VENEZIA 67 - "Barney è un romantico ossessivo, dolce, ma anche un gran bastardo". Incontro con Richard. J. Lewis, Paul Giamatti e il cast di Barney's Version
Il regista Richard J. Lewis presenta il suo Barney's Version, con Paul Giamatti, grande interprete del politicamente scorretto Barney Panofsky, da un libro che è stato un caso letterario in Italia ma è soprattutto un grande romanzo. Gli attori Rosamund Pike, Scott Speedman e Bruce Greenwood, il produttore e amico di Mordecai Richler Robert Lantos, che chiarisce tanti aspetti di una preproduzione durata dieci anni e il rapporto con il romanzo, il coproduttore italiano Domenico Procacci e il distributore per Medusa Giampaolo Letta.
Il regista Richard J. Lewis presenta il suo Barney's Version, con Paul Giamatti, grande interprete del politicamente scorretto Barney Panofsky, da un libro che è stato un caso letterario in Italia ma è soprattutto un grande romanzo. Gli attori Rosamund Pike, Scott Speedman e Bruce Greenwood, il produttore e amico di Mordecai Richler Robert Lantos, che chiarisce tanti aspetti di una preproduzione durata dieci anni e il rapporto con il romanzo, il coproduttore italiano Domenico Procacci e il distributore per Medusa Giampaolo Letta.
Il regista Richard J. Lewis:
Lavorare a partire da un romanzo così amato e popolare le ha creato preoccupazioni?
Sono stato sotto pressione ogni singolo giorno, certamente: un'opera tanto amata dai lettori (sia italiani che canadesi) mi poneva di fronte a questioni importanti, ad esempio, uno dei temi che non dovevano essere traditi in alcun modo: il rapporto del protagonista con Miriam.
Il personaggio di Barney è stato forse eccessivamente "ammorbidito"? Mancano dei temi presenti nel libro, come ad esempio il conflitto anglo-francese. La cosa è servita a prevenire una possibile ostilità di stampa e critica?
Non abbiamo tentato di rendere il personaggio più gradevole per compiacere la critica. Le tendenze politiche del personaggio non sono rilevanti come ciò che abbiamo voluto mettere in luce, gli aspetti del suo carattere, le sue emozioni. Inoltre la decisione di non includere un tema come il conflitto anglo-francese è dello stesso Richler. Quella era una sua battaglia personale. Il nostro intento insomma non è stato di rendere il film più leggero per decisione commerciale.
Il protagonista Paul Giamatti:
Come si è preparato per interpretare questo "amabile tipaccio", Barney Panofski? A volte lo si vorrebbe picchiare, a
volte abbracciarlo.
Anche io sono un tipo simile... a parte questo, partiamo da un libro favoloso. Io ho tentato di far vivere Barney sullo schermo senza renderlo troppo negativo e al tempo stesso senza smussare troppo le sue asperità, ma non ho merito nel raggiungimento di questo equilibrio: mi sono limitato a seguire la sceneggiatura, che era perfetta e molto precisa. Nel libro barney è molto più irascibile, nel film si è un po' raddolcito. Inoltre mi sono affidato ad alcune note di Richard [il regista] per creare questo romantico ossessivo, dolce e divertente, ma anche bastardo.
[Interviene il regista Richard J. Lewis]:
Paul è stato in grado di chiedersi sempre in ogni scena: quanto esattamente deve essere dolce qui Barney? Quanto deve sembrare ubriaco? Una delle grandi qualità di Paul è che ha mantenuto una continuità nell'interpretare un personaggio con i suoi mutamenti, dalla giovinezza, a Roma, a quando compie 60 anni a Montreal.
Quaranta anni di vita di un personaggio, qual'è stata la parte più difficile?
Sicuramente il Barney giovane è stato il più difficile da interpretare. Sto invecchiando e ricordo poco di quell'età, inoltre con la parrucca, nel film, mi trovavo ad avere più capelli di quanti non ne avessi nella vita a 15 anni.
Come è stato il lavoro sul set con Dustin Hoffman?
Dustin è un uomo che crede sia divertente raccontare barzellette sporche tutto il giorno, sul set... è il migliore. Lo fa per tenere su il morale delle truppe. Trenta anni fa avrebbe interpretato il mio ruolo meglio di me. Io l'ho seguito costantemente, è come un pittore cubista, indica il modo migliore di interpretare una scena nei modi più affascinanti. Nella scena in cui Barney confessa a suo padre che vuole divorziare, Dustin ha iniziato a contraddirmi finchè non ho compreso cosa voleva dirmi sul mio personaggio. Barney in realtà voleva raccontare a suo padre che si era innamorato e dirgli il nome di Miriam.
Cosa ha provato nell'interpretare il personaggio di Miriam?
L'attrice Rosamund Pike:
Sono stata fortunata, non succede spesso di poter interpretare un ruolo simile. In Miriam si possono riconoscere donne appartenenti a tre diverse generazioni. Vorrei poter adottare il comportamento di Miriam nella vita: sarebbe bello riuscire a comportarsi con la sua dignità in ogni situazione spiacevole, in ogni litigio.
Il produttore Robert Lantos:
Come mai è stato così complicato realizzare un film da un romanzo tanto importante? Ci sono voluti 10 anni.
Oggi, realizzare qualunque film che non sia destinato ai teenageers è una corsa a ostacoli. Specialmente in Inghilterra. In ogni caso i motivi sono stati diversi: inizialmente la sceneggiatura doveva essere dello stesso Mordecai Richler, che si è occupato sempre degli script dei film realizzati dalle sue opere. Ha iniziato a lavorarci, poi si è ammalato e ci ha lasciati. Dovevamo trovare un modo per restare fedeli a questa voce unica che ha creato con il suo romanzo, Mordecai era anche un amico. I primi sceneggiatori non sono stati in grado di affrontare la questione. Finalmente è arrivato Michael Konyves, che ha saputo risolvere problemi complessi. Per esempio, La versione di Barney è un romanzo raccontato in prima persona, sarebbe stata necessaria una voce fuori campo. Eppure a noi non piaceva questa soluzione, e Michael è riuscito a farne a meno. Inoltre, ha saputo contenere il romanzo in un film di due ore, impresa non facile.
L'humor ebraico è una componente importante del film come del libro?
Mordecai è stato considerato per molto tempo l'enfant terrible della comunità ebrea canadese. A lungo è stato sconosciuto o rifiutato dalle persone a lui vicine, perchè era capace di toccarle nei loro punti deboli e di prendersi gioco di loro, ma sempre con un certo affetto. Più che di humor ebraico vero e proprio parlerei di politically incorrect: generazioni di scrittori, come Philip Roth e Richler, si sono praticamente specializzati in questo, raggiungendo l'eccellenza. Tutto ciò che è verosimile nel lavoro di Richler, lo è perchè descriveva coloro che conosceva bene.
Come è intervenuta la coproduzione italiana?
[Risponde Domenico Procacci]
Diverse scene sono girate a Roma e penso sia stato naturale cercare un accordo con una produzione del posto. Lo stesso Richler aveva trascorso del tempo a Roma ed era d'accordo. In più ci sono altri italiani nel cast e nella crew: Thomas Trabacchi ha il ruolo del pittore, grande amico di Barney, Pasquale Catalano si è occupato delle musiche.
Il personaggio di Barney è stato forse eccessivamente "ammorbidito"? Mancano dei temi presenti nel libro, come ad esempio il conflitto anglo-francese. La cosa è servita a prevenire una possibile ostilità di stampa e critica?
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