“El cantante”, di Leon Ichaso
Lo spazio del film è, ovviamente, quasi tutto per Marc Anthony, marito della Lopez e campione della salsa contemporanea, che rivisita qui nel ruolo di Hector i classici del repertorio di Lavoe interpretandoli con passione e trasporto. Ma J Lo non è però tipo da farsi mettere in un angolo così facilmente, e tra monologhi in bianco e nero e scene madri melodrammatiche, cattura la nostra attenzione anche semplicemente muovendo i fianchi di rosso fasciati al ritmo della salsa
Approdato nelle sale italiane solo oggi, El Cantante di Leon Ichaso era in realtà la terza mossa di riavvicinamento di Jennifer Lopez, qui anche produttrice, alle sue origini latinoamericane – il piano, messo in atto nel 2007, prevedeva la pubblicazione del primo album cantato interamente in lingua spagnola, Como ama una mujer, e la realizzazione di due film indirizzati prevalentemente al suo pubblico ‘meticcio’ di sostenitori, come Bordertown di Gregory Nava, sul feminicidio di Cidad de Juarez in Messico, e appunto questo biopic dedicato alla più fulgida stella della storia della salsa, Hector Lavoe, morto di AIDS a 46 anni dopo una vita di eccessi consumata mentre la New York anni '60/'70 impazziva per il ritmo latino delle sue canzoni. Inoltre, il progetto di El Cantante permette alla Lopez di riavvicinarsi alla forma della biografia musicale che ne aveva fatto esplodere la carriera grazie alla parte da protagonista nel cult dei palinsesti tv pomeridiani Selena, dedicato alla storia vera della cantante messicana Selena Perez, uccisa a 24 anni, interpretato da J Lo nel 1997 sempre per la regia di Gregory Nava.
Lo spazio in questo caso è però, ovviamente, quasi tutto per Marc Anthony, marito della Lopez e campione della salsa contemporanea, che rivisita qui nel ruolo di Hector i classici del repertorio di Lavoe interpretandoli con passione e trasporto (e pubblicando anche in contemporanea un album che contiene i brani registrati per il film). I fan dell’originale e del suo interprete dei giorni nostri saranno contenti nel trovare una massiccia dose di momenti musicali all’interno dei 110’ di durata della pellicola, circondati da pacchiani sottotitoli cubici mutanti in inglese in modo da cogliere appieno lo strabordante pathos degli struggenti testi del canzoniere di Lavoe.
J Lo non è però tipo da farsi mettere in un angolo così facilmente, soprattutto se la produzione del film fa capo a lei: e così di contorno alle canoniche stazioni del biopic c’è questo reiterato pezzo di bravura del monologo in bianco e nero del personaggio della Lopez, ovvero Puchi, la compagna di una vita di Lavoe, che racconta nel suo strascicato accento bronx-portoricano la vicenda del suo amato nel corso di una intervista a posteriori. In realtà Jennifer ci dà sotto anche con le gonfie scenate melodrammatiche, allorquando puntualmente la parabola di inarrestabile successo di Hector si trasforma in un incubo paranoico, costellato dalle disgrazie (la morte del figlio dei due, che si uccide sparandosi accidentalmente con la pistola del padre presa di nascosto, e il tentativo di suicidio del Cantante): anche quando tutte le attenzioni di Leon Ichaso sono per Marc Anthony che sul palco mette in mostra il meglio del suo talento nelle esecuzioni dei brani di Lavoe, il nostro sguardo resta rapito da Puchi che nel backstage e agli angoli dell’inquadratura segue sinuosa e irresistibile il ritmo della salsa, muovendo i fianchi di rosso fasciati con un cocktail in mano e una sigaretta accesa nell’altra.
Titolo originale: id.
Regia: Leon Ichaso
Interpreti: Marc Anthony, Jennifer Lopez, John Ortiz, Manny Perez, Vincent Laresca, Federico Castelluccio, Nelson Vasquez
Distribuzione: Wave Distribution
Durata: 110'
Origine: USA, 2007
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