VENEZIA 67 - Incontro con Miike Takashi, Kôji Yakusho, Takayuki Yamada e Jeremy Thomas

Miike Takashi, doppiamente presente a Venezia sia fuori concorso (le proiezioni di mezzanotte Zebraman e Zebraman 2) che in concorso (13 Assassins - Jûsan-nin no shikaku) presenta i suoi film accompagnato dal produttore Jeremy Thomas, dal giovane Takayuki Yamada e dal grande attore Kôji Yakusho di Retribution, Acqua tiepida sotto un ponte rosso, Tôkyô sonata, in questo 13 Assassins nei panni di Shinzaemon Shimada, a capo dei 12 samurai decisi a combattere il crudele e ingiusto Naritsugo.

Miike Takashi, doppiamente presente a Venezia sia fuori concorso (le proiezioni di mezzanotte Zebraman e Zebraman 2) che in concorso (13 Assassins - Jûsan-nin no shikaku) presenta i suoi tre film accompagnato dal produttore Jeremy Thomas, dal giovane Takayuki Yamada e dal grande attore Kôji Yakusho (tra i tanti,  Retribution, Acqua tiepida sotto un ponte rosso, Tôkyô sonata) in questo 13 Assassins nei panni di Shinzaemon Shimada, a capo dei 12 samurai decisi a combattere il crudele e ingiusto Naritsugo.

 

 

 
 

 
Su Zebraman:
 
 
Come nasce l'interesse per questo personaggio?
 
Zebraman era molto popolare quando ero bambino, facevo le elementari. Siamo cresciuti con questo eroe nella mia generazione, in futuro vorrei parlarne ancora.
 
Cosa pensa della sua presenza contemporaneamente in concorso e fuori concorso qui al Lido?
 
Ne sono sorpreso, ma lieto, perchè sono qui con molto diversi, apprezzabili da diversi tipi di spettatori.
 
Specie nel primo Zebraman compaiono molti elementi tipici dell'uomo medio giapponese. Questa è un'attitudine cheConferenza stampa di 13 Assassins di Miike Takashi viene dai tanti telefilm giapponesi degli anni '60, in cui la fantasia è strettamente legata alla società contemporanea?
 
Certamente i giapponesi adulti stanno diventando sempre più bambini, questo si riflette nel mio film, soprattutto agli occhi degli stranieri.
 
Zebraman 2 contiene una satira del mondo dell'intrattenimento giapponese, specie musicale? Quali continuità e differenze tra i due Zebraman?
 
Sono passati 6 anni tra un film e l'altro: c'è da dire che non ho voluto realizzare un sequel per soddisfare le richieste del pubblico - anche perchè il primo non ha avuto un gran successo! - sono stato fortunato a trovare produttori che credono in me - mi premeva solo concludere un mio discorso. Forse lo sceneggiatore ha voluto inserire questo elemento di satira, ma dal mio punto di vista di regista l'obiettivo fondamentale è solo uno: divertirmi. Inoltre Zebraman 2 è un film più di nicchia. Se le cose vanno bene al botteghino saranno contenti quelli che hanno investito in me, ma in un certo senso è giusto che un film di nicchia resti di nicchia.
 
Come collabora con attori e sceneggiatori?
 
Cerchiamo di non fare troppo amicizia a tutti i costi, di mantenere una certa distanza, nel segno però del massimo rispetto. Ciascuno di noi rispetta le opinioni degli altri e credo che la cosa abbia un peso anche in fase di riprese.
 
Zebraman è "credere nei propri sogni". Questa frase potrebbe riassumere l'opera di Miike Takashi?
 
Il messaggio del film è: "se credi, si avvera". Naturalmente nella nostra vita di adulti questo succede raramente, ma continuiamo comunque costantemente ad aggrapparci ai nostri sogni.
 
La famiglia disgregata è quasi sempre presente nei suoi film. Si tratta di una situazione tipica della società giapponese, è un tema che le interessa particolarmente?
 
Rispetto a quando ero bambino la situazione è molto cambiata. Il concetto stesso di famiglia si è profondamente modificato.
Quando eravamo piccoli lottavamo per seguire un certo programma con una sola tv, oggi le persone tendono a soddisfare i bisogni personali, c'è una tv per ciascuno. Si tratta di un cambiamento universale, ma in Giappone è particolarmente evidente.

Su 13 Assassins:Takashi Miike a Venezia 67

Come mai ha scelto un soggetto di 40 anni fa? [13 Assassins è una nuova versione di The Thirteen Assassins di Eiichi Kudo del 1963]

Io avevo solo 3 anni all’epoca di quel film. Per me è un mondo sconosciuto, appartiene alla generazione di mio padre. Avevo voglia di ricreare questa storia di samurai in un’ottica diversa, anche perché oggi mi pare che i film in costume si stiano un po’ trascurando.
 

Che legami ha il film con il Giappone contemporaneo?

La nostra presenza di esseri umani nel mondo non cambia radicalmente in base all'epoca. Ricordiamo che la storia di 13 Assassins non risale ad un'epoca così lontana, potrebbe appartenere ai nostri bisnonni. Quello che mi spaventa è la capacità dei giapponesi di dimenticare il passato tanto in fretta.


Che significato ha la ricomparsa del personaggio ferito a morte nel finale del film?

Forse è fisicamente morto ma la sua anima è ancora in circolazione, forse il personaggio è interpretato da un attore dalla personalità tanto forte che non voleva saperne di morire... in realtà il film è un misto tra realtà storica e immaginazione, può capitare di imbattersi in dei morti, dei desideri, dei sogni.
Forse ognuno di noi ha dentro di sè un'arma letale... e lo scopre alla fine, nel momento in cui getta via le armi.


Dall'esterno pensiamo al Giappone come alla patria del "senso dell'onore". Esiste ancora questo concetto?

Forse oggi possiamo parlare di orgoglio, più che di onore. Per me è fondamentale la libertà individuale, poter
fare ciò che si desidera, ma la società giapponese non incoraggia la realizzazione individuale. Tutti dicono di voler essere unici, ma sono omologati.
 

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