FESTIVALDIROMA 2010
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Conclusioni (del 10/11/2010)
Il boss Bruce Springsteen arriva con la pioggia, tante bambine e gagget per le Winx un po' meno per Porco rosso di Miyazaki. Vince il belga Kill Me Please, premi, tra gli altri anche al danese Heaven e al tedesco The Poll Diaries. Servillo miglior attore per Una vita tranquilla (terzo italiano premiato in 5 anni) mentre per l'attrice femminile il riconoscimento va a tutto il cast di Las buenas hierbas.
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Le cose che restano", di Gianluca Maria Tavarelli (di Simone Emiliani, del 07/11/2010)
Approda direttamente in tv ma sarebbe da vedere tutto d'un fiato. Il cinema di Tavarelli, come si è visto nell'ottimo Paolo Borsellino (uno dei migliori esempi di cinema-tv civile degli ultimi 20 anni) non ammette pause. Le rifiuta, sembrano sfiancarlo. Anche perchè è un cinema molto emotivo, che va più di pancia che di testa e qui è supportato anche dalla solida scrittura di Rulli e Petraglia. Attori in gran forma con Fantastichini, Santamaria e Amato su tutti. Se è televisione è grande televisione. Se è cinema è grande cinema.
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "L'Homme qui voulait vivre sa vie" di Eric Lartigau (Fuori Concorso) (di Elena Di Nardo, del 06/11/2010)
Il film di Lartigau, basato sul romanzo di Douglas Kennedy, devia completamente dai binari inizialmente ipotizzati del dramma familiare, per intraprendere il cammino del noir ambiguo attorno al delitto perfetto. Paul uccide, ma non un uomo soltanto. Paul decide di uccidere se stesso, insieme alla propria vittima, cancellando per sempre le tracce della propria identità non vivibile, non vissuta.
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Pete Smalls is dead", di Alexandre Rockwell (Extra - Lezioni di cinema) (di Pietro Masciullo, del 05/11/2010)
Alexandre Rockwell è uno dei più importanti esponenti di quel cinema indie newyorkese anni ‘80/’90 che è entrato in profonda crisi dopo l’avvento della generazione dei “Sundance Kids”, i giovani formatisi nella factory di Redford. E Pete Smalls is dead è un commovente e divertentissimo canto del cigno di un modo di fare cinema, spinto da un impeto cassavetesiano a inseguire sino all’ossessione l’emozione del personaggio e dell’attore che lo interpreta
FESTIVAL DI ROMA 2010- "I want to be a soldier" di Christian Molina (Alice nella città) (di Valentina Gentile, del 05/11/2010)
Premiato nella sezione “Alice nella città”. I want to be a soldier è il quarto lungometraggio dello spagnolo Christian Molina. Ritratto semplice ma efficace di un bambino ossessionato dalla violenza, il film si rivolge ai più giovani in modo onesto e non edulcorato. Primo film da produttrice per Valeria Marini
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Kill Me Please”, di Olias Barco (di Sara Orazi, del 05/11/2010)
FESTIVAL DI ROMA 2010- “Io sono con te”, di Guido Chiesa (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 05/11/2010)
C'è un segreto tra Maria e Gesù e Giuseppe si fa da parte, rinunciando al primato maschile, trasformando quella donna in una delle prime rivoluzionarie della storia. Punto cruciale dell'opera di Guido Chiesa è questo mondo del mito che si muove sempre entro la polarità sacro-profano, in cui la sacralità è riconosciuta come la vera realtà, contrapposta alla profanità in quanto irrealtà. Si tratta dell’esperienza di una parola e di gesti che scavano e che fanno il vuoto nel campo impossibile del reale
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Michael Pitt, meet me tonight in Atlantic City (di Sergio Sozzo, del 04/11/2010)
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Inge Film", di Luca Scarzella e Simonetta Fiori (SPECIAL EVENTS) (di Elio Ugenti, del 04/11/2010)
Luca Scarzella dimostra come talvolta in un documentario si possa felicemente lavorare per sottrazione, dosando bene il peso dei materiali d'archivio all'interno del suo film e lasciando, quando necessario, al volto e ai gesti della protagonista l'onore e l'onere di far procedere il racconto. Un film semplice ed essenziale che si serve dei toni distesi di una conversazione domestica per tracciare il ritratto - o, meglio, l'autoritratto - di Inge Schoenthal Feltrinelli
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "L'estate di Martino", di Massimo Natale (Alice nella città) (di Eleonora Sammartino, del 04/11/2010)
Estate come metafora di giovinezza e surf come metafora di libertà, in un percorso di crescita tipico del Bildungsroman e delle favole. L'estate di Martino va, però, oltre questa parabola a partire dai ricordi, in un processo di evocazione e stratificazione. Opera prima di Massimo Natale, unico film italiano in corcorso nella sezione Alice nella città
FESTIVAL DI ROMA 2010 - HIVideo 2010 (del 04/11/2010)
HIVideo, campagna sociale sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili promosso da NPS – Network Italiano Persone Sieropositive, è approdata al Festival Internazionale del Film di Roma con un evento charity. Mercoledì 3 novembre al Lancia Café dell’Auditorium Parco della Musica, si è tenuta la serata HIVideo 2010
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Little Sparrows", di Yu-Hsiu Camille Chen (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 03/11/2010)
La giovane regista taiwanese (ma australiana d’adozione) Yu-Hsiu dirige questo dramma, dal vago sentore cechoviano, attraverso una messa in scena che sfrutta ogni dilatazione temporale e ogni “sottolineatura” possibile dello stato d’animo delle protagoniste. Ma nel suo programmatico schematismo dei sentimenti il film risulta fastidiosamente ricattatorio
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Five day shelter" , di Ger Leonard (di Riccardo Moglioni, del 03/11/2010)
Le storie di un gruppo eterogeneo di persone si susseguono conformando un mosaico confusionario e privo di coerenza, ambientato in un paese nella periferia irlandese. In Five day shelter l’unica reale sensazione trasmessa è quella di voler a tutti i costi scioccare lo spettatore. Il pugno nello stomaco arriva, forte e deciso, è un attacco ripetuto. Ma rimane insensato e anche se si forma il livido, una volta passato, ci si scorda persino come ce lo si era procurati
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “The Incite Mill – 7 Day Death Game”, di Hideo Nakata (Focus) (di Leonardo Lardieri, del 03/11/2010)
112.000 yen: è una retribuzione oraria eccezionalmente alta per un lavoro part-time. Dieci uomini e donne fanno domanda e si presentano davanti alla misteriosa Paranoia House. Nakata sembra ormai non uscire dal suo incubo quotidiano, permanente, che lo risucchia in una sorta di training autogeno senza fine. Niente di travolgente, ma finalmente, dopo i deludenti ultimi lavori, si respirano ancora malinconici transiti di fisicità precari
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Rabbit Hole", di John Cameron Mitchell (di Elio Ugenti, del 02/11/2010)
John Cameron Mitchell e lo sceneggiatore-drammaturgo David Lindsay Abaire perdono la loro battaglia sulla base dell'ostinata e legittima volontà di non ridurre Rabbit Hole a una melodrammatica opera strappalacrime. Il loro film resta costantemente sospeso tra il rifiuto di calcare l'acceleratore sul patetismo più sfrenato e la paura di giocare fino in fondo la carta dell'ironia e del sarcasmo, determinando un distacco emotivo dello spettatore per nulla funzionale a una trama di questo tipo.
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Golakani kirkuk” di Fariborz Kamkari (Concorso) (di Elena Di Nardo, del 02/11/2010)
Coproduzione di un’atipica triade di nazioni, Iraq/Italia/Svizzera, a opera del regista iraniano autore del romanzo omonimo, I fiori di Kirkuk propone un viaggio intimista nell’Iraq di Saddam Hussein negli anni ‘80, quando nessuna esistenza privata, in particolare per una donna, poteva concedersi il lusso di non seguire un percorso politicamente, pubblicamente determinato
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "The Kids Are Alright", di Lisa Cholodenko (di Emanuele Di Porto, del 02/11/2010)
The Kids Are Alright ha il coraggio di negare il trionfo alle tipiche situazioni da Sundance Film Festival: il mito della unconventional family è costretto a subire una battuta d’arresto. Lisa Cholodenko riesce a cambiare felicemente la prospettiva sulla storia, a mimetizzarsi nello sguardo dei suoi protagonisti. Julianne Moore e Annette Bening sono lesbiche da accedemia: salvano il focolare, ma cedono la scena a Mark Ruffalo
FESTIVAL DI ROMA 2010- "The Promise: the making of "Darkness on the edge of town" di Thom Zimny (Extra) (di Valentina Gentile, del 02/11/2010)
And when the promise was broken I was far away from home
Sleepin' in the back seat of a borrowed car
Thunder Road, for the lost lovers and all the fixed games
Thunder Road, for the tires rushing by in the rain
Promessa mantenuta; il Boss è arrivato ieri sera all’Auditorium per presentare “The Promise; the making of Darkness on the edge of town”, documentario di Thom Zimny sulla genesi dell’album del 1978. Novanta emozionanti minuti inediti tra materiale dell’epoca e nuove interviste. Un tuffo nel cuore del rock, nell’anima profonda di uno dei suoi più grandi interpreti e in quella di un disco straordinario.
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Hævnen”, di Susanne Bier (di Sara Orazi, del 02/11/2010)
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Crime d’amour”, di Alain Corneau (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 02/11/2010)
Crudele rompicapo e feroce sfida al femminile con un bel cast e colonna sonora di un'icona del jazz, il sassofonista Pharoah Sanders, per l'ultima opera del grande regista scomparso nel mese di agosto. Dal poliziesco, al noir, omaggiando il cinema classico statunitense, seguendo sempre le orme dei suoi maestri francesi, Rohmer e Chabrol, soprattutto. Contrapposizione ancora una volta tutta classica, ma il privilegio di Corneau è di darne una traduzione così diretta che al tramite del segno si sostituisce l'immediato dell'evidenza
FESTIVAL DI ROMA 2010 - “The Social Network”, di David Fincher (del 01/11/2010)
Con la lucidità del cinema “politico” degli anni settanta, lo sceneggiatore Aaron Sorkin racconta la “Nascita di una nazione” di Facebook, ovvero la terza (per il momento, ottobre 2010), più popolosa al mondo, con i suoi 500 milioni di utenti/abitanti… ma poi ci sta l’“altro film”, quello di Fincher, che sceglie il suo eroe tragico, raccontandolo come un fantastico gangster “public enemies” degli anni trenta…
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Las buenas hierbas" di Maria Novaro (in Concorso) (di Elena Di Nardo, del 01/11/2010)
Dalia è una ragazza “moderna”, vive sola con suo figlio piccolo, lavora in una radio alternativa e “colleziona parole” sui muri di casa, finché l’avanzare rapidissimo dell'Alzheimer della madre Lala la spinge ad intraprendere un frettoloso viaggio nella vita di quest’ultima, che significa soprattutto scoprire l’universo delle piante, naturali sostegni per sconvolgimenti emotivi e fisici, ma anche compagne fidate della vita quotidiana
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Una Vita Tranquilla", di Claudio Cupellini (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 01/11/2010)
L'opera seconda del giovane Claudio Cupellini procede senza grossi scossoni incuneandosi nella vita di un uomo e svelandoci pian piano i suoi segreti più nascosti, in quella che è una classica ragnatela noir. Ma nonostante questo film disegni in maniera dignitosissima un percorso circolare di dannazione e di duplice paternità tradita, non riesce mai ad emergere da una garbata “medietà”, dove irrimediabilmente va confinato
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "My name is Khan" di Karan Johar (di Valentina Gentile, del 01/11/2010)
Il re di Bollywood Shah Rukh Khan al Festival del Film di Roma ha incontrato il pubblico dell’Auditorium e le fans in semi-delirio e ha parlato di tolleranza e di dialogo tra le religioni, tema principale di My name is Khan. La storia dell’immigrato musulmano indiano affetto da autismo nell’America del dopo 11 settembre è stata presentata tra gli Eventi Speciali
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Le nostre foto (3)...Fate e Labirinti (del 01/11/2010)
Continuano gli scatti d'eccezione direttamente dalle giornate di Festival Internazionale del Film di Roma. Al red carpet dell'Auditorium sfilano le modelle di Winx Club in 3D - Magica avventura, mentre si inaugura la mostra Labirinto Fellini, "inventata" da Dante Ferretti e Francesca Loschiavo per la Pelanda del MACRO Testaccio
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Let me in”, di Matt Reeves (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 01/11/2010)
Il regista di Cloverfield traspone il best seller “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist, realizzando praticamente il remake dell’omonimo horror svedese del 2008. Abby è un vampiro, destinato a vivere per sempre nel corpo di una bambina e alimentarsi di sangue umano… Il film segna il ritorno dopo 30 anni della Hammer Films, leggendaria casa cinematografica di horror inglese. Felice riflessione sulle smisurate capacità dell'horror di indagare le profonde spaccature e contraddizioni della società moderna
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Gangor", di Italo Spinelli (di Elio Ugenti, del 01/11/2010)
L'intento principale del regista Italo Spinelli sembra quello di voler suggerire allo spettatore un percorso educaativo che partendo dall'immagine di una cultura possa condurre verso una vera cultura dell'immagine. Una foto scattata dal protagonista per denunciare lo sfruttamento e la violenza verso le donne in una cittadina del Bengala Occidentale diventa lo strumento in grado di giustificare quella stessa violenza. La sensualità sprigionata di un corpo finisce per rendere lecito ogni abuso compiuto su di esso.
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "The Poll Diaries", di Chris Kraus (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 31/10/2010)
Il film di Chris Kraus, proprio come lo straordinario Burke & Hare di John Landis, opera una sorta di vivisezione ante litteram del cadavere del ‘900 e lo fa con il bisturi dell’immagine cinematografica - nel caso di Landis attraverso una lucidissima commedia, in questo caso rifugiandosi in un poetico lirismo post-tarkoskiano - e usando appunto il cinema, e l’arte tutta, come unica fonte di “vita” in un secolo che vedrà la “morte” a tutti i livelli come protagonista incontrastata
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "La scomparsa di Patò", di Rocco Mortelliti (di Valentina Gentile, del 31/10/2010)
Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Andrea Camilleri ad opera di Maurizio Nichetti insieme al regista, il film è una commedia riuscitissima ambientata nella Sicilia post-unitaria. Nino Frassica e Maurizio Casagrande sono una coppia comica sorprendente. Quasi certamente destinato a funzionare meglio in televisione che non in sala, però ce ne fossero di commedie storiche così nella produzione italiana
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Il padre e lo straniero" , di Ricky Tognazzi (di Riccardo Moglioni, del 31/10/2010)
I primi minuti sembrano indirizzare verso un classico dramma familiare. Poi la trama si fa più intricata e vira decisamente verso la spy-story. È una caccia all’uomo, non si sa chi siano i buoni e chi i cattivi, ogni certezza vacilla. Il ritmo non manca e la storia è realizzata discretamente. Ma è tutto troppo contorto e finisce per perdere credibilità. Dal romanzo di Giancarlo De Cataldo
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Oranges and Sunshine”, di Jim Loach (di Sara Orazi, del 31/10/2010)
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Animal Kingdom", di David Michôd (Fuori concorso) (di Carlo Valeri, del 31/10/2010)
Dal cinema di Rob Zombie il film australiano rielabora la visione microcosmica e alienata della famiglia, una raffigurazione del male come entità prevalentemente domestica e sottoproletaria e contemporaneamente una disillusione verso le istituzioni che si fa critica speculare e complessiva a tutto un mondo dominato da dinamiche primordiali, sanguinarie, implicitamente inclini al sadismo
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Bhutto", di Duane Baughman e Jhonny O'Hara (EVENTI SPECIALI) (di Elio Ugenti, del 30/10/2010)
La struttura piuttosto tradizionale di questo film, fondata sull’alternanza di interviste e immagini d’archivio in un modo che si potrebbe definire “televisivo”, conferisce a Bhutto un valore che è puramente informativo. L’immagine sembra costantemente replicare il senso delle parole senza poter vivere di vita propria, senza aspirare mai a farsi racconto essa stessa. Non un brutto film, ma un film semplicemente "utile"
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Winx club 3D - Magica Avventura", di Iginio Straffi (di Elena Di Nardo, del 30/10/2010)
Sono le fatine che hanno ammaliato le bambine italiane ad assumersi l'onore e l'onere di portare l'innovazione tecnologica qui da noi. É attraverso i loro vestitini succinti e le loro ali glitter che l'animazione italiana sfonda le porte dorate della Terza Dimensione, sotto gli occhi di ragazzine estasiate
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Les Petits Mouchoirs", di Guillaume Canet (di Pietro Masciullo, del 30/10/2010)
L’intento dichiarato di Guillaume Canet è quello di rifarsi a tematiche ed umori tipici di una precisa stagione cinematografica - quella della New Hollywood anni ‘70/’80: citati apertamente Il Grande Freddo e Lo Spaventapasseri - innestandoli nella realtà francese/europea odierna. Quindi parlando di se stesso, del suo e del nostro presente: sfogliando tutti quei “piccoli fazzoletti” che ci isolano dalle vere emozioni
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "La scuola è finita", di Valerio Jalongo (Concorso) (di Elio Ugenti, del 30/10/2010)
Non bastano l'ostentazione della forma da film di denuncia sociale e un utilizzo della macchina a mano che è puro manierismo a salvare questo film di Valerio Jalongo, che finisce per rivelarsi per quello che è: un'opera profondamente convenzionale. Alla presenza di una realtà da raccontare non si accosta la presenza di uno sguardo in grado di farlo e - soprattutto - non emerge con chiarezza una personale idea di cinema
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Burke & Hare", di John Landis (L'altro cinema. Extra) (di Simone Emiliani, del 29/10/2010)
Ritorno alla grande del regista statunitense, quasi un alieno nel Festival di Roma, segno di un cinema che rinasce dalle proprie ceneri, magico e illusionistico, demenziale puro, straordinaria pazzia che non ha bisogno di citazioni ed omaggi per alimentarsi, fulminante per come filma l'atto improvviso e per come ribalta gli stereotipi senza cadere nella deformazione, nella caricatura
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Dog Sweat", di Hossein Keshavarz (di Elio Ugenti, del 29/10/2010)
Dog Sweat è un film che fa dell'immediatezza la sua principale marca stilistica, come se la macchina da presa fosse messa al totale servizio del dramma sociale rappresentato. Un'opera che mostra la dinamica attraverso cui le restrizioni imposte dall'alto si riflettono in basso, sull'esistenza quotidiana degli individui. Il regista Hossein Keshavarz, in linea con molti coleghi connazionali, vuole gridare al mondo l'esistenza di un Iran diverso da quello mostrato dai media
FESTIVAL DI ROMA 2010 – “Last Night”, di Massy Tadjedin (di Sara Orazi, del 29/10/2010)
ANTEPRIMA FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Crime D'Amour", il canto del cigno del grande Alain Corneau (di Pietro Masciullo, del 29/10/2010)
Sarà presentato in selezione ufficiale Fuori Concorso all'imminente Festival del Cinema di Roma l'ultimo film di Alain Corneau, portato a termine poco prima della sua morte avvenuta lo scorso 30 agosto. Il grande cineasta francese torna ai primordi della sua carriera firmando un noir dalle torbide atmosfere, ma questa volta declinato tutto al femminile. Con le due protagoniste assolute Ludivine Sagnier e Kristin Scott Thomas.
