"Un perfetto gentiluomo" di Shari Springer Berman e Robert Pulcini
Commedia e romanzo di formazione, omaggio ad una New York eccentrica e innocua, Un perfetto gentiluomo deve molto a Kevin Kline e alla sua presenza fascinosa e imprevedibile. Notevoli anche le performance di Paul Dano e di Patti D’Arbanville. Interessante e per niente scontata la scelta di fare una commedia senza sesso, così come la punta di sarcasmo verso un certo tipo di ambienti progressisti
Giovane e anacronistico sognatore, Louis Ives vagheggia di vivere in un romanzo di Francis Scott Fitzgerald, e nel frattempo insegna letteratura nella prestigiosa prep school di Princeton. Dopo essere stato sorpreso ad indossare della biancheria intima femminile, viene licenziato dall’imbarazzatissima preside. Louis coglie l’occasione e decide di abbandonare definitivamente l’
insegnamento, si trasferisce a New York dove spera di diventare uno scrittore. È qui che incontra l’Extra Man Henry Harrison, uno spiantato, bislacco, rancoroso sedicente aristocratico di mezz’età, che gli affitta una stanza nel suo malandatissimo ed economico appartamento. Henry è un misogino escort per attempate signore dell’alta società, ma davanti alla parola gigolo, pronunciata incautamente dall’attonito Louis, s’indigna definendosi: l’uomo in più, l’essenziale; c’è sempre bisogno di un uomo in più a tavola. Dapprima spaventato, Louis si lascia presto contagiare dalla bizzarra gioia di vivere di Henry, dalla sua cultura e persino dalle idee reazionarie su sesso e donne.
Tratto dal romanzo Io e Henry di Jonathan Ames, Un perfetto gentiluomo della coppia Springer Berman-Pulcini (American Splendor, 2003, Il diario di una tata, 2007) deve indubbiamente molto al falstaffiano Kevin Kline, che si muove con delicata comicità nei meandri di una New York borderline, e che riesce ad imprimere al suo Henry un memorabile carisma schizoide. Paul Dano-Louis Ives è una sorta di Nick Carraway di gatsbyana memoria che a tratti commuove.
La commedia di per sé è un po' fiacca. E si vede quanto Kline sia importante quando esce di scena per qualche sequenza, lasciando un vuoto che Dano non riesce a riempire da solo. Però va bene; e anche se alcune cose non funzionano – lo schema del giovane innocente e imbranato, la scoperta della sessualità, New York ricettacolo di eccentricità e perversione benevola..., Il perfetto gentiluomo si guarda fino alla fine senza stanchezza e qua e là addirittura con un pizzico di malinconica complicità. Interessante e per niente scontata la scelta di fare una commedia senza sesso, così come la punta di sarcasmo verso un certo tipo di ambienti progressisti (Katie Holmes e gli ambientalisti). Infine: merita una menzione Patti D’Arbanville, anziana e dolcissima dominatrice dagli occhi pieni di tenerezza.
Interpreti: Paul Dano, Kevin Kline, Katie Holmes, John C.Reilly, John Pankov, Celia Weston, Patti D’Arbanville, Lynn Cohen, Marian Seldes, Dan Hedaya, Jason Butler Harner
Durata: 105’
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