Sheffield Doc/Fest, Festival dei diritti umani di Napoli, Medfilmfestival, Festival del Cinema Africano di Verona, Asiatica, Festival dei Popoli, Filmaker, International Documentary Film Festival di Amsterdam, Torino Film Festival, Sulmona film festival, Premio Libero Bizzarri, Mediterraneo film festival, Courmayeur noir in festival. E tante altre novità dal mondo del documentario.

Ridotte capacità lavorativeIN SALA
 
RCL - Ridotte capacità lavorative di Massimiliano Carboni (trailer) (sito) (Sentieri Selvaggi intervista Paolo Rossi)
Jackass 3D di Jeff Tremaine (trailer) (sito)
Bhutto di Duane Baughman e Jhonny O'Hara (trailer) (sito)

 

 

 

 

This is my land...Hebron[CINEMA.DOC] – Il Documentario in Sala è il primo progetto italiano per costruire un circuito distributivo nazionale di film documentari nelle sale di prima visione. Nei mesi di novembre e dicembre sono stati proiettati in tre sale romane (Cinema Nuovo Sacher, Cinema Farnese Persol, Cinema Alcazar) i seguenti film:

 

Le Radici e le Ali di Claudio Camarca, Maria Rita Parsi (trailer)
The Cambodian Room di Tommaso Lusena de Sarmiento, Giuseppe Schillaci (trailer)
This is my Land... Hebron di Giulia Amati, Stephen Natanson (trailer) (sito)
Left by the Ship di Emma Rossi Landi, Alberto Vendemmiati (trailer) (sito)
Il Pezzo Mancante di Giovanni Piperno
Una Scuola Italiana di Angelo Loy, Giulio Cederna (trailer)
Ma che Storia di Gianfranco Pannone (trailer)

 

Miglior Film del concorso è stato This is my land…Hebron. Tutti gli altri premi qui

 

 

di me cosa ne saiIN DVD

 

Draquila - L’Italia Che Trema di Sabina Guzzanti (trailer) (sito)
The Small Kingdom of Lo di Giuseppe Tedeschi, Caroline Leitner, Daniel Mazza (trailer)
Oil. Il Film di Massimiliano Mazzotta (trailer)
Ortona 1943 - Un Natale di Sangue di Fabio Tondelli (trailer)
Lisetta Carmi, Un'Anima in Cammino di Daniele Segre (trailer)
Niente Paura di Piergiorgio Gay (trailer)
My Main Man di Germano Maccioni (trailer)
Di Me Cosa Ne Sai di Valerio Jalongo (trailer)
+ o - Il Sesso Confuso. Racconti di Mondi nell'era Aids di Andrea Adriatico, Giulio Maria Corbelli (trailer)
1960 di Gabriele Salvatores
Il Suono InStabile della Libertà di Marco Bergamaschi, Gianpaolo Gelati (trailer)
Lost in La Mancha Keith Fulton, Louis Pepe (trailer)
Picture me – Diario segreto di una modella di Ole Schell, Sara Ziff (trailer)
Arimo! I bambini parlano di legalità di Mirko Locatelli (trailer)
 


FESTIVAL E PREMI

 

regenmakersIl Festival Internazionale del film di Roma (28 ottobre – 5 novembre) è stato caratterizzato dalla protesta del movimento “Tutti a casa” per i tagli alla cultura previsti dal governo. Il Premio Marc’Aurelio al miglior documentario per la sezione “L’Altro Cinema | Extra” è andato a De Regenmakers di Floris-Jan Van Luyn (sguardo sulla Cina e la sua condizione ecologica. Lo spirito e il coraggio di quattro attivisti cinesi che ingaggiano una lotta quotidiana con autorità locali, piccoli e grandi interessi. Un percorso a ostacoli dove scenari di commovente bellezza si alternano a veri e propri gironi infernali: fiumi devastati, città dall’aria irrespirabile, campagne sfigurate, terreni avvelenati per sempre. Il quadro visivo del film è costruito sui quattro elementi naturali: l’aria inquinata di Changsha, l’acqua sudicia del fiume Qiantang, la terra del deserto di Tengger che avanza e il fuoco soffocante dell’inceneritore a Pechino). Altri premi collaterali a: Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal di Gianni Celati (le feste, il lavoro, i richiami dell’ accoppiamento, il rapporto con i vicini, la religione: come Moravia e Pasolini negli anni ‘70, Gianni Celati scopre essenza e apparenza di un altro mondo); The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town di Thom Zimny (le prove e la registrazione, tra il 1976 e il 1978, di uno degli album più importanti di Bruce Springsteen e della storia della musica) (recensione). Premio Selezione [CINEMA.DOC] al Miglior documentario italiano: Le Radici e le Ali di Claudio Camarca e Maria Rita Parsi (emoticons, segni e numeri al posto delle parole: un mondo che gli adulti non conoscono. Per capire e fare parte di questo universo a noi alieno, bisogna scendere per le strade frequentate dai ragazzi e dalle ragazze. Andare nel mondo a conoscerli). Altri documentari presenti alla mostra: Ritratto di mio padre di Maria Sole Tognazzi (recensione), Crisi di classe di Giovanni Pedone, Inge Film di Luca Scarsella (recensione), A Mao e a Luva di Roberto Orazi, Termini underground di Emilia Zazza, Asse mediano di Michele Massa, Un sasso nello stagno di Felica Cappa, Vuelve a la Vida di Carlos Hagerman, Yoyochu in the land of  the rising sex di Masato Ishioka, The people vs George Lucas di Alexandre O. Philippe, Il colore del vento di Bruno Bigoni, The Woodsman di C. Scott Willis, E’ il tuo mio ultimo respiro di Claudio Serughetti, Gasland di Josh Fox, Ce n’est qu’un debut di Jean-Perre Pozzi e Pierre Barougier, Francesco Nuti…E vengo da lontano di Mario Canale e tanti altri. La mostra ha dedicato un omaggio all’indimenticato Corso Salani.

 


pink sarisLo Sheffield Doc/Fest  (3 - 7 novembre)
è uno dei tre maggiori festival di documentari al mondo - insieme all’Hot Docs di Toronto e all’IDFA di Amsterdam. Il Premio Speciale della Giuria è andato a Pink Saris di Kim Longinotto (racconta la nota vicenda della Gulabi Gang - la banda rosa - , un gruppo di donne dell’India settentrionale che cercano quotidianamente di combattere la violenza, inflitta soprattutto dai mariti e dalla famiglia acquisita dopo il matrimonio e spesso imposto quando ancora bambine). Una Menzione Speciale è stata assegnata a Nostalgia for the Light di Patricio Guzman (sulle montagne del deserto di Atacama in Cile sono installati i telescopi più potenti del mondo. Mentre gli scienziati cercano nel cosmo le origini della vita, gli archeologi esplorano il terreno per ritrovare le tracce delle popolazioni precolombiane. In mezzo a loro si muovono i parenti delle persone scomparse sotto il regime di Pinochet, alla ricerca dei resti dei loro congiunti)

 

 

I giorni buoniAl Festival del cinema dei diritti umani di Napoli (9-16 novembre) a vincere è stato per la sezione “Napoli ieri, oggi e… domani?” I giorni buoni di Andrea Barzini (in un paese del napoletano, Scisciano, da più di un decennio due educatori, Vincenzo Morgera e Silvia Ricciardi, dirigono un centro di accoglienza per minori destinati dalla giustizia alla vita di comunità, dopo un periodo in carcere). Vince invece sia la sezione “Human Rights Doc” che il Premio Giovani, la pellicola A new day has com di Emiliano Sacchetti. Nell’opera del trentanovenne regista romano, si racconta la storia di due famiglie palestinesi in fuga da Baghdad che giungono, dopo anni trascorsi in un campo profughi nel deserto siriano, in Italia e in Svezia per ricominciare una nuova vita. Menzione d’onore è stata infine attribuita al film Il sangue verde di Andrea Segre.

