“Zack & Miri – Amore a …primo sesso”, di Kevin Smith
Il film, del 2008, sembra chiudere una probabile trilogia con Jersey Girl e Clerks II, ovvero il tentativo di un cinema il più possibile tenero e intimista, unplugged, in cui mettersi completamente a nudo senza però rinunciare alle sferzate e alle provocazioni. E’ anche il film in cui la formula grunge di Kevin Smith mostra però più la corda. Eppure questo imbarazzo ancora una volta segna la cifra di una pellicola assolutamente sincera e timidamente personale
Visto adesso, a quasi quattro anni dalla realizzazione, con Smith “progredito” in Poliziotti Fuori e Red State, e Rogen protagonista di film sui supereroi in 3D, Zack & Miri è quasi un souvenir di un’epoca passata, ad oggi l’ultimo film del suo autore legato alla formula indie-grunge che ne ha fondato il culto. Da questo punto di vista Zack & Miri sembra chiudere una probabile trilogia con Jersey Girl e Clerks II, ovvero il tentativo di un cinema il più possibile tenero e intimista, unplugged, in cui mettersi completamente a nudo senza però rinunciare alle sferzate e alle provocazioni.
E’ anche il film in cui la formula-Smith mostra più la corda, e dove lo strappo tra la vicenda sentimentale, i momenti grotteschi stavolta non troppo brillanti, e il tentativo di messinscena il più possibile scevra da ogni moralismo della lavorazione di un porno, si rivela decisamente troppo palpabile, portando così ad una certa empasse da ingorgo di materiale. Smith chiama a raccolta due campioni della sua scuderia di comici come Randall/Jeff Anderson e Jay/Jason Mewes, ma poi non sa bene come fare a dare loro spazio se non nei siparietti con le vere attrici hard arruolate per partecipare al progetto.
Eppure questo imbarazzo ancora una volta segna la cifra di una pellicola assolutamente sincera e timidamente personale – forse il personaggio di Rogen, regista improvvisato che s’inventa un film da girare sul proprio posto di lavoro, una scalcinata caffetteria, è l’alter-ego più scoperto che Kevin Smith abbia mai piazzato in una propria opera, e la bravissima Elizabeth Banks è l’ennesimo esempio del prototipo femminile del cineasta, come le precedenti Liv Tyler e Rosario Dawson, appunto.
Smith è forse l’unico a poter costruire una delle sequenze più struggenti e vere viste sullo schermo negli ultimi anni, ovvero quella dell’amplesso sul set tra i due protagonisti, riuscendo a farla funzionare alzando a palla il volume di un pezzaccio dei Live, Hold me up, sul primo piano di Miri, e sabotando continuamente la scena con gli intermezzi dei dialoghi surreali tra i componenti della “troupe”, che tra le altre cose commentano anche le ultime puntate di Lost.
C’è da dire che è proprio questo turning point a sbloccare il film (in realtà già lo scambio di battute impacciato tra i due prima della scena di sesso, incentrato su A letto con il nemico di Julia Roberts e in cui è impossibile non immedesimarsi, è uno dei vertici del Kevin dialoghista), che inanella a seguire una bella sequenza di party con Hey dei Pixies in cui Smith riesce in maniera egregia a fasciare l’indecisione e la fragilità di Miri attraverso ralenti e carrellate all’indietro, e soprattutto la strepitosa sezione finale, in cui l’amico Delaney usa la potenza del cinema (e del montaggio) per far aprire gli occhi a Zack, e l’irresistibile dichiarazione d’amore dietro la porta del bagno, con Miri che piange seduta sul water e Jason Mewes completamente nudo che spiega nel frattempo la pratica autoerotica del Timone Olandese.
In questo modo Kevin Smith mette in scena ancora una volta dei sentimenti tanto più veri e potenti quanto scaturiti proprio dalla quotidiana, inossidabile miseria del proprio Universo minimo.
Titolo originale: Zack & Miri make a porno
Regia: Kevin Smith
Interpreti:Seth Rogen, Elizabeth Banks, Traci Lords, Jason Mewes, Betty Aberlin, Justin Long
Distribuzione: M2
Durata: 100'
Origine: USA, 2008
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