BERLINALE 61 - "Volevo parlare dell'amore in modo nuovo". Incontro con Miranda July
Dopo il successo di Me and You and Everyone We Know, la July torna alla regia di un film di cui è anche la sceneggiatrice e l’attrice protagonista, The Future. Ad accompagnarla Hamish Linklater e David Warshofsky, che recitano rispettivamente la parte del ragazzo e dell’amante di Miranda
Una riflessione sull’amore e sull’allontanamento, e su un futuro e una serenità che sembrano quasi impossibili da raggiungere. Una relazione che sta finendo e un disperato tentativo di mantenerla in vita. The Future è il secondo film dell’attrice e regista americana Miranda July, presentato oggi al sessantunesimo Festival del Cinema di Berlino. Una storia sentita e realistica ma anche un film pieno di elementi surreali: la luna che parla, il tempo che si ferma, il tenero gatto malato che ci racconta la sua storia.
Dopo il successo di Me and You and Everyone We Know, la July torna alla regia di un film di cui è anche la sceneggiatrice e l’attrice protagonista. Ad accompagnarla Hamish Linklater e David Warshofsky, che recitano rispettivamente la parte del ragazzo e dell’amante di Miranda. La storia esplora la fine della relazione tra Sophie e Jason, due ragazzi con pochi soldi e senza prospettive. In questa situazione Sophie conosce il più maturo Marshall, e con lui inizia un rapporto clandestino. Tutti e tre i protagonisti del film cercano l’amore e la serenità, e tutti e tre conosceranno sia la gioia che la delusione.
Alcune parti del suo film sono narrate dalla prospettiva di un gatto. Può raccontarci le motivazioni di questa e di altre scelte inusuali che ha adottato nella descrizione di una storia d’amore?
“Volevo parlare dell’amore in un modo nuovo, che non fosse ancora stato esplorato dal cinema. Così ho cercato di trovare degli artifici che potessero risultare interessanti per me e per il pubblico”.
Ma perché proprio la scelta del gatto?
“Tutto nasce da un periodo nel quale non riuscivo più a scrivere. Mi sentivo del tutto incapace, quasi inumana. E ho deciso di scrivere lo stesso, proprio a partire da questa mia condizione: ne è uscito un monologo strano, “animale”. All’inizio non doveva neanche essere per forza un gatto”.
Il linguaggio simbolico ha una grande importanza all’interno del film. Cosa significa per lei raccontare una storia attraverso la metafora e la figurazione?
“Per me è più facile raccontare la verità senza rappresentarla direttamente. Ho una specie di voce nella mia testa, che continua a ripetermi: ‘usa i simboli!’. Ecco, si tratta di questo: è un modo per raggiungere il mio scopo”.
La storia raccontata in The Future contiene molti elementi autobiografici?
“No, non molti. Tanto per cominciare, non sono una ballerina”, ride. “Sophie è una ragazza che ha preso delle lezioni di danza e che ora insegna a dei bambini. Ma quello che è importante nel film è che impara a vivere nel suo presente e nella sua fisicità. Solo così può riuscire ad esprimersi, nell’arte e nella vita”.
Come è stato lavorare insieme agli altri membri del cast?
“Ho conosciuto Hamish e David grazie a Jeanne McCarthy, che si occupava del cast. Me li ha presentati dall’inizio, ma io le dicevo sempre: ‘Voglio vederne ancora altri, voglio sperimentarne il più possibile!’. Ma alla fine mi sono resa conto che Hamish e David erano I migliori”. Interviene David Warshofsky: “Beh, Miranda è anche la regista e la sceneggiatrice… E’ stato strano, ogni volta che si aveva un dubbio ci toccava andare sempre dalla stessa persona!”, ride.
Il film è in fondo la storia di due persone rinchiuse in una gabbia dalla quale non riescono a uscire. Crede che questa sia una condizione comune tra i giovani nel mondo di oggi?
“Sì, credo che a volte nella vita sia capitato a tutti di provare delle simili sensazioni. Certo, nel film ho portato il tutto all’eccesso, ma questo sentimento di paralisi, nel quale anche l’azione più semplice diventa impossibile, è qualcosa che ho notato e provato in prima persona più volte”.
Cerca nel sito

- 3D
- joaquin phoenix
- steven spielberg
- cinema orientale
- marion cotillard
- venezia 67
- cinema americano
- brad pitt
- jessica chastain
- oscar
- torino 29
- Martin Scorsese
- george clooney
- DVD
- ben affleck
- cinema spagnolo
- serie tv
- hbo
- cinema giapponese
- Sean Penn
- venezia 68
- Festival di Roma
- david fincher
- Kate Winslet
- david cronenberg
- clint eastwood
- robert de niro
- cinema italiano
- Johnny Depp
- cinema UK
- torino film festival 28
- matt damon
- cannes 64
- Corso Salani
- Cannes 65
- trailer
- animazione
- james franco
- nanni moretti
- Isabelle Huppert
- horror
- film tratti da libri
- Jafar Panahi
- michael fassbender
- woody allen
- leonardo di caprio
- cannes 2011
- cinema francese
- cinema indipendente
- documentario
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






.jpg)