 

 

muezzinPremio alla carriera a Jocelelyne Saab, al Medfilmfestival (11-21 novembre), per “il continuo ed incessante lavoro di ricerca sulla realtà”. Premio miglior documentario a Muezzin di Sebastian Brameshuber (sin dai tempi del Profeta Maometto, i mussulmani devoti ascoltano i canti dei muezzin cinque volte al giorno. Ad Istanbul, seguiamo la formazione, la passione, lo studio della voce dei muezzin, veri e propri artisti della cultura islamica). Premio Giovani a Im Bazar Der Geshlechter di Sudabeh Mortezai (uno scapolo solitario di mezza età, una madre single divorziata e un giovane e gioviale mullah sono i protagonisti di un intimo racconto sulle relazioni di genere in Iran. Le loro storie ruotano intorno all'istituzione del matrimonio "a tempo determinato", chiamato anche matrimonio-lussuria, una pratica Shia che unisce uomini e donne in un legame legale per un periodo di tempo che va da un'ora fino a 99 anni). Tutti i documentari in concorso qui

 

 

un conte de faitsUn Conte de Faits di Hichem Ben Ammar vince il Festival del Cinema Africano di Verona (12 – 21 novembre). A Ben Arous, nella periferia di Tunisi, un trombonista di fanfara sogna che il figlio Annes diventi un grande ed apprezzato musicista. Annes ha undici anni e fin da piccolo ha sviluppato attitudini fuori dal comune imparando a suonare il violino. Il regista segue padre e figlio per due anni, dal 2007 al 2009, nelle tappe che portano Annes da Tunisi all’Europa, da Parigi a Bruxelles e Londra fino a quando accede alla prestigiosa Yehudi Menuhin School.
 

 

 

War and love in kabulAd Asiatica (12-20 novembre) la Giuria Concorso Internazionale per il Miglior Documentario ha assegnato ex-aequo il Premio Città di Roma  a 1001 Irans di Firouzeh Koshrovani (il documentario prova a sfatare i tanti luoghi comuni sull’Iran che si sono succeduti nei secoli. 1001 immagini: dal nero dei chador all’islam politicizzato, dagli ayatollah al governo teocratico, dalle scuole coraniche alla bomba atomica. Mille e un Irans, cerca di avvicinarsi all’Iran contemporaneo, un paese complesso di settanta milioni d’abitanti. Una realtà non riassumibile in visioni schematiche, parziali e monolitiche) e a War And Love In Kabul di Helga Reidemeister (Hossein e Shaima si amano fin dall'infanzia ma la guerra li separa. Lui è costretto ad arruolarsi, lei è venduta in matrimonio a un uomo di 40 anni più grande. Si incontrano di nuovo a Kabul verso la fine degli anni 90'). Tra i documentari presenti anche I Whish I Knew di Jia Zhangke (ottant’anni di storia di Shanghai, attraverso i ricordi di diciotto personaggi) (recensione)

 

 

cuchillo de paloTrionfatore al Festival dei Popoli (13-20 novembre) è Cuchillo de Palo di Renate Costa, che la regista dedica alla figura di suo zio, arrestato, torturato, rilasciato e morto di “tristezza” (come hanno raccontato alla regista da bambina) ma in realtà ucciso perché omosessuale. Un viaggio personale e politico, in un paese che non ha ancora fatto i conti con il proprio passato, con la repressione operata dalla dittatura di Stroessner in Paraguay). Premio migliore regia a Sylvain L'Esperance per il film Interieurs Du Delta (la vita di una comunità di pescatori in una congiuntura delicata, tra prezzo del petrolio che cresce e difficoltà nel conservare le tradizioni. Poco distante, il Niger scorre placido e maestoso). Miglior film Etnoantropologico a Foreign Parts di Véréna Paravel, J.P. Sniadecki (Willets Point è un'area del Queens dove sorgono garage, officine meccaniche e sfasciacarrozze. Qui è possibile trovare i pezzi di ricambio di tutte le auto esistenti. Qui lavorano persone che vivono ai margini della società del benessere). Premio selezione Cinema.Doc ex-aequo a: Left by the Ship di Emma Rossi Landi e Alberto Vendemmiati (Subic Bay, nelle Filippine, è stata fino al 1992 una base navale statunitense. Per molte ragazze del luogo non c'erano alternative al prostituirsi nei locali frequentati dai marinai in libera uscita. Il risultato è una generazione di 50.000 amerasiatici. Il film segue le vite di quattro di loro, dibattuti tra affermazione di sé e sentimenti contrastanti nei confronti dei rispettivi padri, che vivono in un paese lontano, incuranti di loro) e a This is my land...Hebron di Giulia Amati e Stephen Natanson (il film si inoltra tra le contraddizioni di uno scontro fatto di calci e sputi, selciate e insulti, bambini contro bambini, donne contro donne, famiglie contro famiglie. Un folgorante ritratto di una terra santa e maledetta, promessa e contesa da troppi. Hebron si trova a circa 30 km a sud di Gerusalemme). Apertura del festival per il documentario sui Doors When You’re strange di Tom DiCillo

