VENEZIA 67 – “Voglio essere un ponte fra oriente ed occidente“ Incontro con John Woo
Insieme a quello meteorologico, l’uragano John Woo si è abbattuto su Venezia. Venuto per ritirare il Leone d’Oro alla carriera e per presentare Reign of Assassins del quale è co-regista insieme a Su Chao-Pin, il regista racconta i nuovi stimoli che ha trovato nel tornare a lavorare in patria ed i suoi progetti per il futuro, fra i quali c’è anche un remake di Melville.
Insieme a quello meteorologico, l’uragano John Woo si è abbattuto su Venezia. Venuto per ritirare il Leone d’Oro alla carriera e per presentare Reign of assassins del quale è co-regista insieme a Su Chao-Pin, il regista racconta i nuovi stimoli che ha trovato nel tornare a lavorare in patria ed i suoi progetti per il futuro, fra i quali c’è anche un remake di Melville.Mr. Woo, cosa ha provato quando le hanno comunicato che le avevano assegnato il Loeone d’Oro alla carriera?
All’inizio confesso di essere rimasto scioccato. Poi mi sono sentito onorato, emozionato e grato. A questo punto prende la parola Marco Müller che afferma che il Leone d’Oro era già nei fatti perché nessuno come lui è riuscito ad unire il cinema popolare e quello d’avanguardia e quindi, visto che si è presentata l’occasione di questo suo nuovo lavoro non ha esitato a coglierla.
Dopo il suo ritorno in Cina i suoi film sono diventati sempre più dei kolossal, ci può dire com’è cambiato il suo lavoro in patria? Pensa anche di raccontare la Cina contemporanea nei suoi prossimi film?
Sono voluto tornare a lavorare in Cina perchè c’è una grande storia e cultura ed anche perché c’è una sensibilità diversa da quella che si percepisce da fuori. Ma non ho rinunciato all’occidente, se mi verranno offerte opportunità tornerò a lavorare ad Hollyvood. Diciamo che voglio essere un ponte fra oriente ed occidente. L’ambientazione nella Cina classica o in quella contemporanea non cambia molto per me, l’importante è riuscire a fare buoni film!
Quali sono allora i suoi progetti per il futuro?

Innanzitutto vorrei dirigere un film di cappa e spada finalmente in prima persona, cosa che fin’adesso non sono mai riuscito a fare. Poi vorrei rifare un classico di Jean-Pierre Melville ed anche il remake di The Killer.
In Reign of assassins ci sono molte carrellate e fermo immagine. Qual’è stato il suo contributo al film?
Non volevo che il film fosse troppo falsificato da effetti speciali ultra tecnologici. Volevo che avesse un aria più classica, ma io mi sono limitato a dare dei consigli, per quanto riguarda gli aspetti tecnici (carrellate e fermo immagine) le scelte sono state fatte da Su Chao-Pin. Il mio contributo è stato principalmente finalizzato alla fase del montaggio. Questo film mi ha subito interessato perché, oltre alla storia d’amore, c’è una profonda filosofia su cui riflettere.
A questo punto si inserisce Su Chao-Pin che afferma di essersi reso conto solo alla fine del film di quanto il lavoro di Woo lo abbia profondamente influenzato.
Per concludere, ha qualche consiglio da dare ai giovani che hanno il sogno di fare i registi?
Consiglio non ne ho molti da dare. Dico loro solo di non arrendersi mai. Ricordo che agli inizi io ho sempre avuto il sostegno di mia madre che mi diceva “se è questo quello che vuoi, fallo!”. Per me avere questo sostegno è sempre stato molto importante e così anch’io dico ai giovani: “Se lo volete fatelo!”
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