"L'apprendista stregone", di Jon Turtleltaub
Perfetto per il target di minorenni al quale è rivolto, un po’ meno per tutti gli altri: senza molta fantasia e inventiva, L’apprendista stregone ha però il pregio di non commettere reato contro la pazienza dello spettatore: un fantasy dalla modesta portata che si muove onestamente lungo binari ben consolidati, espressione - forse - della fine del Bruckheimerpensiero.
Ormai completamente affiliato alla Disney e senza più la complicità dell’ex pupillo Michael Bay, Jerry Bruckheimer non è più sinonimo di quell’action adrenalinico che, in egual misura tra estimatori e detrattori, ha contrassegnato fortemente gli anni Novanta: costretto dagli eventi a ripiegare verso un cinema più convenzionale, meno libero, riprende in mano il mito dell’apprendista stregone noto ai più per l’episodio di Fantasia con Topolino (qui citato, nella sequenza migliore del film) e per l’occasione riunisce il team vincente (al botteghino) dei due National Treasure, con Jon Turtleltaub dietro la macchina da presa e un sempre più incredibile Nicolas Cage: a questo proposito si veda per credere la sua recente interpretazione in Kick-Ass di Matthew Vaughn, ancora inedito in Italia. Tornando a L’apprendista stregone, stavolta il marchio Disney impedisce a Turtleltaub di manifestare quella personalità nella materia trattata che in parte emergeva nel precedente Il mistero delle pagine perdute: ne esce un prodotto confezionato a tavolino per un target di minorenni, limitato da un plot basilare e senza guizzi, privo di qualsiasi sorpresa. Il ritmo, va detto, è sostenuto e non si tratta certo di una visione sofferta o fastidiosa: ma tutto è talmente povero di inventiva che non riesce a lasciare traccia alcuna dietro di sé, come se il genere fantasy non avesse più nulla a che vedere, appunto con la fantasia; fantasia di script, di regia, di trovate in grado di incollare gli occhi allo schermo. Non siamo, comunque, ai minimi storici toccati quest’anno da Percy Jackson di Chris Columbus, perchè Turtleltaub ha rispetto e stima dell’intelligenza dello spettatore: perfettamente consapevole di non essere qui in grado di farlo pensare, evita allo stesso tempo di prenderlo in giro e gli regala un intrattenimento povero, ma che è pur sempre intrattenimento, senza fronzoli e senza pretese. Insomma, un prodotto quasi onesto nella sua mediocrità, impreziosito a tratti da un sempre eccelso Alfred Molina, sprecato però nel ruolo di un villain senza spessore. Un innocuo cinema usa e getta al quale siamo sempre più abituati, e del quale a parlar male si rischia quasi di passare per incontentabili snob. Tanto vale quindi dimenticarlo in fretta per passare presto a ben altro.
Titolo originale: The Sorcerer’s Apprentice.
Regia: Jon Turtleltaub
Interpreti: Nicolas Cage, Alfred Molina, Monica Bellucci, Jay Baruchel, Teresa Palmer, Toby Kebbell
Distribuzione: Walt Disney
Durata: 111’
Origine: USA, 2010
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