VENEZIA 67 - Incontro con Oxide Pang, Elanne Kwong e Rainie Yang


Al Lido è arrivato solo uno dei fratelli thailandesi registi di Bangkok Dangerous, la saga di The Eye, The Messengers e ora, presentato nella sezione fuori concorso, Tungngaan (The child's eye) uno dei primi esperimenti in 3D realizzati a Hong Kong. Oxide Pang spiega la sua prima volta in 3D fin nei dettagli più tecnici, accompagnato da due interpreti del nuovo film: Elanne Kwong e Rainie Yang
 

Il regista Oxide Pang e le attrici Rainie Yang e Elanne Kwong

Tra i titoli asiatici di questa 67° Mostra del Cinema, il nuovo lavoro dei Pang Bros, Tungngaan  3D (The Child's Eye).

Non è la prima volta che Oxide Pang, regista thailandese che lavora in coppia con il fratello Danny, presenta un film in un festival europeo: ricordiamo Gwaï Wik (Re-Cycle) ospite della sezione Un certain regard a Cannes 2006. I Pang Bros sono conosciuti in Occidente, a partire da quel Bangkok Dangerous del 1999 di cui gli stessi fratelli hanno realizzato recentemente il remake.

 

Oxide Pang:

Puoi descriverci il processo della nascita di questo nuovo film, dalla sceneggiatura fino alla postproduzione?

 

 

Il regista Oxide Pang a Venezia 67Abbiamo realizzato quello che è in pratica il primo film in 3D creato a Hong Kong, e lo abbiamo pensato come tale fin dalla stesura dello script: è indispensabile perchè tutto deve essere adeguato al 3D: i movimenti della macchina da presa, il montaggio. Abbiamo trascorso molti giorni nelle locations del film e lavorato anche 12 ore al giorno per ottenere magari solo 10 inquadrature. In realtà durante questo processo abbiamo anche imparato molte cose. Quando ho visto il prodotto finale ho capito che poteva essere migliorato, ma intanto questo è un primo passo!

Perchè hai deciso di ambientare la storia durante i disordini di Bangkok?

 

Vivo da tempo in Thailandia e il paese si trovava in grosse difficoltà nel momento in cui scrivevo la storia, quindi è stato naturale. Passando una notte in un albergo ci è venuta in mente la storia di alcune persone che vedono dei fantasmi, ma non possono fuggire, sono costrette a trascorrere la notte in quel posto.

 

Tungngaan mostra un découpage di punti di vista: a volte lo spettatore ha la sensazione di essere all'interno della scena, a volte viene assalito a sorpresa da un'altra prospettiva. Come e perchè avete voluto ottenere questo risultato?

Rispetto al modo tradizionale di girare, questa volta dovevamo essere prima di tutto certi di avere un'illuminazione perfetta e controllare fino al minimo particolare il corretto posizionamento della macchina da presa: un piccolo errore con il 3D può essere fatale. Il nostro scopo resta sempre quello di terrorizzare il pubblico facendolo sentire davvero protagonista della storia, e in questo senso il 3D è un grosso aiuto: ecco perchè il taglio dell'immagine è stato effettuato in modo che coincidesse con il livello realistico dello sguardo umano. La sensazione per lo spettatore è quasi di star filmando la scena di persona.L'attrice Elanne Kwong a Venezia 67

 

Quali sono i progetti per il futuro?

 

Se questo film va bene, un altro film in 3D: per migliorare la nostra tecnica!

 

Le attrici: Rainie Yang (RY), Elanne Kwong (EK)

 

Sempre sul 3D: è diverso anche il modo di impostare la recitazione?

 

EK: Fondamentalmente la recitazione è la stessa, quello che cambia con il 3D è il tempo di attesa sul set, che diventa molto più lungo. Non possiamo permetterci di sbagliare nemmeno una posizione.

RY: Inoltre i registi ci hanno chiesto una recitazione sobria, non esagerata, in modo da potersi focalizzare su altri dettagli.

 

Avete utilizzato trucchi particolari per rendere l'atmosfera del film?

 

RY: Io interpreto un personaggio coraggioso, ma siccome anche i più coraggiosi hanno paura, ho provato piccoli trucchi: non certoL'attrice Rainie Yang  e il regista Oxide Pang a Venezia 67 urlare. Curare lo sguardo e soprattutto la respirazione, ricordarsi che lo spettatore vede ciò che vedo io.

EK: Concordo e aggiungo che i livelli di reazione di fronte alla paura sono tanti. Per esempio qualcuno per paura potrebbe ridere istericamente, e così via.

 

Avete recitato in luoghi tanto lugubri che ci potremmo aspettare qualche strano episodio accaduto durante le riprese...

 

EK: Per fortuna non abbiamo avuto visite dagli spiriti (sorride) anche se la nostra stanza d'albergo era estremamente fredda. Così innaturalmente gelata che ho dovuto cambiare stanza. E il mio assistente ci ha raccontato che ogni giorno in ascensore incontrava una strana bellissima donna. Ecco, portavamo con noi un po' dell'atmosfera delle riprese...

 

RY: Per fortuna non è successo niente! Ma è certo che abbiamo conservato qualcosa del set  nella nostra memoria emotiva.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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