"Vi presento i nostri", di Paul Weitz
Bisogna dimenticarsi i primi due film e vedere questo apparente sequel come se fosse il primo della serie. Quelli erano commedie divertenti, questo è uno dei migliori esempi del genere del decennio, con tracce slapstick, situazioni assurde alla La Cava e in più un respiro da commedia classica hollywoodiana anni '40 con la scorrettezza di American Pie. Ogni inquadratura innocua diventa potenzialmente una bomba ad orologeria. De Niro era da tempo che non era così ispirato, ma anche gli altri attori reggono alla grande
Innanzitutto bisogna dimenticare i primi due film, Ti presento i miei (2000) e Mi presenti i tuoi? (2004) e vedere questo apparente sequel come se fosse il primo film della serie. Eppure a prima vista non sembrano esserci troppi cambiamenti. La squadra dei protagonisti è la stessa così come uno dei due sceneggiatori (John Hamburg) mentre cambia solo il regista, Paul Weitz al posto di Jay Roach, qui produttore. Ma è una variazione sostanziale. Si passa infatti da due divertenti commedie a uno dei migliori esempi del genere del decennio, con tracce slapstick, situazioni assurde alla Gregory La Cava senza il rapporto di classe di L'impareggiabile Godfrey e in più un respiro da commedia classica hollywoodiana anni '40, come se Preston Sturges fosse resuscitato passando attraverso Billy Wilder e i suoi sceneggiatori abituali, Charles Brackett ed I.A.L. Diamond. Weitz prende una squadra da Europa League e la porta a primeggiare sia per lo scudetto sia per la Champions League. Stavolta l'infermiere Greg Focker sembra aver finalmente raggiunto un'armonia familiare. Ha due figli, è felice accanto alla moglie Pam e finalmente sembra aver trovato anche una sintonia con l'intransigente padre di lei, Jack Byrnes. L'uomo è stretto però da difficoltà finanziarie, ambisce a scrivere i suoi bambini in una prestigiosa scuola e poi si deve occupare della ristrutturazione della casa che ha comprato che è in mano a un losco individuo. Accetta così di svolgere un secondo lavoro per un'azienda farmaceutica, al fianco di una collega estremamente sexy. Jack inizia così a nutrire dubbi sulla sua fedeltà e inizia a pedinarlo. La famiglia classica americana viene fatta a pezzi. così come l'istruzione privata. Sotto quest'ultimo aspetto forse questo film piacerebbe a Michael Moore. Ciò che Weitz rende soprattutto illusorio è proprio quella apparente pretesa di perfezione, che invece si smonta con una comicità trascinante, che non si ferma davanti niente e nessuno, che porta i corpi e gli oggetti in continua collisione. Vi presento i nostri è quasi l'altra faccia della medaglia di I Tenenbaum. Tutto alla ricerca dell'(in)felicità. Weitz si porta dietro il suo cinema dalle seduzioni di In Good Company (il primo incontro tra Ben Stiller e Jessica Alba), a quella scatenata scorrettezza di American Pie (il bambino che va in bagno e vede la puntura al pene che resta nel suo immaginario o il vomito a tavola).
Dopo una tranquilla partenza Vi presento i nostri prende una velocità incontrollata, grazie ad attori che danno tutti il meglio. Era da tempo che De Niro non era così ispirato. Le sue espressioni dopo l'attacco di cuore e la sua chiamata di soccorso già anticipano la risata, così come i suoi inseguimenti per strada a Greg dove fa finta di nascondersi ma viene sempre scoperto o il momento grandioso in cui si minaccia Ben Stiller di tenerlo d'occhio, lui gli risponde alla stessa maniera e poi i due fanno a gara a chi abbassa per ultimo lo sguardo. Weitz conosce alla grande i tempi comici. Un altro regista avrebbe staccato prima o allungato la scena un altro po'. Qui invece è tutto dosato alla perfezione. Con tutte le situazioni che ci sono qui dentro nella commedia media italiana probabilmente ci farebbero 56 film. Inoltre c'è un tale accumulo che alla fine gli stessi corpi dei personaggi vanno quasi per conto loro, come marionette non più manovrate, come nell'accenno del passo di flamenco tra un irresistibile Dustin Hoffman e Jessica Alba che si diverte a giocare col suo appeal, trasformandosi anche per un momento nell'incarnazione di un'affascinante creatura del male che sembra venire direttamente dal tipico horror statunitense remake di uno giapponese. Ci sono ancora figure pervase da follia, come Owen Wilson, pagliaccio triste, e la sua esibizione alla festa dei bambini che può essere come la provvisoria materializzazione di un eroe da fumetto però disegnato male. Vi presento i nostri è così denso di comicità pura che non si riesce a racchiuderlo, con citazioni di Il padrino e de Lo squalo nella vasca delle palline con musiche di John Williams. Ad un certo punto anche l'inquadratura più innocua fa ridere perché già ci si aspetta cosa succederà come Ben Stiller che taglia il tacchino o De Niro che ricerca su google "Andy Garcia".
Non è il risultato di un'inchiesta ma di un sentimento personale: Paul Weitz è uno dei 10 migliori registi del cinema americano di oggi. Se si rivedrà Vi presento i nostri tra 10, 20 o 50 anni, manterrà intatta la sua forza grazia alla sua straordinaria e irriverente classicità.
Titolo originale: Little Fockers
Regia: Paul Weitz
Interpreti: Robert De Niro, Ben Stiller, Owen Wilson, Blythe Danner, Teri Polo, Jessica Alba, Dustin Hoffman, Barbra Streisand, Harvey Keitel
Distribuzione: Universal
Durata: 98'
Origine: Usa, 2010
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Sono d'accordo. E Ben Stiller quasi oscura De Niro...quasi!
Inviato da 7Annette il 24/01/2011 -
Credo che Emiliani, da weitziano doc, abbia carpito il senso del film e la sua importanza, a differenzi di molti critici ciechi che l'hanno liquidato come uno stanco terzo episodio di cui non si sentiva la necessità.
Il film è impagabile, col solito De Niro scatenato.
Inviato da Stefano Falotico il 19/01/2011 -
grande Emiliani! Evviva Paul Weitz!
Inviato da dreamer il 15/01/2011
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