TORINO 28
TORINO 28 – “The abolition of work” di Canecapovolto e “Butterfly – L’attesa” di Tonino De Bernardi (Onde) (di Sergio Sozzo, del 09/12/2010)
The abolition of work è figlio de La guardia nazionale come Butterfly è un po’ il secondo episodio di Accoltellati: a invitare a pranzo Tonino De Bernardi, può succederti di finire in un suo film. Per eliminare il lavoro, c’è bisogno di cominciare dall’eliminazione dei lavoratori. Gli intellettuali adorano andare al cinema per vedere film con operai: più duramente lavorano, e più il film è bello
TORINO 28 – “Les maisons de feu” e “La fôret des songes”, di Antoine Barraud (Onde) (di Aldo Spiniello, del 07/12/2010)
TORINO 28 – “White irish drinkers”, di John Gray (Concorso) (di Tonino De Pace, del 06/12/2010)
In White irish drinkers tutto è prevedibile, ma tutto straordinariamente funzionante. John Gray lavora su una solidità di impianto assolutamente collaudata, a prova di scossa di tellurica, la contropartita è che il suo film non brilla per originalità incastrato com’è tra i caratteri dei personaggi, i loro intuibili comportamenti e gli esiti, tutti prevedibili, della storia. Il pubblico comunque ne apprezzerà la sincerità degli intenti.
TORINO 28 - "Super", di James Gunn (Festa Mobile) (di Riccardo Moglioni, del 06/12/2010)
Ciò che è assolutamente anomalo e inconsueto è assistere alla genesi di un supereroe attraverso la sceneggiatura di un film. Ci aveva già provato con buoni risultati Takashi Miike con Zebraman; ma questo Super va ben oltre le astruse e paradossali fantasie del geniale regista giapponese. James Gunn, regista e sceneggiatore, pone molto l’accento sulla satira e sulla parodia. Eppure, alla fine, la sensazione è che le risate lascino molto più il posto alla riflessione di quanto si potesse pronosticare
TORINO 28 - "Little Rock", di Mike Ott (Figure nel paesaggio) (di Marco Mastino, del 06/12/2010)
Scontro con l'America e le sue contraddizioni, incontro con la dolcezza e la lievità della vita di provincia: senza le parole come fonte di comunicazione si scoprono ancora più puri i sentimenti e le emozioni; così Atsuko compie un doppio viaggio, nel passato del proprio Paese d'origine e all'interno di se stessa per ritrovare il contatto col fratello
TORINO 28 – “Una scuola italiana”, di Giulio Cederna e Angelo Loy (Italiana doc) (di Tonino De Pace, del 06/12/2010)
La scuola elementare Carlo Pisacane nel quartiere Torpignattara di Roma è stata sotto l’attenzione mediatica per il sovraffollamento di bambini “stranieri” in un quartiere che è stato uno dei primi ad accogliere le comunità straniere a Roma. Giulio Cederna e Angelo Loy raccontano le conseguenze di quest’attenzione con partecipazione e spontanea vivacità
TORINO 28 – “Vampires”, di Vincent Lannoo (Concorso) (di Tonino De Pace, del 05/12/2010)
Vampires di Vincent Lannoo, si caratterizza come puro divertissement, anche se il suo regista rivendica intenti politici. Nutrito da un immaginario collettivo alimentato dal cinema, il film spinge il pedale dell’elegante umorismo, dell’ironica messa in scena. Un cinema ironico e spumeggiante, ma molto prudente e attento al suo riscontro pubblico
TORINO 28 - "Henry", di Alessandro Piva (Concorso) (di Carlo Valeri, del 05/12/2010)
Anti-cinema a doppio strato, dove la (orribile) vicinanza al prodotto televisivo si compie nella più assoluta superficie. Come se Piva avesse inteso davvero abbattere definitivamete i confini dei due mezzi, per documentare la perdita di un linguaggio. Più (ir)reale del reale. Premio del pubblico
TORINO 28 - "Moussem les morts" di Jean-Baptiste Alazard e Vincent Le Port (Onde) (di Marco Mastino, del 05/12/2010)
Quando Camus incontra il mezzo visivo: imperfetto, coraggioso, a tratti disturbante e quasi al limite della non visione, Moussem les morts è figlio della giovane età dei suoi due autori e di tutta una serie di riferimenti cinematografici e culturali; o forse non è già più cinema ma astrazione sul nostro vivere la morte propria e degli altri. Le immagini collassano su se stesse per lasciare altro e gli occhi non bastano più per vedere
TORINO 28 - "Eloge de la raison", di Waël Noureddine (Onde) (di Marco Mastino, del 05/12/2010)
Straordinario viaggio agli inferi nell'animo di un artista che vive sul proprio corpo e nella propria anima l'odio e la violenza della guerra: la droga come unica risposta. Ma anche un bellissimo inno alla vita alla quale Noureddine è attaccato fino nel midollo. Durissimo ed irrinunciabile
TORINO 28 – “Wasted on the Young”, di Ben C. Lucas (Festa Mobile) (di Francesca Bea, del 05/12/2010)
TORINO 28 – “L.A. Zombie”, di Bruce LaBruce (Onde) (di Sergio Sozzo, del 04/12/2010)
L.A. Zombie non è tanto un film-scandalo quanto un film scandalizzato, un'opera animata da un malinconico fatalismo, da una propria personalissima e forse non del tutto riconciliata idea di romanticismo. Nell’alterità evidente dello zombie di Bruce LaBruce si nasconde l’abbacinante rassegnazione di chi sparge il contagio e la possessione senza riuscire a convincere nessuno a seguirlo, il primo zombie solo della storia del cinema i cui compagni preferiscono restare sottoterra
TORINO 28 – Sopralluoghi in Corso (di Leonardo Lardieri, del 04/12/2010)
Video-lettere, frammenti d'amore e di ricordi, palabras tra vite possibili, ai confini dei territori umani, percorrendo sentieri interminabili, spingendosi Fuori (Con)Corso, nelle fenditure più recondite dello sguardo e dei corpi. Con gli occhi (mai) stanchi, inseguendo indipendentemente il cinema, per un gioco d'amore mai domo dell'unico cineasta felice. Come in un “instant movie”, cinema all'improvviso ad Ostia per l'ultima passeggiata o al ristorante “La Caravella” di Torino, dove si espandono ricordi di immense tavolate mai filmate, ancora da filmare
TORINO 28 - “Burlesque”, di Steven Antin (Festa Mobile) (di Sergio Sozzo, del 04/12/2010)
Il regista non possiede in alcuna misura quella carica visionaria che avrebbe permesso alle coreografie e ai balletti messi in scena sul piccolo palco del localino di burlesque di Cher di astrarsi dalla propria dimensione ristretta e raccolta per esplodere in una nuova composizione immaginifica e completamente cinematografica. E allora, Antin ricorre all’acuto di Christina: ma l’acuto per la Aguilera è la norma, non uno squarcio inaspettato nella partitura
TORINO 28 - "Four Lions", di Christopher Morris (Concorso) (di Riccardo Moglioni, del 03/12/2010)
In tempi dove il terrorismo è sempre più attuale, affrontare una tematica simile, con tale irriverenza, basandosi principalmente sull’effetto di una comicità demenziale esilarante e spiazzante al tempo stesso, è sintomo di sconfinata audacia. Lo spettatore non può che rimanere basito, ride di cuore istintivamente, ma non se si ferma a riflettere per un secondo; il regista tira avanti per la sua strada, con il coraggio tutto british di prendere aspramente per i fondelli un mondo insensato. Lasciando a noi, dopo averci consegnato tutto il materiale, il compito di ragionarci su. Una volta finito di sbellicarsi
TORINO 28 - "Por tu culpa", di Anahì Berneri (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 03/12/2010)
Odissea di una giovane madre che deve fare i conti con un figlio ferito e con i forti dubbi della gerarchia ospedaliera sulle sue responsabilità (la culpa del titolo). La regista argentina Anahì Berneri, venuta per caso a conoscenza di questa storia, decide di portarla sullo schermo operando una precisa scelta a monte: mettere costantemente in primo piano lo stato d’animo e le paure di Julieta, costruendo un intero film come una sorta di perpetua “soggettiva libera indiretta”
TORINO 28 - "RCL - Ridotte capacità lavorative", di Massimiliano Carboni ( Festa mobile) (di Valentina Gentile, del 03/12/2010)
Paolo Rossi a Pomigliano D'Arco in cerca di un'idea per un film. Raccontare il dramma degli operai in cassa integrazione, lo stravolgimento della civiltà rurale e le conseguenze della globalizzazione: serve un mix di surrealismo sociale e vena dissacratoria alla Michael Moore. Riuscitissimo documentario di Paolo Carboni, presentato a Torino nella sezione "Festa mobile"
TORINO 28 – “Napoli 24”, di AA. VV. (Festa mobile) (di Aldo Spiniello, del 03/12/2010)
TORINO 28 - "Small Town Murder Songs", di Ed Glass-Donnelly (Concorso) (di Riccardo Moglioni, del 03/12/2010)
Small Town Murder Songs parte da un assunto in classico stile noir. Il corpo esanime di una giovane donna sconosciuta, ritrovato per caso nella discarica cittadina. Ma è un pretesto, nulla più. Per sviluppare il complesso personaggio del protagonista, un mostruoso Peter Stormare. Un’escalation emotivamente travolgente, attraverso la vacillante impassibilità e gli impeti viscerali di Walter, fino alla catarsi finale
TORINO 28 – “Les hommes debout”, di Jérémy Gravayat (Concorso) (di Tonino De Pace, del 03/12/2010)
Ambientato nel quartiere di Gerland a Lione, zona industriale e operaia nella immediatezze della città francese, il film di Jérémy Gravayat Les hommes debout, racconta speranze e delusioni, proteste operaie del passato e disillusioni dell’oggi. il film non è esente da un certo intellettualismo che ne rende faticosa la visione, ma resta comunque un raro racconto di emozioni
TORINO 28 – “El Sol”, di Ayar Blasco (Onde) (di Aldo Spiniello, del 03/12/2010)
TORINO 28 – “Lucky Life”, di Lee Isaac Chung (Onde) (di Leonardo Lardieri, del 03/12/2010)
TORINO 28 – “Last Chestnuts”, di Zhao Ye (Concorso) (di Francesca Bea, del 03/12/2010)
TORINO 28 - Incontro sul cinema di Kanevskij (del 03/12/2010)
Il regista russo è protagonista della retrospettiva curata da Stefano Francia di Celle
TORINO 28 – “Les signes vitaux”, di Sophie Deraspe (Concorso) (di Tonino De Pace, del 03/12/2010)
Una sottile, ma ininterrotta, comunanza di intenti emerge da una parte della cinematografia canadese. Un rapporto profondo con la morte. Anche Sophie Deraspe, giovane regista canadese con il suo lavoro, in concorso, ha realizzato un film totale sulla morte, ma ancora di più sulla vita, sulla necessità della vita fino all’ultimo momento dell’esistenza, sull'assoluta necessità della morte come soluzione al dolore
TORINO 28 - " Winter's bone", di Debra Granik ( Concorso) (di Valentina Gentile, del 03/12/2010)
Crudo e originale, ambientato in uno Stato, il Missouri, che scopriamo remoto e spietato, Winter's bone è un ritratto efficace e toccante di un'adolescente atipica e dell'ambiente in cui vive. Tratto dal romanzo di Daniel Woodrell e vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance 2010
TORINO 28 - "Neds", di Peter Mullan (Festa Mobile) (di Pietro Masciullo, del 02/12/2010)
Dopo otto anni dal pluripremiato Magdalene, Leone D’oro alla cinquantanovesima edizione del festival di Venezia, torna dietro la macchina la presa uno dei volti simbolo del cinema britannico degli ultimi vent’anni: lo scozzese Peter Mullan. Un cinema il suo che mescola pericolosamente un forte e forse anacronistico "realismo" di messa in scena con improvvisi deragliamenti registici (quasi surreali) che riescono ancora a scuotere lo spettatore
TORINO 28 - "The Last Exorcism - L'Ultimo Esorcismo", di Daniel Stamm (Rapporto Confidenziale) (di Riccardo Moglioni, del 02/12/2010)
Decidere di toccare un argomento come l’esorcismo è sempre una sfida, perciò il compito di Daniel Stamm non era certo fra i più agevoli. L’approccio alla materia è però diverso dai predecessori ed è sicuramente un pregio ma il film, che regge per tre quarti, si perde in un finale apparentemente raffazzonato e incomprensibilmente arzigogolato
TORINO 28 - 'Spezzacatene', di Stefano Savona (italiana.doc) (di Francesco Maggi, del 02/12/2010)
Storie di guerra e di fame. Di quando lo stivale era veramente diviso in due. E giù al sud si moriva con la pancia vuota o si 'schiattava' di lavoro in campagna. Gli anni del Fascismo e del razionamento. Stefano Savona ripercorre, grazie alle testimonianze di sei tra uomini e donne nati in Sicilia prima del 1930, cosa e chi eravamo
TORINO 28 - 'Bakroman', di Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio (italiana.doc) (di Francesco Maggi, del 02/12/2010)
Nel Burkina Faso i ragazzi di strada vengono chiamati Bakroman. Vivono di niente, fumano e sniffano. Sono oltre seicento e per loro non esiste futuro nella capitale. Massimiliano e Gianluca De Serio raccontano le storie di questi 'ragazzi di vita' africani. Bakroman è un’opera poliedrica, affascinante e fuori dagli schemi classici del documentario
TORINO 28 - 'Omaggio a Massimo Bacigalupo' (Onde) (di Francesco Maggi, del 02/12/2010)
Nella sezione Onde del Festival di Torino la prima retrospettiva mondiale dedicata al cinema di Massimo Bacigalupo. Un omaggio sentito e dovuto al lampo accecante di un grande pioniere del cinema underground italiano
TORINO 28 - "Akma-Reul Bo-at-da/I Saw the Devil", di Jee-woon Kim (Rapporto confidenziale) (di Davide Di Giorgio, del 02/12/2010)
Il film sudcoreano più chiacchierato dell'anno è un affresco potente sull'ossessione che lacera l'anima, attraverso la lotta di due uomini decisi a punire il Male identificato sempre e comunque nell'Altro, qualunque siano le conseguenze. Fra horror con forte componente grafica e ricognizione lacerante sul dolore, un film intenso e indimenticabile
TORINO 28 - "Shekarchi (The Hunter)", di Rafi Pitts (Festa mobile) (di Francesca Bea, del 02/12/2010)
La cattività che Rafi Pitts racconta nel suo ruvido e rarefatto atto di denuncia è uno stato permanente ed espropriante che non risparmia nessuno. Non solo la sconfitta di Ali, anche i due poliziotti che lo hanno arrestato sono entrambi perduti all’interno di un sistema imploso, dove a dominare è solo la legge della prevaricazione che oppone l’uomo a l’uomo, in un labirinto di morte che non ha vie d’uscita
TORINO 28 - "Homme au bain", di Christophe Honoré (Festa mobile) (di Carlo Valeri, del 02/12/2010)
Senza dubbio l'opera più estrema e spiazzante del talentuoso regista francese. Una riflessione sulla filmicità del nudo e dell'erotismo esibito, forse sulla (im)possibilità del cinema di configurare l'estasi tramite il voyeurismo
TORINO 28 – “¿Requiem for Detroit?”, di Julien Temple (Festa mobile) (di Aldo Spiniello, del 02/12/2010)
TORINO 28 - "Vanishing on 7th Street", di Brad Anderson (Rapporto Confidenziale) (di Pietro Masciullo, del 01/12/2010)
Il cinema - al di là di ogni discorso teorico - in questo Vanishing on 7th Street riesce ancora a palesare se stesso formulando quesiti sullo strettissimo oggi. E ciò che disperatamente rimane in vita è solo l'immagine che lotta per se stessa, per la propria sopravvivenza. Immagine che ci parla della indecifrabilità del nostro reale proprio attraverso la sua mancanza . Ci parla del buio di ogni senso, risucchiato anch’esso dal misterioso blackout
TORINO 28 - "Poetry", di Lee Chang-dong (Festa mobile) (di Aldo Spiniello, del 01/12/2010)
A Lee Chang-dong non interessa lo sviluppo drammaturgico di tutte le premesse che pone. Non occorre, qui, accendere i toni del dramma (quelli che facevano vibrare Oasis e Secret Sunshine). Qui ogni evento è un incidente senza scosse. E’ semplicemente un fatto che rende possibile il finale, quell’unico atto di creazione, decisiva frattura tra un prima e un dopo, tra un passato di colpevole cecità e un futuro di oblio che custodisce i fondamenti della verità
TORINO 28 – “Il pezzo mancante”, di Giovanni Piperno (Festa mobile – Figure nel paesaggio) (di Tonino De Pace, del 01/12/2010)
Sono più di uno i pezzi mancanti in questa ricostruzione, complessa e stratificata che Giovanni Piperno ha realizzato sulla famiglia Agnelli. Il suo film, nella selezione della sezione Festa mobile, utilizza materiali di varia natura per recuperare la memoria dei fatti e delle persone. Il pezzo mancante è un film la cui organicità risiede nella capacità di dare forma compiuta alla complessità
TORINO 28 - Mazzacurati, il lungo addio (del 01/12/2010)
Il regista italiano presenta il film di Altman
TORINO 28 - "Contre-toi", di Lola Doillon (Festa mobile) (di Marco Mastino, del 01/12/2010)
Il film che ha aperto il 28° Torino Film Festival è una complicata storia d'amore in cui la regista - così come la protagonista del film - interviene con tutta la propria improvvisa emotività consapevole dei rischi della propria scelta. Un film doppio nella sua ricezione così come è doppio il significato del suo titolo originale: non convince del tutto lo stile invadente di Doillon così spaventato dagli stereotipi, ma la descrizione dei luoghi e i due attori protagonisti creano un'atmosfera di morbosa passione che riesce a risollevare il finale e a creare tensioni inaspettate
TORINO 28 - "Animal Town", di Jeon Kyu-Hwan (Festa Mobile) (di Marco Mastino, del 01/12/2010)
Staordinaria riflessione sulla città che distrugge e rifiuta il dolore dei suoi abitanti: Jeon Kyu-Hwan descrive con asciutta consapevolezza le esistenze di due anime perdute "salvate" soltanto da un rigurgito animale che può porre fine alle loro storie. Secondo capitolo di una trilogia dedicata alla vita urbana, Animal Town è l'amara rilfessione sulla vita come punizione per chi non riesce a liberarsi dai fantasmi delle proprie azioni
TORINO 28 – “Scuolamedia” , di Marco Santarelli (Italiana doc) (di Tonino De Pace, del 01/12/2010)
Marco Santarelli, già autore di Interporto, qui a Torino lo scorso anno, si cimenta nel racconto della scuola. Il suo film non è un diario, non è un racconto di drammi, Scuolamedia cresce sull’accumulazione progressiva e sulla rimozione di qualsiasi forma narrativa tradizionale. La semplicità di cui il film è dotato è il frutto di una profonda conoscenza delle cose, il che, in un’epoca di banale semplificazione, non è poco
TORINO 28 - 'The bang bang club', di Steven Silver (Concorso) (di Francesco Maggi, del 01/12/2010)
Ogni 'clic' un pezzo di storia. Non importa se vicino alla morte. Con l'obiettivo della propria Nikon come unico mirino sulla violenza. Cercando la scorciatoria del cinema 'mainstream' il regista appiattisce ogni cosa: personaggi, storia, fotografia. La sua Bang bang club è una brutta copia di quella che ha segnato il fotogiornalismo mondiale.
TORINO 28 - Caro Corso, (del 30/11/2010)
Omaggio a Corso Salani. Mercoledì ore 19.30, Cinema Greenwich Torino.
Sette cortometraggi realizzati per l'occasione da filmmaker e critici che sono stati particolarmente vicini a Corso Salani: Mauro Santini ("Dove non siamo stati"), Giovanni Maderna ("Viaggi che hai fatto, viaggi che non hai fatto (I've Been There, Not There)"), Carlo Michele Schirinzi ("Frammenti da un confine"), Gianluca e Massimiliano De Serio ("Oriente"), Enrico Ghezzi ("(This Island Earth) Corso circuito rimonta impossibile"), Giuseppe Gariazzo e Grazia Paganelli ("Radio Balaton") e Francesca Bea e Sergio Sozzo di "Sentieri Selvaggi" ("L'unico cineasta felice").
TORINO 28 - "Caterpillar", di Koji Wakamatsu (Festa mobile) (di Leonardo Lardieri, del 30/11/2010)
Ancora una straziante, devastante e infernale parabola della guerra, di quel tronco ormai bruciato rimasto senza rami. Come in un magico realismo s’indagano le relazioni tra la parte bassa del corpo umano e la parte bassa della struttura sociale, su cui si sostiene la realtà. Il torbido dell’esistenza, creature fragilissime come carta di riso, o inesorabilmente spietate, descritte al limite tra il documentario e la più visionaria follia. Wakamatsu è sempre più solo...
TORINO 28 - "Le quattro volte", di Michelangelo Frammartino (TFLab) (di Marco Grosoli, del 30/11/2010)
Le ambizioni si moltiplicano rispetto all’esordio Il dono, e vengono brillantemente superate. Il succedersi cosmico dell’Umano, dell’Animale, del Vegetale e del Minerale; un equilibrio retto dall’uomo e dallo squilibrio fertile che porta con sé. Frammartino costruisce uno sguardo di potentissima consistenza, e raggiunge l’agognato punto di convergenza tra la purezza dell’osservazione e i rigori della geometria
TORINO 28 - "Jack Goes Boating", di Philip Seymour Hoffman (Festa Mobile) (di Pietro Masciullo, del 30/11/2010)
È arrivato il momento anche per Philip Seymour Hoffman di passare dall’altro lato della macchina da presa. E forse varrebbe proprio la pena di porre in questi termini il discorso su Jack Goes Boating, suo esordio alla regia: ossia sull’equilibrio instabile che si crea in questo film tra l’Hoffman attore e regista. Debordante e con una “eccessiva” presenza scenica il primo, un po’ titubante e insicuro il secondo
TORINO 28 - "The Ward", di John Carpenter (Rapporto Confidenziale) (di Davide Di Giorgio, del 29/11/2010)
Il ritorno del Maestro americano ribadisce ancora una volta la matrice del suo cinema fondato sulla consapevolezza del sé in rapporto allo spazio: i fantasmi sono ancora gli stessi e il regista è ancora lì a raccontarli sotto forma di horror dalle apparenze classiche
TORINO 28 - "Cyrus", di Jay e Mark Duplass (Festa Mobile) (di Pietro Masciullo, del 29/11/2010)
Proprio come in Baghead i Duplass orchestrano continue sciarade: mettono in scena situazioni e sentimenti per poi ribaltarli, insinuando continuamente il dubbio sulla autenticità di quello che noi spettatori stiamo guardando. Una piccola vertigine teorica sulla natura dello sguardo insomma, che in questo film trova il suo principale referente proprio in Cyrus, eletto ben presto a protagonista incontrastato della scena. Uno sguardo comico e mostruoso insieme
TORINO 28 - "City veins", di Andrea Deaglio (Italiana.doc) (di Francesco Maggi, del 29/11/2010)
Dentro una fotografia scattata da un ponte su un'area fluviale a pochi chilometri da Torino c'è un'umanità che vive e soffre. Ci sono famiglie di Rom e gente del sud trapiantata nella capitale dell'auto trentanni fa che lì ha tirato su degli orti. Ci sono immigrati che sopravvivono e vecchi pensionati con i cani, ci sono italiani che hanno perso il lavoro e la casa
TORINO 28 - "Suck", di Rob Stefaniuk (di Riccardo Moglioni, del 29/11/2010)
Un gruppo di rockettari cerca di sfondare nel difficile mondo dello showbiz musicale; il leader è il classico perdente inconcludente, con un grande sogno nel cassetto ma senza il talento e la perseveranza necessari per realizzarlo. E allora, quasi per caso, la bassista della band si fa vampirizzare. E il successo inizia ad arrivare. Stefaniuk non vuole cavalcare l’onda di un fenomeno che, negli ultimi anni, è tornato a fare la voce grossa nelle preferenze del pubblico. Ma sfruttare la figura classica del vampiro per dare vita a qualcosa di nuovo.
TORINO 28 - 'Las marimbas del infierno', di Julio Hernandez Cordon (Concorso) (di Francesco Maggi, del 29/11/2010)
Las Marimbas del infierno è un ritratto che respira da molto lontano le storie di tanta commedia all'italiana venata del tocco documentario del nuovo cinema latino americano. I personaggi di Don Alfonso e soprattutto del vecchio metallaro Blacko sono straordinari e folli. Le loro vite un inno alla libertà.
TORINO 28 - "Blessed events", di Isabelle Stever (Concorso) (di Francesco Maggi, del 29/11/2010)
La regia di Isabelle Stever asseconda la protagonista, indugia sui piccoli e flebili sussulti di questo cuore di pietra, con un cinema di estremo rigore. Quasi patologico nel suo essere al totale servizio della protagonista. Forse esagerando nella radicalità autoriale utilizzata spesso senza incidere veramente sui nodi irrisolti della pellicola.
TORINO 28 – “The special relationship”, di Richard Loncraine (Festa mobile) (di Tonino De Pace, del 28/11/2010)
The special relationship, di Richard Loncraine, nella selezione di Festa mobile, racconta dello speciale rapporto tra Bill Clinton e Tony Blair prima che le tensioni internazionali e gli scandali del presidente americano deteriorassero la loro amicizia oltre che spegnere le speranze del mondo occidentale. Il desiderio di aderire alla realtà dei fatti porta il film ad appiattirsi sulla cronaca restando privo di una reale drammatizzazione che possa catturare l’attenzione dello spettatore.
TORINO 28 – “Soulboy” , di Shimmy Marcus (Concorso) (di Tonino De Pace, del 28/11/2010)
Soulboy di Shimmy Marcus non ha il respiro per riuscire a raccontare un’epoca e la sua musica. Joe, il suo protagonista è convenzionale e le immagini non lasciano i segni della memoria, senza alcuna traccia di malinconia, né di ironica condiscendenza. La stoaria viaggia dentro un clima asfittico privo di autentica ispirazione.
TORINO 28 - "127 hours", di Danny Boyle (Festa Mobile) (di Francesco Maggi, del 28/11/2010)
Danny Boyle, dopo i successi e le statuette, sembra ricominciare da zero. Con il suo instancabile 'remix' cinemafografico ci costringe ancora una volta a deviare improvvisamente dai binari quando ormai tutto appariva delineato.127 hours segna la prova di un cinema ancora capace di risollevarsi e di incidere.
TORINO 28 - "Red Hill", di Patrick Hughes (Festa Mobile) (di Sergio Sozzo, del 28/11/2010)
Western di frontiera dei giorni nostri in ambientazione australiana, Red Hill è la storia di una notte infinita di sanguinosa vendetta. Un film traboccante di cinema, di quello che ritrovi subito familiare. Jimmy Conway, silente pistolero aborigeno dal volto mezzo sfigurato, è, sin dal primo fotogramma in cui si palesa, un personaggio memorabile, che trasporta le atmosfere del film verso lande orrorifiche e quasi slasher
TORINO 28 - "Kaboom", di Gregg Araki (Festa mobile) (di Grazia Paganelli, del 27/11/2010)
Il nuovo film di Gregg Araki recupera le atmosfere allucinate di The Doom Generation e le enfatizza, depistando ogni attesa e ogni previsione. Né thriller, né Science-Fiction, né commedia demenziale, né horror, eppure tutte queste cose insieme
TORINO 28 - "Tournée", di Mathieu Amalric (Festa mobile) (di Grazia Paganelli, del 27/11/2010)
Nel quarto lungometraggio diretto dall’attore Mathieu Amalric si respira la malinconia di quando il cinema racconta il teatro e lo spettacolo è solo una parte trascurabile della storia. Altman e Bogdanovich sembrano aver suggerito inTournée il tono e il calore di un film splendidamente spinto verso la dispersione e il caos, dove i contrasti sono l’unico modo possibile per descrivere il reale e per viverlo nella sua naturale sregolatezza
TORINO 28 - "Autobiografia lui Nicolae Ceausescu", di Andrei Ujica (Festa mobile) (di Marco Grosoli, del 26/11/2010)
Ceausescu in questa autobiografia letteralmente scompare dietro lo spettacolo, perché letteralmente è spettacolo. Ujica sceglie di attenersi alla superficie spettacolare delle immagini di repertorio. Pochi film come questo negli ultimi anni sono stati capaci di suggerire tutta l’evanescenza del Potere, e insieme la devastazione di cui questa evanescenza è capace
TORINO 28 - Apre Contre Toi, chiude Hereafter: sopravvissuti (di Margherita Palazzo, del 25/11/2010)
Ventottesima edizione del Torino Film Festival. Tra il film d'apertura, Contre Toi di Lola Doillon e quello di chiusura, Hereafter di Clint Eastwood, le "figure nel paesaggio", in modi diversi, sono superstiti, sopravvissute ancora affamate di vita.
TORINO 28 - Anime perdute nella metropoli. Animal Town di Jeon Kyu-hwan (di Margherita Palazzo, del 23/11/2010)
TORINO 28 – This Movie is Broken. Dichiarazione d'amore (per la musica) (di Margherita Palazzo, del 21/11/2010)
TORINO 28 - Generi a Onde: L.A. Zombie di Bruce LaBruce + body art e digitale (di Margherita Palazzo, del 19/11/2010)
TORINO 28 - Onde di sogni orientali, Antoine Barraud (di Margherita Palazzo, del 17/11/2010)
Tra i corti e mediometraggi di ONDE, sezione sperimentale e di ricerca curata da Massimo Causo per il Torino Film Festival, giunto alla 28°edizione, ritroviamo Antoine Barraud che oggi ritrae il regista giapponese Kôhei Oguri nel documentario La Forêt des songes, prodotto da Vincent Wang, Tsai Ming Liang e Lee Kang Sheng
TORINO 28 - Un'ottima annata... (di Carlo Valeri, del 12/11/2010)
Non abbiamo ancora la controprova - leitmotiv "difensivista" del critico al termine di ogni conferenza stampa di presentazione di un festival: aspettare i film prima di emettere giudizi - ma sulla carta i titoli e i registi che vedremo alla prossima edizione del Torino Film Festival paiono confermare l'ottima tradizione dell'appuntamento torinese e sia il Direttore Gianni Amelio che il vicedirettore Emanuela Martini sono concordi sul fatto che quest'anno è stata... un'ottima annata
TORINO 28 - Retrospettiva Vitalij Kanevski (del 12/11/2010)
Il regista stesso presenterà i suoi film
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- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






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