VENEZIA 67 – “Oki’s movie”, di Hong Sang-soo (Orizzonti)

Ennesimo triangolo amoroso per Hong Sang-soo, che firma uno dei suoi film più concertati e sereni. Grazie alla consueta, strabiliante lucidità della sua scrittura, Hong suggerisce che “la donna è il futuro dell’uomo” (come recita uno dei suoi film precedenti) perché solo lei è in grado di spingere fino alle estreme conseguenze i narcisisti sdoppiamenti maschili (a cominciare dallo sdoppiamento cinema/vita)

oki's movieHong Sang-soo continua a riproporre caparbiamente, con variazioni sempre nuove di film in film, il modulo narrativo che l’ha reso famoso: racconti quietamente caustici, rohmerian-bunueliani, sulle impasse tra i sessi, cagionate soprattutto dal narcisismo e dall’immaturità delle figure maschili. Oki’s movie si profila come una tappa decisiva del suo percorso, e segnatamente di quella sorta di sottofilmografia honghiana che potremmo intitolare (come il suo quinto film) “La donna è il futuro dell’uomo”: film che, come soprattutto il suo Woman on the beach (2006), cercano di costruire una figura femminile che incarni il superamento delle meschine duplicità e doppiezze degli uomini.
Oki è infatti una studentessa di cinema, contesa tra il coetaneo (e compagno) Jingu e il professor Song. I quattro capitoli in cui è suddiviso il film sono altrettanti punti di vista differenti su diversi momenti del passare di Oki dall’uno all’altro. Vediamo prima il cortometraggio autobiografico che ha girato Jingu, poi un capitolo sul “vero” Jingu, uno su Song… e infine “Il film di Oki”, il cortometraggio che lei ha girato, e che risolve in un colpo solo tutte le varie “duplicità maschili” che il film ha tessuto insieme architettando una struttura narrativa insieme infernale e cristallina.
Come spesso in Hong, la quintessenza della “duplicità maschile”, è data dal metacinema: lo sdoppiarsi di cinema e vita (qui, Jingu che racconta le proprie debolezze cambiandole di segno, in quel primo capitolo che è poi il cortometraggio “girato da lui”) è il trionfo del narcisismo maschile, del ripiegarsi “ombelicale” sul proprio egoismo. oki's movieEbbene, per la prima volta, Oki arriva ad essere “il futuro dell’uomo” non perché va al di là di questo sdoppiarsi metacinematografico-maschile, ma perché ne rappresenta il punto limite, un “ripiegarsi” ancora più accentuato. Non riveleremo la (folgorante) sorpresa del come e del perché, ma il quarto ed ultimo capitolo, ovvero il corto di diploma girato da Oki (accompagnato com’è dalla capziosa, scolastica spiegazione tecnico-stilistica dell’autrice), arriva a dare l’agognata verità del triangolo amoroso tra i personaggi, e quindi “racconta davvero”, solo grazie al suo essere ancora più ombelicale e metacinematografico del primo. Ma è evidente che la medesima “lezioncina” di Oki sul film “da lei girato”, insistendo sul gioco perverso della ripetizione e della differenza, è, allo stesso tempo, anche una ineccepibile descrizione del cinema di Hong Sang-soo.
Man mano che si avvicendano i capitoli, assistiamo a forme sempre più radicali del “mettersi a nudo di un individuo attraverso il cinema”. Ma è lo stesso Oki’s movie che, se comincia con il solito gioco forsennato di scrittura, tutto giocato sulle rime interne, sulle simmetrie e sulle divagazioni apparentemente estemporanee che prendono forma su un registro quotidiano, minuziosamente ordinario – finisce piano piano per delucidare ed esplicitare la propria struttura con chiarezza sempre maggiore. È dunque il cinema stesso di Hong che si mette a nudo, un cinema che è la dimostrazione manifesta che più si cerca la differenza (sessuale, anche), più si trova la trasparenza. E viceversa. Più il compassato nitore geometrico-pittorico delle sue inquadrature e dei suoi pianisequenza prova a rendere la scrittura (con le sue simmetrie, i suoi parallelismi etc.) un tessuto puramente spaziale, più lo spazio si incrina (ecco le mezze panoramiche, gli zoom…) con dettagli sempre più enigmatici e "devianti" (come un polipo vivo sputato di punto in bianco nella neve all’uscita di un ristorante). Come la regia di Hong, Oki si piazza nel punto esatto in cui riesce a vedere ambo le facce di questa medaglia. Come tutti i film di Hong, un mirabile, lieve e godibilissimo gioco di specchi; un viaggio appassionante lungo le vicissitudini spassose e tortuose della Differenza (quella sessuale innanzitutto).
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova