"Il sesso aggiunto", di Francesco Antonio Castaldo
Decidere di trattare un argomento così complesso, così crudo, è un intento nobile e rimarchevole: decidere di produrre e dirigere una storia come quella de Il sesso aggiunto è anzi un atto quasi eroico. Seppur con troppe falle nella realizzazione, l'esordio di Castaldo rimane un ottimo progetto. Impreziosito dalle musiche del maestro Nicola Piovani
Sì perché è un po' il vuoto di tutti noi,
ci sbattiamo tanto per chiuderlo,
ci proviamo e non ci riusciamo mai,
e allora tanto vale convincerci.
"Cumuli", 883
Cumuli, cantava Max Pezzali nell’ormai lontano 1993. Di roba (l’eroina) e di spade (le siringhe). In quella piccola realtà dove è nato e cresciuto il cantautore italiano, in quella Pavia dove ha visto andarsene molti amici a causa della droga. Perché l’eroina è una compagna di vita inseparabile, un organismo parassitario che si insinua in te. Va a colmare quel vuoto insostenibile con cui ognuno di noi lotta ogni giorno. Lascia il segno e non ti abbandona più. Ti porta via il senso del pudore, la capacità di giudizio, l’orgoglio, sostituisce il sesso, persino gli affetti. Ed è questa anche la storia di Alan. Tossicodipendente a tempo pieno. Perché farsi di eroina è un lavoro a tutti gli effetti. Un impiego che ti costa tempo e denaro. E che non ti dà niente in cambio.
Decidere di trattare un argomento così complesso, così crudo, è un intento nobile e rimarchevole: decidere di produrre e dirigere una storia come quella de Il sesso aggiunto è anzi un atto quasi eroico.
E una denuncia sociale importante. Soprattutto alla luce degli sconfortanti dati che gli organi competenti segnalano riguardo l’incremento del 40% del consumo di eroina; questo solo negli ultimi due anni. Cifre mostruose, allarmanti.
Francesco Antonio Castaldo, qui al debutto alla regia, punta il microscopio sulla routine della tossicodipendenza. L’epopea quotidiana per guadagnarsi quei pochi grammi di roba per tirare a campare.
Descrivere ciò che il tossicodipendente è, non ciò che fa. Fino ad arrivare all’unica reale ancora di salvataggio che può trascinarti fuori dal baratro. Ritrovare l’amore per se stessi.
Il cast è di discreta efficacia. Soprattutto il protagonista, Giovanni Zeno, è particolarmente credibile nel ruolo. A parte un’eccessiva muscolatura che, per dirla tutta, non si addice ad un eroinomane. Buono anche l’apporto di Myriam Catania, colpevolmente lasciata ai margini della storia. Qualche situazione risulta un po’ forzata, se non addirittura posticcia. Soprattutto superficiale appare quello scorcio di mondo giovanile alla deriva che il regista vuol dare.
Alla fine però, si resta con l’amaro in bocca. Nonostante la ritrovata coscienza del protagonista, a seguito di un percorso interiore esageratamente ingarbugliato. Alan imbocca la via della perdizione a causa di un sogno di gioventù mai realizzato. La morale quindi? Occhio a cosa si desidera, perché non ottenerlo potrebbe rovinare la vita. Perciò, forse, meglio volare bassi.Non esattamente un mantra da tramandare ai posteri.
Seppur con troppe falle nella realizzazione, rimane un ottimo progetto. Impreziosito dalle musiche del maestro Nicola Piovani.
Decidere di trattare un argomento così complesso, così crudo, è un intento nobile e rimarchevole: decidere di produrre e dirigere una storia come quella de Il sesso aggiunto è anzi un atto quasi eroico.
E una denuncia sociale importante. Soprattutto alla luce degli sconfortanti dati che gli organi competenti segnalano riguardo l’incremento del 40% del consumo di eroina; questo solo negli ultimi due anni. Cifre mostruose, allarmanti.
Francesco Antonio Castaldo, qui al debutto alla regia, punta il microscopio sulla routine della tossicodipendenza. L’epopea quotidiana per guadagnarsi quei pochi grammi di roba per tirare a campare.
Descrivere ciò che il tossicodipendente è, non ciò che fa. Fino ad arrivare all’unica reale ancora di salvataggio che può trascinarti fuori dal baratro. Ritrovare l’amore per se stessi.
Il cast è di discreta efficacia. Soprattutto il protagonista, Giovanni Zeno, è particolarmente credibile nel ruolo. A parte un’eccessiva muscolatura che, per dirla tutta, non si addice ad un eroinomane. Buono anche l’apporto di Myriam Catania, colpevolmente lasciata ai margini della storia. Qualche situazione risulta un po’ forzata, se non addirittura posticcia. Soprattutto superficiale appare quello scorcio di mondo giovanile alla deriva che il regista vuol dare.
Alla fine però, si resta con l’amaro in bocca. Nonostante la ritrovata coscienza del protagonista, a seguito di un percorso interiore esageratamente ingarbugliato. Alan imbocca la via della perdizione a causa di un sogno di gioventù mai realizzato. La morale quindi? Occhio a cosa si desidera, perché non ottenerlo potrebbe rovinare la vita. Perciò, forse, meglio volare bassi.Non esattamente un mantra da tramandare ai posteri.
Seppur con troppe falle nella realizzazione, rimane un ottimo progetto. Impreziosito dalle musiche del maestro Nicola Piovani.
Regia: Francesco Antonio Castaldo
Interpreti: Giuseppe Zeno, Myriam Catania, Valentina D’Agostino, Lino Guanciale, Cloris Brosca, Gioia Spaziani
Distribuzione: Iris film
Durata: 120'
Origine: Italia, 2011
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

Articoli correlati
- horror
- trailer
- venezia 68
- animazione
- Kate Winslet
- robert de niro
- cinema italiano
- venezia 67
- cinema UK
- michael fassbender
- brad pitt
- cannes 64
- leonardo di caprio
- torino film festival 28
- woody allen
- torino 29
- Johnny Depp
- jessica chastain
- cinema americano
- marion cotillard
- cinema spagnolo
- 3D
- cannes 2011
- Martin Scorsese
- george clooney
- Sean Penn
- Cannes 65
- Isabelle Huppert
- matt damon
- david cronenberg
- nanni moretti
- cinema indipendente
- clint eastwood
- cinema francese
- joaquin phoenix
- DVD
- ben affleck
- cinema giapponese
- film tratti da libri
- Festival di Roma
- oscar
- steven spielberg
- serie tv
- james franco
- david fincher
- documentario
- hbo
- Jafar Panahi
- Corso Salani
- cinema orientale
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






