DVD - "Once upon a time in China III", di Tsui Hark
Da Dall'Angelo Pictures, un'acutissima riflessione sulla Modernità firmata Tsui Hark: attraverso le vicende di una cinepresa portata in Cina da un gruppo di russi, e certificando l'infilmabilità dei movimenti di Jet Li se e non attraverso il ricorso agli stratagemmi del mezzo cinematografico, il regista rivendica con forza le origini alternative all’ufficialità-Lumiére della Storia dell’Immagine. VIDEO
Titolo originale: Wong fei-hung zhi wu: Long cheng jian baAnno: 1993
Durata: 105’
Distribuzione: Dall'Angelo Pictures
Genere: Azione
Cast: Jet Li, Rosamund Kwan, Shun Lau, Xin Xin Xiong, Siu Chung Mok
Regia: Tsui Hark
Formato DVD/video: 2.35:1
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1, Cantonese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano
Extra: trailers, special
IL FILM
Quando Tsui Hark sbarcò negli USA, prima con la lezione mirabolante di Double Team infarcita di citazioni e rimandi al cinema di casa
(duello finale nel Colosseo alla Bruce Lee e salvataggio dei neonati in ospedale alla Hard Boiled), e poi portandosi Van Damme e Steven E. De Souza in giro per Hong Kong – Colpo su Colpo, il primo pensiero corse al Maestro Wong Fei Hung che Jet Li aveva impersonato proprio per Tsui nei vari episodi della serie Once upon a time in China (perfettamente a suo agio nei panni dell'eroe nazionale, Li donerà volto e imbattibilità atletica a diversi altri leggendari maestri d'arti marziali realmente esistiti, come Fong Sai Yuk nei due film di Yuen Kwai, e Huo Yuanjia nel bel Fearless di Ronny Yu): dopo aver stigmatizzato e deriso per tutti i primi episodi i costumi degli Occidentali e tentato in tutti i modi di impedirne la colonizzazione della Cina, nelle ultime stanche sortite della serie era proprio lo stesso Wong Fei Hung a finire nel West sotto la mdp di Sammo Hung che aveva sostituito Tsui (d'altronde adesso Sammo ha un suo telefilm negli USA...). Del primo, magnifico terzetto di film, questo Once upon a time in China III è di gran lunga quello maggiormente teorico al riguardo, e probabilmente anche il più spettacolare per quanto concerne coreografie e scene di massa, dove l'occhio di Tusi raggiunge assolute vette di magnificenza (non è un mistero che sia proprio il suo cinema una delle ispirazioni primarie per gli affollati balletti dei Wachowski...): mentre guarda di sottecchi l’avvento della macchina a vapore (“vedremo se potrà sostituire i muscoli di un uomo!”) e cerca il modo giusto per poter rivelare al padre l’intenzione di sposare la storica Tredicesima Zia, che seppure lontanissima è pur sempre una parente, Wong Fei Hung questa volta deve fronteggiare l’arrivo in Paese di una compagine russa armata di macchina da presa. E’ qui che il film, bellissimo, diventa un’acutissima riflessione sulla Modernità che, celebrando l’infilmabilità dei movimenti di Jet Li e del suo antagonista Iron Foot se non attraverso il ricorso agli stratagemmi del mezzo cinematografico (ralenti e zoom sui dettagli), sottotraccia rivendica con forza delle origini alternative all’ufficialità-Lumiére della Storia dell’Immagine: non è un caso, allora, se nella centralissima e fondamentale sequenza in cui Wong Fei Hung e i suoi allievi guardano sul grande schermo per la prima volta le immagini dei propri allenamenti ripresi dalla cinepresa, quelli che si vedono proiettati sono dei velocissimi, schizzatissimi e ‘fisicissimi’ sketches degni una coeva comica muta americana. Da qui l’importanza che assume nel film la violentissima gara delle ‘teste di Drago’: sotto questi lunghi drappi variopinti e questi spaventosi mascheroni, che muovendosi sinuosi all’unisono dall’alto offrono uno spettacolo sensazionale, si agitano e si scontrano membra, armi, colpi, odi, amori e complotti – ma complessivamente la Macchina del corteo non smette per un istante di funzionare, di avanzare, di stupire, di camminare.IL DVD
Dall'Angelo Pictures immette sul mercato una copia di questo importante tassello della sterminata filmografia di Tsui Hark che non nasconde mai gli anni che si porta sulle spalle: i colori non brillano per luminosità, e la nitidezza non è propriamente quella di un prodotto digitale – comunque il quadro è esente da altri particolari difetti, e le sfarzose coreografie del film non hanno perduto nemmeno un briciolo della loro forza immaginifica. Nelle due piste con doppiaggio italiano o voci originali in cantonese, il dolby 5.1 fa un po’ di confusione tra i canali quando si tratta di restituire il roboante tappeto sonoro che accompagna le sequenze di massa e i cortei.Spassosissimo lo “special” che all’inizio pare dedicato alle elaboratissime tecniche di combattimento messe a punto dal reale Wong Fei Hung di cui ci viene anche ricordata la biografia per larghi cenni, per poi rivelarsi negli ultimi minuti come uno sfacciatissimo filmato di promozione di Wong Fei Hung 92 – The Master, altro scatenato film della coppia Hark/Li che però, ponendosi in teoria come una versione contemporanea delle gesta del Maestro, ha davvero ben poco a che vedere con la figura dell’ormai mitologico Wong Fei Hung.
Once Upon a Time in China 3 - Trailer Originale:
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