 


qui'ls response en rivolte30 anni, 30 autori, 30 fotografie: il festival Filmaker (15 – 30 novembre) festeggia il suo  trentesimo compleanno con una mostra fotografica di Gaia Giani. In posa 30 autori i cui percorsi si sono intrecciati con il festival: Carlo Mazzacurati, Alina Marazzi, Silvio Soldini, Michelangelo Frammartino, Giuseppe Baresi, Daniele Segre, Marina Spada, Bruno Oliviero, Pietro Marcello, etc etc. Il Primo premio è andato a Qu’ils Reposent en rivolte di Sylvain Gerorge (questo film mostra, lungo un periodo di tre anni, le condizioni di vita dei migranti a Calais, una cittadina del nord della Francia. Contemporaneamente, svela come le politiche avviate dalla polizia degli Stati moderni escano dal campo di applicazione della legge, e facciano così sorgere delle zone grigie, degli interstizi, degli spazi indistinti tra l’eccezione e la regola). Secondo premio a Cielo senza terra di Giovanni Maderna e Sara Bozzoli (Un giovane padre e suo figlio di otto anni camminano su una montagna. Il loro percorso, le notti in tenda, la vita all’aria aperta diventano occasioni di intimità e dialogo. L’infanzia, il desiderio di conoscere e di crescere si confrontano con le inquietudini della vita adulta). Premio Giuria Giovani a La vita al tempo della morte di Andrea Caccia (un’opera in tre atti per raccontare il mistero della morte: undici conversazioni a formare un film-saggio meditativo e appassionato che, attraverso la pluralità delle forme e degli stili utilizzati si svincola da qualsiasi ideologia). Retrospettiva dedicata al cinese Wang Bing, che ha permesso di conoscere l’opera, soprattutto documentaria, di uno dei registi di punta delle nuove generazioni.

 


Position among the starsVincitore dell'IDFA International Documentary Film Festival (17- 28 novembre) è stato Position Among the Stars, del regista olandese/indonesiano Leonard Retel Helmrich (le giornate della famiglia Sjamsuddin diventano occasione per un ritratto della moderna Indonesia, con tutti i suoi contrasti tra ricchezza e povertà, tra religione e globalizzazione). Gli altri premi a Luc Coté e Patricio Henriquez per You Don’t Like the Truth: 4 Days Inside Guantanamo (la storia di Omar Khadr, incarcerato a Guantanamo all'età di sedici anni. Le riprese delle telecamere di sicurezza nel corso di quei quattro giorni d’inferno sono alla base di questo film); al regista olandese Boris Gerrets per il suo People I Could Have Been and Maybe Am (interamente girato con un telefonino il regista finisce per trasformarsi da osservatore a protagonista della storia, andando a letto con la brasiliana Sandrine un personaggio che stava seguendo); al filippino Monster Jiminez per Kano: An American and His Harem (il film racconta la storia scioccante di un uomo americano che si è creato un harem di ragazze giovanissime nelle Filippine). Ed ancora premi per: Waste Land di Lucy Walker (ritratto dell’artista Vik Muniz e del suo incontro con i catadores nella più grande discarica del mondo a cielo aperto); Into Eternity del regista danese Michael Madsen (un viaggio filosofico nella grande questione delle scorie nucleari, una lettera di avvertimento per le future generazioni); Autumn Gold (cinque anziani si preparano alle gare di atletica in Finlandia); What’s In a Name della regista belga Eva Küpper (il ritratto di Jon Cory, un performer di body art transessuale di New York, e delle sue esplicite performance di "terrorismo di genere”)

 


La giuria del concorso Obiettivi sul Lavoro (24 novembre), presieduta dal regista Daniele Vicari, e composta da Steve Della Casa, Gabriella Gallozzi, Giuliana Gamba e Dean Buletti, ha assegnato il Premio Migliore Documentario a Cargo di Vincenzo Mineo e la Menzione Speciale a Corde di Marcello Sannino

 

 

bakromanPremio  della Giuria al Torino Film Festival (26 novembre – 4 dicembre) per il documentario (?) Las Marimbas del inferno di Julio Hernández Cordón con la seguente motivazione: “Confondendo impercettibilmente i piani della realtà e della finzione in una struttura narrativa originale e di grande forza emotiva, Cordòn documenta la vera storia di un suonatore di marimba, struggente nella sua ostinazione e nella sua capacità di adattamento”. Nella sezione “Italiana.doc” a vincere è stato Bakroman di Gianluca e Massimiliano De Serio (in lingua moré il termine bakroman significa “ragazzo di strada”. Centinaia di minori vivono per le strade di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Alcuni di loro hanno deciso di autogestirsi in una comunità senza l'aiuto di alcuna Ong). Premio speciale della Giuria ex aequo a: Il popolo che manca di Andrea Fenoglio e Diego Mometti ("approfittando” delle registrazioni sonore che Nuto Revelli fece nei territori rurali e montani del cuneese durante gli anni '70, il film diventa una sorta di investigazione visiva alla ricerca di quel popolo contadino che manca) e a Les Champs Brulants di Stefano Canapa e Catherine Libert (Campi ardenti è il quarto episodio di Vie traverse, road movie in giro per l'Italia alla ricerca delle tracce del cinema indipendente). Premio Cult – Il cinema della realtà a Let each one go where he may di Ben Russel (il viaggio di due fratelli dalle periferie di Paramaribo, Suriname, attraverso strade impolverate, miniere d’oro abusive e villaggi in festa, fin dentro la giungla, lungo il grande fiume Suriname che i loro antenati risalirono 300 anni prima, in fuga dall’oppressore olandese). il pezzo mancantePremio Avanti per due film: Una scuola italiana di Angelo Loy e Giulio Cederna (le maestre raccontano il viaggio avventuroso di Dorothy nel magico mondo di Oz. Ad ascoltare ci sono bambini tra i 3 e i 5 anni, tutti nati in Italia da genitori stranieri. Frequentano la scuola materna “Carlo Pisacane”, nel cuore di Torpignattara, quartiere storico e popolare di Roma) e Il popolo che manca che ha ricevuto anche la menzione speciale al Premio Ucca-Venti andato però a Scuolamedia di Marco Santarelli (periferia nord di Taranto, quartiere Paolo VI, dal nome del Papa che inaugurò il più grande impianto siderurgico d’Europa, l’Italsider. Qui gli insegnanti della scuola media inferiore “Luigi Pirandello” si confrontano quotidianamente con i sogni e le difficoltà di ragazzi e genitori, lavorando con ostinazione per garantire ai figli quel futuro che la grande industria aveva promesso ai padri). Premio selezione [Cinema.Doc] a Il pezzo mancante di Giovanni Piperno (Edoardo si è tolto la vita a 46 anni. Non sappiamo bene chi fosse in realtà il figlio di Gianni Agnelli, e sappiamo poco della storia di questa famiglia, nascosta e protetta per anni dal mito dell’Avvocato). Tanti documentari presenti anche nelle sezioni “Festa mobile” e “Onde”: Requiem for Detroit di Julien Temple, Napoli 24 di Aa. Vv, The Arbor di Clio Barnard, Nyman with a movie camera di Michael Nyman e numerosi film ormai inclassificabili tra fiction e realtà.

 

 

Divine di Chiara Brambilla vince il Sulmona film festival (2-7 dicembre). Emily, Lucrezia e Rebecca hanno dieci anni e un sogno (o forse un destino) in comune: diventare modelle. Tre bambine, tre storie diverse che hanno come traguardo le passerelle lungo cui ogni bambina-modella sogna di sfilare, quelle di Pitti Bimbo, il più importante appuntamento del mondo della moda per bambini. Spazi a confronto: quello indefinito della loro emotività e quello scintillante del sistema di cui sognano di far parte. E ancora, il confronto più importante, quello con i propri genitori. Divine ci racconta il ritratto di tre bambine ma anche dell'Italia di oggi, vista dai loro occhi.
 


 

lettere dal desertoScorpacciata di riconoscimenti (Migliore Documentario, Migliore Regia, Migliore Fotografia, Migliore Musica originale) al Premio Libero Bizzarri (3 – 8 dicembre) per Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza) di Michela Occhipinti (Hari cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo. Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi. Un ritorno alla lentezza, e alla natura, quella inospitale del deserto del Thar. Finché arrivano delle strane torri metalliche, intruse nel paesaggio, a rivoluzionare la vita del piccolo villaggio). Premio Migliore Soggetto a Solo Andata, Il Viaggio di un Tuareg di Fabio Caramaschi (la storia di due giovanissimi fratelli Tuareg nati nel deserto del Niger che si trovano separati dal loro destino di migranti). Premio Migliore Produzione per Wars di Giancarlo Bocchi (Qhahir, Madguud e Uri sono tre “prigionieri”. Hanno età, appartenenza religiosa e cultura differenti, parlano lingue diverse, vivono in paesi molto lontani tra loro, l’Afghanistan, la Palestina e la Somalia, ma hanno in comune un destino. Sono prigionieri della stessa condizione, che sotto ogni latitudine ti avvolge, ti invade, ti cattura, e non ti abbandona più: la guerra. Sono vittime di un’ossessione eterna, che travalica le frontiere e il tempo, che contagia una generazione dopo l’altra). Premio Migliore Montaggio per Il Sangue Verde di Andrea Segre e Premio Migliore Suono per Il Colore delle Parole di Marco Simon Puccioni

 

Miglior documentario al Courmayeur noir in festival (7-8 dicembre) è stato Esquivar i pegar di Juanjo Giménez, Adán Aliaga Pastor  (Benito Eufemia si allena ogni giorno nella piccola palestra nel centro di “El Clot”, uno dei più popolari quartieri di Barcellona. Ha 38 anni e combatterà presto. La sua giornata è frenetica: lavora di notte in discoteca, si prende cura dell’anziana madre e sta per diventare padre. Infine deve presentarsi in tribunale ogni due settimane per non perdere la libertà condizionata. Il documentario è il ritratto di un sopravvissuto che lotta per rimanere a galla contro ogni probabilità)

 

Al Mediterraneo film festival (15-12 dicembre) il vincitore è stato Dallo Zolfo al Carbone di Luca Vullo (un documentario sul fenomeno migratorio derivato dal Patto italo-belga del 1946, che portò all’emigrazione obbligata di migliaia di minatori e contadini siciliani diretti alle miniere di carbone del Belgio. Un ritratto storico-sociale che Luca Vullo traccia ripercorrendo i momenti salienti che condussero milioni di giovani siciliani alla schiavitù: mancanza di lavoro, problema dell’emigrazione, sfruttamento, assenza di sicurezza sul lavoro, l’integrazione e perdita d’identità). Menzione Speciale a Cargo di Vincenzo Mineo e La Svolta. Donne contro l'Ilva di Valentina D'Amico Secondo Premio a Il Sangue Verde di Andrea Segre.


 

waste landAltre novità:

 

L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences reso noto i film in lizza per le nomination agli Oscar nella categoria Documentary Feature. Si tratta di quindici documentari: Client 9: The Rise and Fall of Eliot Spitzer di Alex Gibney; Enemies of the People di Rob Lemkin e Thet Sambath; Exit through the Gift Shop di Banksy; Gasland di Josh Fox; Genius Within: The Inner Life of Glenn Gould di Michele Hozer e Peter Raymont; Inside Job di Charles Ferguson; The Lottery di Madeleine Sackler; Precious Life di Shlomi Eldar; Quest for Honor di Mary Ann Smothers Bruni; Restrepo di Tim Hetherington e Sebastian Junger; This Way of Life di Thomas Burstyn; The Tillman Story di Amir Bar-Lev; Waiting for "Superman" di Davis Guggenheim; Waste Land di Lucy Walker; William Kunstler: Disturbing the Universe di Emily Kunstler e Sarah Kunstler. A partitre da questa rosa di titoli, i membri del Documentary Branch Screening Committee sceglieranno la cinquina finale. Le nomination verranno annunciate il prossimo 25 gennaio, mentre la notte degli Oscar è prevista per il 27 febbraio.
 

 

I vincitori del Premio Solinas (Documentario) sono ex-aequo: Il Muro e la bambina di Silvia Staderoli e Newman di Alberto Fasulo. Menzione Speciale a La storia di Ina di Chiara Cremaschi. Menzione della Giuria a: Due amiche di Maura Delpero; La città invisibile di Edoardo Morabito e Irma Vecchio; Lu pallunaro di Chiara Idrusa Scrimieri

 

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