CANNES 63 - "Copia Conforme", di Abbas Kiarostami (Concorso)

Così fan tutte di Mozart, Viaggio in Italia di Rossellini, la commedia del riavvolgimento, come in alcune memorabili di Resnais, il baritono William Shimel, insieme, nei paesaggi dell’aretino, che non si estendono allo sguardo al pari delle distese iraniane, ma si concentrano nell’abitacolo di una macchina, pellicola che scorre all’inverso sui volti dei protagonisti. Sinfonica melodia in due tempi, quella della verità che si fa cinema o del cinema che invade la verità. F for Fake: lo straordinario nell’ordinario e semmai anche il contrario

copia conformeCosì fan tutte di Mozart, Viaggio in Italia di Rossellini, la commedia del riavvolgimento come in alcune memorabili di Resnais, il baritono William Shimel protagonista la prima volta al cinema, tutto insieme, nei paesaggi dell’aretino (dove dimora felicemente il nostro Simone Emiliani), che non si aprono allo sguardo, come nell’immensità delle distese iraniane, ma si concentrano nell’abitacolo di una macchina, scorrendo come pellicola all’inverso sui volti dei protagonisti. Ritorna Ten, ma anche Dov’è la casa del mio amico, Sotto gli ulivi, in forma più saggistica che narrativa in alcuni frangenti, quasi a rimarcare il piacere e la necessità della riproduzione. Un noto critico e scrittore, è il Italia (precisamente a Cortona) per presentare il suo ultimo libro, “Copia Conforme” che tratta dei falsi e del concetto del falso nell’arte. Durante la conferenza (annuciata da Barbagallo, che è anche il produttore del film, altro elemento “metacinematografico”) fa finta di non riconoscere sua moglie in prima fila (Juliette Binoche) e alla fine della stessa continua con lei ad avere un comportamento distaccato. Entrambi, prima in macchina, poi a piedi) attraversano i vicoli  di Lucignano, e a poco a poco, parlando con gli abitanti del posto e riscoprendo luoghi in cui erano già stati in passato, si riconoscono. F for Fake. Ricapitolando, o ancora, riavvolgendo. Un noto critico è in Italia per presentare il suo ultimo saggio sullo stato dell’arte e del rapporto tra l’originale e il contraffatto. Una sua fan in prima fila, Juliette Binoche, chiede alla fine della conferenza di autografare la sua copia e in cambio lo terrà compagnia fino a sera, quando dovrà riprendere il treno e tornare a casa. Girano in macchina da Cortona fino a Lucignano, girano a piedi tra i vicoli del borgo, per un equivoco al bar, cominciano a recitare la parte di marito e moglie, che non si capiscono più, sono sempre più distanti e coinvolti. Lei cerca di far rivivere il passato e ritrova la camera d’albergo dove avevano trascorso la prima notte di nozze, lui lentamente si lascia trasportare dal sogno o da un fremito del cuore. F for Fake. Piange Binoche, guardando in maccchina, ride Binoche riguardando in macchina. È una sinfonica melodia in due tempi, quella della verità che si fa cinema o del cinema che invade la verità. Lo straordinario nell’ordinario e semmai anche il contrario. Kiarostami torna indietro su i suoi passi, quelli già battuti, ma si rigenera nell’immediata istantanea di un incontro, di una lacrima e del tormentato rincorrersi.    

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