"The Next Three Days", di Paul Haggis


Bellissimo terzo film del regista di Crash e Nella valle di Elah, dove la concezione fideistica (e fatalista) del mondo secondo Haggis, con tutti gli incastri e le casualità che si porta dietro, sposa quasi con ostinazione malata la tenerezza del melodramma famigliare, il ricongiungimento del nucleo sociale americano (madre, padre, figlio) da cui ripartire per la creazione di un nuovo mondo, altrove. Con tutta la fatica necessaria (cinematografica, fisica, sentimentale, persino razionale) per meritarsi una "seconda possibilità"

the next three daysJohn Brennam non ha bisogno di chiedere alla donna che ha scelto di amare - condannata all'ergastolo per omicidio - se è colpevole o innocente. Non ha bisogno di ricontrollare, come gli suggerisce l'avvocato della moglie, quelle prove che sembrano inchiodare irreversibilmente Lara (Elizabeth Banks, straordinariamente materna e autodistruttiva in ogni fotogramma). Come il Don Chisciotte di Cervantes, che lui stesso, professore di letteratura,  cita in una delle prime scene del film, crede nell'irrazionalità, in quella "realtà costruita da noi" che lo porta a un certo punto della storia a riscrivere il destino e il film stesso, traghettandolo dalla cadenza dolente del dramma giudiziario a quella convulsa e pirotecnica di uno Sugarland Express contemporaneo. Del resto Il Brennam di Russell Crowe (ancora una grande interpretazione dell'attore australiano, forse l'unico capace di far muovere il film con la semplice fissità di uno sguardo in primo piano) è in tutto e per tutto l'ideale alter-ego del regista e sceneggiatore Haggis. Come quest'ultimo scrive il film passo dopo passo, pianificando il progetto di un'evasione impossibile accumulando appunti, esercitazioni, materiale fotografico, tentativi abortiti di un continuo scavalcamento di "genere", che per metà film lo preparano (e con lui anche lo spettatore) a una dilatazione fino all'ultimo respiro dell'idea di fuga che non ricordavamo, forse, dai tempi de Il fuggitivo di Andrew Davis.
E' infatti un action movie morale il bellissimo terzo film del regista di Crash e Nella valle di Elah, dove la concezione fideistica (e fatalista) del mondo secondo Haggis, con tutti gli incastri e le casualità che si porta dietro, sposa quasi con ostinazione malata la tenerezza del melodramma famigliare, il ricongiungimento del nucleo sociale americano (madre, padre, figlio) da cui ripartire per la creazione di un nuovo mondo, altrove. Il cinema di Haggis, come già ci suggeriva il film precedente,  comincia a delinearsi come un grande racconto sull'America di oggi, sulla sua (im)possibile ri-scoperta dopo la cacciata dal Paradiso. Se prima erano le morti della guerra (Nella valle di Elah) a segnalare il dolore inestirpabile di una Nazione, stavolta è nello sguardo allucinato dell'antieroe Brennan/Crowe, pronto a uccidere e a rimodellare il suo corpo pur di vedere ricostruita la sua piccola America, che si rispecchia l'angoscia di un presente a cui non resta altro che affidarsi al Caos. E' tutto qui, in fondo, l'onesto profilo basso di un grande film incompreso, molto più ambiguo di quanto si pensi, capace di raccontare tutta la fatica necessaria (cinematografica, fisica, sentimentale, persino razionale) per meritarsi quella "seconda possibilità" che il nostro mondo, a volte, pare non volerci concedere.
 

Titolo originale: The Next Three Days
Regia: Paul Haggis
Interpreti: Russell Crowe, Elizabeth Banks, Brian Dennehy, Liam Neeson
Distribuzione: Medusa
Durata: 122'
Origine: USA, 2010

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 3 commenti
 
  1. e chi dice che alla fine fa effettivamente quello che aveva in mente di fare?
    il film si rompe quando i due delinquenti "ammazzano" Crowe fuori dal bar.
    da lì in avanti riesce, miracolosamente, a incastrare quasi tutto alla perfezione, nonostante sia, come chiede meravigliato il poliziotto alla fine, solo un insegnante di letteratura.
    nell'ultima scena, Crowe resta fuori dalla foto, nonostante sia proprio lui a inquadrare moglie e figlio, a sottolineare un distacco tra visto e narrato.
    concordo sulla ridondanza della spiegazione sull'innocenza di lei.


    Inviato da pa. il 28/04/2011
  2. Dispiace ma c'è poco da salvare, solo il tentato suicidio automobilistico della Banks nel finale. Sarebbe stato molto meglio omettere la spiegazione conclusiva sull'innocenza di lei tanto per dirne una, ma complessivamente la narrazione non riesce a nascondere la funzionalità di alcuni dettagli decisivi ( il diabete di lei per esempio), mentre il riferimento a cervantes è una sottolineatura troppo marcata, che rende tutto più evidente e poi non trova riscontro negli eventi del film perchè crowe farà effettivamente ciò che ha in mente di fare (non c'è niente di donchisciottesco in lui in questo senso). Se invece non avesse fatto nulla? Un progetto puramente mentale? Quante volte abbiamo propositi talmente forti da sembrarci realistici, lavoriamo per essi, eppoi ci rendiamo conto di quanto siano inattuabili?

    Inviato da Roberto il 25/04/2011
  3. c'è da dire che russell crowe invecchia meravigliosamente, sempre più bravo. qui non fa rimpiangere l'amato vincent lindon. e non era facile.

    Inviato da june il 11/04/2011
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa