Un mondo migliore, think different - Steve Jobs Cyberpunk


Come è cambiato, negli ultimi trent’anni, il nostro modo di rapportarci alle tecnologie e agli oggetti tecno, lo dobbiamo, in gran parte, proprio a Steve Jobs. Il nostro corpo al centro dell’universo della comunicazione. E non schiavo di formule asettiche da imparare. Sono gli oggetti che devono adeguarsi all’uomo, non viceversa. E’ la grande lezione umanistica di Steve Jobs. Dal Blog DIGIMOND(DI)

 

 

 Steve Jobs

“E’ davvero sorprendente che sia diventato l’industriale e il creativo più famoso al mondo. Ma fin dall’inizio mi accorsi che era determinato e motivato e che, come tutti i grandi leader che avevo conosciuto prima di lui, aveva con il suo lavoro un legame quasi irrazionale: ma quel tipo di concentrazione ha reso il mondo un posto migliore. L’ossessione di Steve è la passione per il prodotto…la passione per la perfezione del prodotto.

Che forma assume questa ossessione? Facile: Steve è il più grande consumatore del mondo. L’ho imparato il giorno stesso in cui sono stato assunto in Apple. Steve ha dato vita al Macintosh con l’intento di farne “il computer per tutti noi”. Ha creato l’Itunes Store e l’iPod perchè amava la musica e voleva portarsela sempre addosso. Trovava comodo il telefono cellulare, ma odiava i telefoni presenti sul mercato – pesanti, sgraziati, brutti edifficili da usare; e questa insoddisfazione l’ha spinto a creare l’iPhone, per se stesso e per tutti noi. Steve Jobs sopravvive, prospera e cambia la società perchè insegue le sue passioni”  

Jay Elliot, “Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro”

 

Al di là delle celebrazioni sul “genio” di Steve Jobs, che oggi dilagheranno, quello che a me sembra davvero significativo e sorprendente è la logica “rovesciata” delle idee di Jobs. Non pensare a cosa potrebbe funzionare e avere grande successo commerciale, ma assumere, in tutto e per tutto, il punto di vista del consumatore, appunto per (ri)dirla con  Jay Elliot, “il più grande consumatore del mondo”. 

 

Non è un caso che il primo vero personal computer lanciato , il Macintosh, arrivi sul mercato proprio nel 1977. Il 1977, prima o poi lo si capirà meglio, storicamente, è un anno clamorosamente di passaggio tra la civiltà moderna, il capitalismo del XX secolo, quello delle industrie pesanti e dell’automobile e di una nuova “classicità”, che passa attraverso il cinema – sì proprio il cinema – e il mondo postmoderno, quello che per primo descriveranno gli scrittori cyberpunk (e i filosofi francesi) negli anni ottanta, non a caso rifacendosi proprio a quel “genere” musicale che nel ’77 aveva sconquassato il rock e lo scenario musicale pop del mondo.

PROSEGUE NEL BLOG DIGIMON(DI) 

 

 

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