CANNES 63 - "E' la storia d'amore la vera essenza del film". Incontro con Nikita Mikhalkov
A Nikita Mikhalkov l'onore di chiudere il concorso di ques'anno, con l'atteso e discusso Il sole ingannatore 2: Esodo. Un ritorno, dopo sedici anni, ai personaggi e alle vicende de Il sole ingannatore, che proprio qui a Cannes si aggiudicò il Gran Prix della giuria. La partecipazione in concorso di Mikhalkov ha sollevato un'ondata di polemiche tra i cineasti russi
A Nikita Mikhalkov l'onore di chiudere il concorso di ques'anno, con l'atteso e discusso Utomlyonnye Solntsem 2: Predstoyanie (Il sole ingannatore 2: Esodo). Un ritorno, dopo sedici anni, ai personaggi e alle vicende de Il sole ingannatore, che proprio qui a Cannes si aggiudicò il Gran Prix della giuria. La partecipazione in concorso di Mikhalkov ha sollevato un'ondata di polemiche tra i cineasti russi, che hanno criticato lo strapotere del regista, responsabile governativo delle attività legate al cinema. Comunque, questo Esodo rappresenta solo la seconda parte di una trilogia che culminerà con La cittadella – Sole ingannatore 3. In conferenza stampa il regista si è presentato con la protagonista (nonché figlia), Nadezhda Mikhalkova.
Nel suo film si avverte una forte vena polemica nei confronti dello stalinismo e del passato. Cosa può dirci in proposito?
Contrariamente a quanto ho potuto leggere su certa stampa, The Exodus non è né un film anti-staliniano né pro-staliniano. E' un film d'amore, quello di un padre per sua figlia. E' questa storia d'amore la vera essenza del film. Ma si sfiorano anche tutta una serie di argomenti forti, metafisici. Questa volta, ho cercato di trattare a metafisica della distruzione. L'ultimo atto della mia trilogia tratterà la metafisica della rinascita.
E' un film che ha richiesto un gran lavoro di montaggio e sceneggiatura?
Il montaggio era molto importante, perché occorreva trovare il giusto equilibrio tra le numerose scene d'azione e quelle che permettevano allo spettatore di respirare. La versione che ho deciso di presentare qui è tagliata. Ho deciso di togliere alcuni dettagli che non sarebbero stati compresi dal pubblico internazionale. Del resto una sceneggiatura non è mai una bibbia da seguire alla lettera, ma solo un punto di partenza per il film. Alcune cose non emergono se non al momento delle riprese.
E sulla documentazione storica?
Abbiamo lavorato molto sugli archivi dell'epoca. D'altro canto, non abbiamo fatto questo lavoro di documentazione per poi limitarci a un semplice copia e incolla. La cosa principale era rendere lo spirito dell'epoca. Credo che non ci sia niente di peggio di un regista o di uno scrittore che tradisce la verità storica per ignoranza.
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