"Rasputin", di Louis Nero

 Vita, morte e miracoli di una delle figure più misteriose e inquietanti del Novecento; Rasputin è un film coraggioso e ambizioso, in cui la storia è affidata ad una visione nuova e coinvolgente. Un film completamente fuori dalla moda e dalle mode, a metà tra docu-drama, biografia, ma soprattutto pittura e video-arte. Prodotto e distribuito dall’indipendente L’Altrofilm

RASPUTINHa ragione Franco Nero quando dice che in Italia, oggi, è quasi impossibile fare film. I motivi delle condizioni critiche della produzione e della distribuzione sono vari e non è certo questa la sede per parlarne. Fatto sta che l’attore di Django e de Il giorno della civetta coglie lo spirito dei tempi quando afferma, come ha fatto alla conferenza stampa di Rasputin, che dopo tre o quattro recenti block-buster comici la parola d’ordine è quella di cavalcare l’onda. E per tutto il resto c’è ben poco spazio. In fondo era successo qualcosa d’analogo qualche anno fa con la saga – meglio le saghe – generazionali; dai trentenni mucciniani in poi.
Con queste premesse, Rasputin meriterebbe attenzione già solo per il fatto di essere un film completamente fuori dalla moda e dalle mode.
Louis Nero - che non è, come si potrebbe pensare, figlio di Franco ma con l’attore ha collaborato già diverse volte in passato – è un regista giovane ma già molto esperto. La sua è un’idea ambiziosa: rivisitare la figura del santo-demonio, dell’uomo più odiato alla corte degli zar. Il contadino siberiano divenuto, a trentatré anni, un pellegrino mistico, approdato alla corte degli zar per i suoi poteri taumaturgici in grado di guarire l’emofiliaco principino Aleksej e diventato in breve il consigliere dei Romanov: Grigorij Efimovič Rasputin.
Il film di Nero ne racconta la vita partendo dalla morte, o meglio dal suo ultimo giorno di vita. Il giorno in cui alcuni dei personaggi più potenti della corte zarista, capeggiati dal principe Feliks Jusupov, misero in atto il piano omicida che preparavano da tempo.
Non è un biopic classico, Rasputin. Anche se ricostruisce i fatti citando fonti e testimonianze – grazie ad un lavoro di ricerca negli archivi, un tempo secretati, dell’ex Unione Sovietica – con un’esattezza documentaristica. Il salto di qualità Louis Nero lo fa a livello formale. Rasputin è un misto: docu-drama, biografia, ma soprattutto pittura e video-arte. Il film è costruito come un quadro in movimento, in cui le vicende e i personaggi s’incontrano e si accavallano incastonati in cornici pittoriche che appaiono e scompaiono. La ricostruzione degli ambienti è esatta, precisa, così come le scenografie. Ma il tutto è raccontato in modo pittorico, iconico: Rasputin è un quadro che si apre, dentro al quale si aprono una miriade di altri quadri. Come una matrioska. L’effetto è efficace: cattura, trasporta in un viaggio spettacolare, fatto di luci e chiaroscuri che rimandano a Rembrandt e Caravaggio. E’ evidente l’influenza della video-arte, che però riesce a non cedere al trabocchetto compiaciuto del video-clip grazie all’effetto ottico delle cornici interne che fanno, letteralmente, il montaggio.
E’ un film onirico e realistico insieme, che non scade mai nella formalità vuota. La storia – e anche la Storia –  c’è ed è forte, precisa e d’impatto. Rasputin è un film coraggioso, bello; caso rarissimo di ambizione e talento.

Titolo originale: id.

Regia: Louis Nero
Interpreti: Francesco Cabras, Daniele Savoca, Ottaviano Blitch, Diana Dell’Erba, Marco Sabatino, Anna Cuculo
Voce narrante: Franco Nero
Distribuzione: L’ Altrofilm
Durata: 85’
Origine: Italia. 2011


 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa