CANNES 63 - "Sono il primo a non sapere con che stile ho girato". Incontro con Sergei Loznitsa
Il regista ucraino presenta in concorso Schastye Moe (My Joy), storia di un camionista che si perde nella campagna russa e si ritrova in una serie di avventure piuttosto straordinarie. Loznitsa, documentarista riconosciuto, si confronta per la prima volta con il cinema di finzione
Sergei Loznitsa presenta in concorso Schastye Moe (My Joy), storia di un camionista che si perde nella campagna russa e si ritrova in una serie di avventure piuttosto straordinarie. Il regista ucraino, documentarista riconosciuto, per la prima volta si confronta con il cinema di finzione. Alla conferenza stampa si è presentato con i produttori Heino Deckert, Oleg Kokhan e gli interpreti Olga Shuvalova e Viktor Nemets.Il suo film è difficilmente inquadrabile in un genere. E’ intitolato My Joy, ma non si può certo considerarlo una commedia. Lei come lo definirebbe?
S. L. – All’inizio ho scelto di girare un road movie, ma, a conti fatti, non si può veramente stabilire quale sia il genere del film. D’altronde, sono io il primo a non riuscire a definire completamente lo stile con il quale ho girato. Di fondo è molto realista, ma ci sono a tratti scene grottesche e romantiche. E’ un film molto eclettico
Una domanda per i produttori. Come mai avete accettato di investire in questo film? Ed è stata davvero girata in Russia, dove è ambientata la storia?
H.D. – Il film era già tutto scritto nella sceneggiatura, quindi, quando abbiamo avviato la produzione, già sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Avremmo voluto coprodurre il film con la Russia, ma la cosa non ha funzionato, perciò abbiamo deciso di girare ai confini della Russia.
O.K. – E’ l’aspetto assolutamente eclettico del film che mi ha convinto a prendere parte al progetto. E’ un film veramente imprevedibile. Non si può smettere di guardarlo.
Per gli attori, invece, come è stato lavorare con Loznitsa?
O.S. – La prima volta che ho incontrato Sergei, ci siamo immediatamente compresi. Per quanto riguarda il mio personaggio, conosceva già delle ragazze di questo tipo e ciò mi ha aiutato molto.
V.N. – Chiunque noi siamo, siamo in cerca di un segno di speranza. Ma la tragedia del mio personaggio è che, pur avendo visto questi segni, non ha saputo seguire la strada giusta.
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