SUD AFRICA 2010

SUDAFRICA 2010 - Il calcio e la poesia / 4 (di Michele Moccia, del 13/07/2010)

Onore ai vincitori… sarebbe giusto dire… di questa lunga tirata sportiva che appare essere insieme esistenziale e politica… soprattutto politica, perché anche il calcio, mi viene invece da dire, ha ormai abbandonato le ole popolari, come quelle di Città del Messico nel 1986 (Argentina Campione…) che costringevano le telecamere di mezzo mondo a circolari, shyamalaniane, panoramiche, lasciando il posto a inquadrature fisse, “alte”, che quasi escludono il resto e guardano, solo, alle famiglie reali, come quella spagnola e quella olandese nella tribuna d’onore… Onore, allora, alle monarchie d’Europa, a quella olandese che colonizzò proprio il Sud Africa e a quella spagnola che resisté alla dittatura solo per poter sopravvivere… Quelli dei piani alti ci hanno tolto pure il calcio… E hanno fatto si che il fuoco delle telecamere si appuntasse su di loro… Non ci resta che consolarci con la poesia…

SUDAFRICA 2010 - Gli Orange Watchmen, fantastici eroi perduti (di Leonardo Lardieri, del 10/07/2010)


Se dal tunnel degli spogliatoi spuntava il portiere Jongbloed, con il numero 8 e le ginocchiere bianche, allora eri sicuro di aver azzeccato la festa giusta. Guardiani ormai banditi dai campi di calcio, che troveranno sempre spazio in una memoria parallela, alternativa, che vorremmo tornassero per scongiurare la “terza sconfitta mondiale”. Nessun uomo precipiterà dall'alto di un palazzo e nessuna goccia di sangue macchierà per sempre un sorriso, gli “orange” di oggi, saranno meno passionali, meno liberi e spensierati ma indossano perfettamente la maschera di Rorschach

SUDAFRICA 2010 - Paul il polpo, Larissa Riquelme e il mondiale "fuori campo" (di Federico Chiacchiari, del 08/07/2010)

Questo del Sudafrica sembra il mondiale delle stelle “extradiegetiche”. Si, certo, abbiamo ancora Schnejder e Robben contro Villa e Iniesta, ma le grandi stelle del calcio mondiale hanno tutti, in un modo o nell’altro, deluso. Quello che colpisce di più di questa edizione del mondiale è proprio l’assenza di chi è lì e la presenza, mediatica, di chi non è in Sudafrica. E’ dura da ammettere, ma i veri protagonisti di Sudafrica 2010 sono stati Paul e Larissa. Un polpo e una modella/starlette. 

SUDAFRICA 2010 - Il calcio e la poesia / 3 (di Michele Moccia, del 07/07/2010)

Mentre si ripensa ai tanti gol (133 in 60 partite) di questa edizione e si immaginano quelli che ancora potranno esserci, ci si può chiedere con il poeta castigliano Héctor Nigro quale è la genesi della parola, o meglio del grido GOL!!! Quando la palla supera la linea tra i pali e si deposita nel fondo della porta

SUDAFRICA 2010 - Il calcio e la poesia / 2 (di Michele Moccia, del 05/07/2010)

 L’Argentina e Diego Armando Maradona fuori dal Mondiale sudafricano ai quarti di finale. E, intanto, il calcio incontra ancora una volta la poesia in questi versi di Emanuele Fontana dal titolo Maradona

SUDAFRICA 2010 - Il rigore più lungo del mondo (di Leonardo Lardieri, del 04/07/2010)


La difficoltà nel trovare un campo di calcio, un pallone, il gesso per le righe, anche questo è il mondiale per il continente nero, che sognava di piazzare per la prima volta nella storia una nazionale tra le prime quattro al mondo. Il Ghana, unica superstite, si è fermata al palo, o meglio contro una traversa, che forse ancora trema, che forse ancora trasuda lacrime e povertà. Il Ghana fallisce il rigore più lungo del mondo, il più estenuante, dopo c'è il baratro o la gloria. Uno dei rigori più fantastici di cui si abbia notizia, calciato il 2 luglio 2010

SUDAFRICA 2010 - Il calcio e la poesia (di Michele Moccia, del 04/07/2010)


Che meraviglia il gioco del calcio e i suoi mondiali... con questi versi del poeta spagnolo Gabriel Celaya, il poeta tifoso del Real Sociedad

SUDAFRICA 2010 - Olanda '74: le origini del calcio totale (di Federico Chiacchiari, del 03/07/2010)

Mentre ai Mondiali in sudafrica la sorprendente Olanda elimina il favoritissimo Brasile di Dunga, ci fa piacere ricordare una delle più grandi squadre di calcio di sempre, la mitica Olanda del 1974 di Johan Cruijff, che pure eliminò anche allora il Brasile di Rivelino. E' la nascita del "calcio totale", l'alba del calcio moderno.

SUDAFRICA 2010 - Vuvuzelas: Il tutorial (del 02/07/2010)


La campagna di sensibilizzazione per l'uso responsabile delle Vuvuzelas a firma dei puntualissimi TheJackal cattura il vero protagonista delle estenuanti dirette tv di questo Mondiale, il suono ininterrotto delle trombette sudafricane...e i danni collateralli che potrebbero derivare dalla troppa esposizione...

SUDAFRICA 2010 - Mutazioni e altre storie (di Federico Chiacchiari, del 30/06/2010)


Quella che viene operandosi in questo mondiale dei maxischermi dentro al campo, è una modifica della visione del gioco, una sostanziale rilettura dei punti di vista possibili “da dentro” il gioco.  Il gioco è lì, reale, tridimensionale, corporeo, ma contemporaneamente è anche nell’altra dimensione, quella dello spettatore.

SUDAFRICA 2010 - Ci vuole (ancora) la moviola in campo!!! (di Leonardo Lardieri, del 30/06/2010)


“Ci vuole la moviola in campo!!!”, gridava Aldo Biscardi qualche anno fa, coadiuvato dai suoi rumorosi compari e si presume oggi sia disposto a gridarlo ancora (appunto) più forte, dopo le clamorose sviste arbitrali. La moviola in campo, che rallenta, quasi impressiona, il tempo e si afferma con rigore sulle cose ultime, può farci felici ancora una volta mostrandoci il calcio così com’è: un felice disturbo della personalità, un istante prezioso per riflettere sul presente, ravvivato da un’eco surreale

SUDAFRICA 2010 - Eyes Wide Shut: vorrei vedere ma ho paura di farlo... (di Lorenzo Leone, del 29/06/2010)

Questo Mondiale almeno un risultato lo ha sicuramente ottenuto: l’immagine come verità, come traccia indelebile del reale, l’immagine baziniana insomma è definitivamente morta. Sotto i nostri occhi attoniti, sotto gli occhi dei calciatori che guardavano i replay, sotto quelli degli arbitri che con gli occhi eyes wide shut (vorrei vedere ma ho paura di farlo…). Tanti occhi immersi in uno spettacolo finalmente globale ma totalmente finto. 

SUDAFRICA 2010 - Italiani brava gente... o Sulla fine del mondo (di Carlo Valeri, del 26/06/2010)


Il fallimento dell’Italia di Lippi, con le sue fragilità strutturali, psicologiche, tecniche, persino ontologiche (mai vista una nazionale italiana così incapace di difendersi e allo stesso tempo attaccare, di leggere con un minimo di esperienza l’evento-partita, di ricorrere a quelle astuzie multiformi e “mescolate” che per quasi un secolo hanno costruito la nostra identità calcistica, perfetta sintesi di stravaganza sudamericana e concretezza nordeuropea) incarna una perdita di identità che non è troppo dissimile da quella che attanaglia (da tempo) il cinema italiano

SUDAFRICA 2010 - A testa bassa... ancora (di Leonardo Lardieri, del 25/06/2010)

A testa bassa i francesi lasciano il campo. Più che melodramma è andata in scena probabilmente una tremenda rielaborazione nouvelle vague, testardamente narcisa e innovatrice, di cercare immagini se non materialistiche certamente necessarie, accettando e/o scegliendo coscientemente l’emarginazione, continuando a sperimentare il possibile ma evocando a sé anche la finzione romantica di un’eterna nevrotica adolescenza stupita dal mondo e affranta o spaventata o nauseata dagli uomini 

SUDAFRICA 2010 - Pelada. L'altro calcio (di Margherita Palazzo, del 24/06/2010)


Due giocatori. 25 paesi. Un solo gioco, dalle carceri boliviane ai grattacieli di Tokyo. Parliamo di Pelada, documentario sul "calcio di strada" che durante questi Mondiali viene distribuito con la formula on demand e in DVD

SUDAFRICA 2010 - James Green (di Leonardo Lardieri, del 23/06/2010)


James il nero, ha sostituito Green il bianco, tra i pali dell'Inghilterra. Ma James Green potrebbe essere un eroe evocativo, un simbolo contro l'apartheid, l'arma in più delle società multietniche, come la grande delusione Francia o la grande speranza Sudafrica, con quella magnifica prima scena di Invictus di Clint Eastwood: una squadra di bianchi di rugby su un campo verde smeraldo, poi la macchina panoramica dall'altra parte della strada dove su un campetto polveroso ragazzini neri corrono dietro un approssimativo pallone

SUDAFRICA 2010 - "Sorpreson" o della caduta degli Dei (di Lorenzo Leone, del 18/06/2010)


Una partita già scritta è come un film già visto: ogni tanto, quando meno te lo aspetti, succede quel qualcosa che cambia gli orizzonti per sempre. Merito di un regista, pardon, di un tecnico a cui prima o poi si dovranno rendere i giusti meriti…

SUDAFRICA 2010 - Caro leader compagno... (di Leonardo Lardieri, del 18/06/2010)

Hai visto il tuo Jong Tae Se, professione centravanti. È lo stesso che si è lasciato andare a un pianto dirotto durante l'esecuzione dell'inno nazionale. Tutto come programmato, se non fosse stato per tre gravi imprevisti: la parabola fuori traiettoria, che avrebbe dovuto prendere un’altra direzione, quel maledetto video che sta facendo il giro del mondo e che rischia di infangare l’onore della Patria, ma soprattutto hanno scoperto che i nostri tifosi sugli spalti in realtà sono attori cinesi...

SUDAFRICA 2010 - Es la alegría del pueblo (intorno a Diego Maradona) (del 16/06/2010)


Diego è così il fanciullo nietzschiano (e di sicuro Nietzsche, se avesse potuto vederlo, avrebbe colto nella sua danza festante, e non nel freddo Wagner, il luogo in cui l’hybris dionisiaca si veste, acquisisce forma), una ruota ruotante da sola. Un sacro dir di sì. Diego è il gesto birichino di sfida assoluta. Umana troppo umana, e per questo inutile. Ma nello spazio del suo realizzarsi, salvifica.

 

SUDAFRICA 2010 - Di noia, sorrisi e melodrammi (di Daniele Dottorini, del 16/06/2010)

Le prime immagini di questo mondiale sono tenui, sfocate, quasi delle prove tecniche di trasmissione, in cui gli attori sono ancora guardinghi, timorosi. I corpi danzanti, i corpi epici e gloriosi, il pathos promessi dalle coreografie della cerimonia d’apertura sono ancora lontani, così come è ancora lontana ogni eccedenza, ogni fuori programma, scarto, ripresa non controllata nel mondiale più filmato della storia. Eppure alcune tracce (di un eccedere) si lasciano, per ora, intravedere.

SUDAFRICA 2010 - I gufi di Livorno (di Leonardo Lardieri, del 16/06/2010)

A cena con i “toscanacci” per gufare Italia. Come quattro anni fa, anche quest'anno a Livorno, all'enoteca della Fortezza Vecchia, con acciughe, triglie e farro di mare. Ma il calcio di oggi, dove il piccolo schermo impera, e i bonari gufi sono ormai chimere, sembra avvicinarsi prepotentemente al cinema di genere, sempre meno cinema del soggetto e sempre più macchina ridondante, tra le assordanti vuvuzelas, non riuscendo neanche a riattivarsi celebrando la propria morte

SUDAFRICA 2010 - Pensare con i piedi (di Leonardo Lardieri, del 14/06/2010)


Tra gli sponsor di questa edizione è presente Visa e lo spot sembra una favolosa volata verso la gloria, piano sequenza che consuma corpo e anima sempre di corsa, pensando con i piedi, attraversando i set del continente nero, digitando il pin di Forrest Gump, entrando nel privato di una scatola di sentimentali cioccolatini, che sono tanti emozionanti pixels, palleggianti e smaniosi di raccontare magari un mondiale senza goal, rifugiandosi di nuovo nelle attese, le paure, gli scontri

SUDAFRICA 2010 - Maradona, Capello e il fattore K. (di Lorenzo Leone, del 13/06/2010)

Maradona che continua a girare insieme a Kusturica e Capello che fa gli schemi utilizzando il labirinto dello Shining kubrickiano. Ennesime interferenze cinematografiche nel Mondiale di Calcio sudafricano.

SUDAFRICA 2010 - Jonathan Demme e il calcio (del 13/06/2010)


Napoli Film Festival
, 10 giugno 2010 - Il regista de "Il silenzio degli innocenti", "Philadelphia" e "Rachel sta per sposarsi" esprime la sua opinione sui Mondiali di Calcio 2010, partendo da una dichiarazione dell'amato Bob Marley.

SUDAFRICA 2010 - Un Festival di calcio o un Mondiale di cinema? (di Lorenzo Leone, del 12/06/2010)

Campagne acquisti, assenze celebri, proiezioni in 3d: è interessante come oggi, nella società dello spettacolo globale, manifestazioni così diverse (Mondiali di calcio e Festival di Cinema) siano accomunate dalle stesse problematiche, per non dire polemiche. Calcio e cinema, almeno fino al 12 luglio, andranno davvero a braccetto.   

SUDAFRICA 2010 - Le solitudini del portiere (Sudafrica-Messico) (di Daniele Dottorini, del 12/06/2010)

Ancora una volta l’inquadratura è di spalle, con l’occhio della telecamera che penetra le maglie della rete. Ma tutto è ora diverso perché le immagini rivelano invece la doppia immagine del portiere – il giocatore “estremo” in tutti i sensi, anomalia di un ruolo particolare – sono cioè in grado di lavorare sul duplice registro dei suoi gesti: lo scatto improvviso, gesto atletico assoluto, e l’immobilità, simbolo astratto del calcio stesso. I personaggi sono creati e sono subito personaggi-simbolo, forme più che divi, gesti, più che corpi.

SUDAFRICA 2010 - Il calcio, la "magnifica ossessione" (di Federico Chiacchiari, del 12/06/2010)

Ripartiamo da qui, dove ci eravamo fermati il 10 luglio 2006. E a quello “Speciale Germania 2006”  davvero anomalo, dove scegliemmo di raccontare il mondiale di calcio come fosse un festival e le partite come fossero dei film… Con l’Africa, più ancora del Sud Africa (nome magnifico che unisce il continente più martoriato con l’intero SUD del mondo…), vero centro di attenzione mondiale di questi giorni. Lasciandoci catturare dalle emozioni che questo gioco, nonostante tutto (magnifica ossessione terribilmente mèlo), continua a suscitare.

 

 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Online la collana DVD Queer Frame
Prezzo speciale per gli utenti
Blake Lively e Benicio Del Toro per Oliver Stone
Prima foto da Savages, tratto da Le Belve di Don Winslow
Addio a Ben Gazzara
 aveva 81 anni
Rooney Mara protagonista per Soderbergh
Al posto di Lively in Side Effects
Corti d'Argento 2012: 30 titoli italiani selezionati
I premi del Sngci assegnati il 23 e 24 marzo durante Cortinametraggio
Dujardin fa scandalo
Per la locandine de Les infideles
La nuova Mostra di Venezia 69 (2)
 Biennale College – Cinema e Light Market
La nuova Mostra di Venezia 69
Nuova Commissione di selezionatori e riduzione del numero di film
Il metodo David Fincher
Il regista si racconta a Daily Wired
Serata ATTRAVERSO IL BOSCO FUORI rinviata
La presentazione si terrà venerdì prossimo alle ore 20.30
I Videodiari di Mauro Santini a Fuori Orario
Lunedì 6 Febbraio 2012, ore 1.05
Tutti i santi giorni di Paolo Virzì
Al via il 6 febbraio le riprese del film
Frank or Francis di Charlie Kaufman: il cast
Keener, Banks e Reubens si aggiungono a Carell, Black, Cage e Kline
Bella addormentata di Bellocchio: Isabelle Huppert e Maya Sansa nel cast
Riprese iniziate il 30 gennaio a Cividale del Friuli
Claudio Villa: Vita sei bella, morte fai schifo
In TV il documentario di Massimo Latini
Kristen Wiig diretta da Sean Penn
In The Comedian, accanto a Robert De Niro
Bret Easton Ellis scrive per Paul Schrader
Un noir a basso budget ambientato a Los Angeles
Muore Ishioka
Oscar per Dracula di Bram Stoker
Jennifer Lopez condurrà la Notte degli Oscar
Affiancherà Billy Crystal nella Notte delle Stelle
Protti (Agis), preoccupazione per liberalizzazione sale cinema
L'Agis allarmata per liberalizzazione incontrollata apertura delle sale cinematografiche
E' morta Dimitra Arliss recitò in 'La stangata'
Aveva 79 anni, fu 'Lady Killer' al fianco di Redford e Newman
Bif&st omaggia Carmelo Bene, anteprime per Amelio e 'Diaz'
Saranno 9 le anteprime in totale, anche Madden e Mereilles
Presentazione di Attraverso il bosco fuori
il 3 febbraio alle 20.30 libro+film+workshop nella sede di Sentieri Selvaggi
130 anni di James Joyce
Studio Universal celebra con The Dead - Gente di Dublino
Julian Assange: esordio in TV
 Un nuovo canale TV ospita confronti inediti