VENEZIA 67 – “Hitparzut X (Naomi)”, di Eitan Zur (Settimana della critica)


Opera prima che sembra già denotare una buona dose di maturità, questo noir psicologico ruota attorno ad un omicidio passionale che diviene specchio di assai più complesse dinamiche psichiche interne ad una coppia

hitparzut xDopo essersi distinto per la regia del telefilm israeliano da cui venne tratta la nota serie statunitense In Treatment, il regista Eitan Zur approda finalmente al cinema con un'opera prima che sembra già denotare una buona dose di maturità. Maturità che si esplicita, in primo luogo, nella resa dei meccanismi psicologici, abilità esercitata in precedenza proprio nel telefilm appena citato, che si basa interamente su sedute psicoanalitiche.

Hitparzut X è un noir psicologico che ruota attorno ad una coppia, Ilan (Yossi Pollak) una ventina d'anni più anziano di Naomi (Melanie Peres), lui famoso professore di astrofisica all'università, lei bellissima.
Tutte le stelle, spiega in classe il professore, vivono in coppia, una anziana ed una giovane, finchè, nell'esplosione a raggi X (traduzione italiana del titolo), la vecchia assorbe nuova e muoiono insieme. Traduzione umana di questo fenomeno astronomico, questo film ruota attorno ad un omicidio passionale, ma questo evento sul piano dell'azione diviene specchio di assai più complesse dinamiche psichiche che si instaurano tra i due. Ilan vittima della devastante malattia della gelosia, Naomi in bilico tra bisogno di sicurezza e brama di passione. Tra i due, si interpone il personaggio della madre di lui, ambiguo ed opprimente. Ma le bombe continuamente innescate non esplodono mai, la stasi è agghiacciante e i dialoghi restano perennemente sulla superficie, mal nascondendo le grida che provengono dal profondo, e che vengono messe a tacere.
Il regista può vantare il merito di aver saputo trasporre sul piano stilistico la tensione latente del contenuto, attraverso inquadrature piuttosto statiche ed un eccellente lavoro sugli attori, ma non va sottovalutato il robusto punto di partenza, una struttura narrativa molto ben congegnata tratta da un romanzo di Edna Mazaya, ridotto a sceneggiatura dalla stessa autrice.
Quest'opera si inscrive a pieno titolo, e conferma, l'evidente ascesa della innovativa e dirompente cinematografia israeliana.
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