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Ritratto di mio padre", di Maria Sole Tognazzi - (Omaggi) (di Pietro Masciullo, del 28/10/2010)
Maria Sole Tognazzi, a vent’anni esatti dalla scomparsa di suo padre, vuole proporre un documentario che sia dichiaratamente un ritratto del grande Ugo. Di un uomo che “non essendo mai cresciuto, essendo rimasto sempre un bambino, era per forza un grande attore”, come sintetizza genialmente Mario Monicelli. Primo di una serie di omaggi che il Festival di Roma 2010 dedicherà al ventennale della scomparsa del grandissimo attore
FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Le cose che restano" nell'Italia che ci rimane (di Elena Di Nardo, del 28/10/2010)
Fiction nel senso più ampio del termine, storie che si intrecciano a disegnare un panorama comune, collettivo, che ambisce a farsi quadro nazionale. Questo il contesto in cui si inserisce l'ultimo lavoro di Gianluca Maria Tavarelli, Le cose che restano, che verrà presentato tra gli Eventi Speciali della Quinta Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma
ANTEPRIMA FESTIVAL DI ROMA 2010 - "Let Me In", l'attesissimo remake di Lasciami Entrare (di Pietro Masciullo, del 27/10/2010)
Tratto dal romanzo dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist, già portato sullo schermo da Thomas Alfredson con il bellissimo film Lasciami Entrare del 2008, verrrà presentato in Fuori Concorso al prossimo Roma Film Festival l’attesissimo Let Me In: il ritorno alla regia di Matt Reeves dopo il successo di Cloverfield
FESTIVAL DI ROMA 2010 – Un mondo migliore? “Hævnen” di Susanne Bier (di Sara Orazi, del 27/10/2010)
Sarà in concorso nella selezione ufficiale l’ultimo film della danese Susanne Bier. Hævnen/In a Better World ha ottenuto un’ottima accoglienza all’ultima edizione del Festival di Toronto ed è stato scelto dal Danish Film Institute come candidato al premio Oscar per il miglior film straniero. Nuovo dramma che si sviluppa in conflittuali dinamiche di rapporto, il film sarà distribuito in Italia dalla Teodora Film.
Festival di Roma 2010 - Il giovane Loach esordisce con "Oranges and Sunshine". Un passaggio di testimone? (di Elio Ugenti, del 25/10/2010)
Con Oranges and Sunshine esordisce al cinema Jim Loach, figlio del pluripremiato regista Ken Loach. Il film è tratto dal romanzo autobiografico dell'assistente sociale Margareth Humphreys che a metà degli anni '80 rivelò al mondo un clamoroso caso di tratta dei bambini tra l'Inghilterra e l'Australia negli anni '50. Nel cast l'attrice inglese Emily Watson e Hugo Weaving.
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Press Conference (del 12/10/2010)
160 sponsor. Un budget di 13 millioni di euro. Il Festival di Roma ripartirà il 28 ottobre alla sua quinta edizione. Alcuni stralci della conferenza stampa di presentazione con interventi di Rondi e Detassis
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Confermato Fincher (del 12/10/2010)
The Social Network evento speciale della 5a edizione
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Julianne Moore premiata (del 12/10/2010)
All'attrice il premio alla carriera Acting Award
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Omaggio a Satoshi Kon (del 12/10/2010)
Proiezione del suo film d'esordio Perfect Blue
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Assayas e Landis! (del 12/10/2010)
I film di entrambi presenti fuori concorso
FESTIVAL DI ROMA 2010 - Concorso e Fuori concorso (del 07/10/2010)
Presentato il programma della quinta edizione del Festival internazionale del film di Roma. Tra gli italiani spicca Io sono con te di Guido Chiesa, Gangor di Italo Spinelli, La scuola è finita di Valerio Jalongo e Una vita tranquilla di Claudio Cupellini. Tra i fuori concorso Scorsese porta il pilot della serie televisiva Boardwalk Empire.
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