VENEZIA 67 - Incontro con Mario Martone e il cast di "Noi credevamo"
Mario Martone, il cosceneggiatore Giancarlo De Cataldo e il cast di Noi Credevamo raccontano la lavorazione del film in concorso a Venezia 67. Sono presenti tra gli altri Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Valerio Binasco, Guido Caprino, Edoardo Natoli, Luca Zingaretti, Luca Barbareschi
Mario Martone e il cast di Noi Credevamo vengono accolti in sala stampa con una vera ovazione e raccontano il lavoro di realizzazione del film in concorso a Venezia 67. Sono presenti tra gli altri Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Valerio Binasco, Peppe Servillo, Guido Caprino, Edoardo Natoli, Luca Zingaretti, Luca Barbareschi, più molti altri attori presenti tra i giornalisti, come Ivan Franek.
Il personaggio del sarto rifiuta di partecipare al sentimento rivoluzionario degli altri. Cita la famiglia come un alibi?
Ciò che cita è il cardillo innamorato di Anna Maria Ortese. Il personaggio di Roberto de Francesco è vedovo, la famiglia non c'entra. In realtà è l'unico non rivoluzionario nel film: mi sembrava interessante inserire una figura che "non credeva", per evitare ogni ideologia.
C'è un legame con i fatti del presente?
Mario Martone:
I dialoghi del film sono stati tratti dalle lettere dell'epoca, anche l'iconografia è fedele: c'è un rigore storico nel film, è lo spettatore che deve trovare relazioni con il presente, perchè non abbiamo voluto strizzare l'occhio al pubblico con ammiccamenti e riferimenti. L'ottocento non è stato solo ricostruito, ma rielaborato. Certo, il presente emerge prepotentemente da alcune scene, come quella che "anticipa" la speculazione edilizia.
Giancarlo De Cataldo:
Il nostro Risorgimento è stato una sfida e un'avventura. Finora, nel nostro paese così privo di memoria, ci siamo sempre trovati davanti a due opposte retoriche: una vede un gruppo di giovani belli, eroici e luminosi che versavano sangue per la patria in armonia tra di loro. In realtà Mazzini, Garibaldi, Cavour si contrastavano tra loro. Oppure si cade nella visione degli italiani sottomessi ai Borboni e adoratori del Papa. La nostra storia si sottrae a questi due eccessi e mostra un sogno, un'utopia. Una speranza ingenua nei più giovani, incattivita fino al inismo in altri. Abbiamo lavorato al film come cospiratori, fino a sentirci trasportati in quei tempi.
La società “gretta, superba e assassina” somiglia a quella di oggi?
Sono parole che si riferiscono a tante epoche se ci vediamo il conflitto tra una spinta democratica e un potere autoritario.
La figura di Cristina di Belgiojoso è spesso stata dimenticata. Perchè ha deciso di introdurla?
Il film è certamente “mascolino”, ho voluto inserire un personaggio femminile che non fosse nè una madre, nè una sorella, nè una fidanzata, ma avesse le proprie idee politiche, in un rapporto dialettico con gli uomini presenti. La figura di Cristina poi meriterebbe di essere affrontata in un film tutto per sè. Il suo pensiero fu estremamente all'avanguardia, e critico nei confronti sia di Mazzini che di Cavour.
Come mai non ha dedicato spazio al fenomeno del brigantaggio?
Sarebbe stato impossibile raccontare l'intero Risorgimento, un processo troppo complesso per poterlo sviscerare fino in fondo. Abbiamo effettuato una scelta precisa: quattro momenti rappresentativi, che corrispondono ai quattro episodi.
Come si è confrontato con il film di Luigi Magni Nell'anno del signore?
Abbiamo avuto molti punti di riferimento, da Visconti a Rossellini, ma alla fine ovviamente siamo andati per la nostra strada.
Come vi siete preparati per i vostri ruoli?
Risponde Luigi Lo Cascio:
Se avessi dovuto attingere a me stesso per interpretare Domenico, non sarei arrivato a nulla. Queste figure sono colossali, vengono dal mito, ci si avvicina come ai personaggi di Shakespeare. Più che prepararmi, mi sono fidato, di tutto ciò che non passa per il linguaggio verbale. Anche il film si fida della musica e crea un vero e proprio libretto belliniano o verdiano.
Risponde Valerio Binasco:
Interpreto un personaggio in qualche modo infernale, afflitto da un tremendo senso di colpa per l'assassinio di un suo amico. Ho amato questo personaggio, e come accade per tutti iruoli tragici, interpretarlo è stato anche divertente.
Risponde Luca Zingaretti:
Quando si realizza un film storico bisognerebbe cercare di aderire il più possibile all'epoca, al contesto. Per interpretare Crispi ho colto la sua caratteristica più conosciuta: una forte ambiguitò.
Cerca nel sito

- 3D
- cinema giapponese
- cinema orientale
- venezia 67
- george clooney
- film tratti da libri
- Kate Winslet
- david fincher
- ben affleck
- Corso Salani
- marion cotillard
- Isabelle Huppert
- Jafar Panahi
- leonardo di caprio
- cannes 2011
- steven spielberg
- serie tv
- james franco
- cinema francese
- cannes 64
- cinema americano
- cinema spagnolo
- david cronenberg
- cinema italiano
- DVD
- cinema UK
- woody allen
- robert de niro
- matt damon
- michael fassbender
- Martin Scorsese
- animazione
- hbo
- Cannes 65
- jessica chastain
- Sean Penn
- Johnny Depp
- trailer
- oscar
- Festival di Roma
- nanni moretti
- joaquin phoenix
- clint eastwood
- torino 29
- horror
- torino film festival 28
- cinema indipendente
- documentario
- brad pitt
- venezia 68
News
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova






