"I soliti idioti - Il film", di Enrico Baldi
Se si vuole cogliere l'occasione per riflettere sullo stato della comicità italiana, siate pronti ad accettare il mistero del successo di Ruggero De Ceglie, personaggio volgare, stupido, banale che ha l'unico merito (se si può considerare tale) di riportare lo spettatore alla fase "scuola elementare" dove si rideva delle parolacce, della volgarità fine a se stessa e degli atti di bullismo
Pietro Valsecchi è sempre stato un produttore dallo sguardo lungimirante. Dopo aver fatto una "rivoluzione apparente" della televisione con le sue fiction (da Distretto di Polizia a Squadra Antimafia, passando per agiografie civili, alla Paolo Borsellino), il produttore romano ha trovato il suo biglietto vincente della lotteria, puntando tutto su Checco Zalone, star di Zelig, asceso con le sue due sgangheratissime pellicole al ruolo di re del box office italiano. Visto il successo del pugliese il padre-padrone della Taodue ha deciso bene di lavorare su un altro fenomeno televisivo che pur venendo da una televisione di nicchia (Mtv) sta letteralmente conquistando il pubblico più giovane (soprattutto quello adolescente). Stiamo parlando de "I soliti idioti" di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio.Questa trasmissione, nata su Comedy Central e passata successivamente su Mtv Italia, è basata su una serie di sketch dove i due attori, interpretando diversi personaggi, hanno la pretesa di “mettere alla berlina i vizi dell’Italia di oggi”. La trasmissione già nel piccolo schermo portava dentro di sé una serie di errori e incomprensioni che, una volta passati al cinema, non fanno altro che ingrandirsi in maniera spropositata. E' proprio questo "male endemico" ad essere il limite di questo prodotto e non la sua resa filmica. La regia, pur con qualche sforzo encomiabile, è piatta, la fotografia e il montaggio sono estremamente didascalici, mentre le interpretazioni dei comprimari sono nulle e si intravedono giusto per pochissimi secondi (troppo pochi per dare una valutazione) un Marco Foschi balbuziente e un Gianmarco Tognazzi truccato come Sean Penn di Carlito’s way. I due protagonisti, invece, sopperiscono la scarsa esperienza autoriale (sono entrambi dei bravi presentatori/autori televisivi) puntando tutto su una forza comica di cui, a differenza di Zalone, sono completamente privi. Non vale neanche la pena, poi, di parlare di sceneggiatura visto che, oltre alla palese improvvisazione, al livello di storia viene fatto un lavoro superfluo e inconsistente, senza riuscire mai ad integrare i tanti personaggi secondari, comunque inutili (specie la coppia borghese e i due omosessuali canterini). Certo, le pellicole dove vengono convogliati una serie di personaggi televisivi sono estremamente difficili da realizzare (l'unico ad esserci riuscito, in Italia, è Carlo Verdone). Se invece si volesse trovare qualcosa di utile da questo lavoro si potrebbe cogliere l'occasione per riflettere sullo stato della comicità e sul perché un personaggio come Ruggero De Ceglie, trascinatore del successo della coppia comica abbia talmente tanto seguito. La comicità di De Ceglie, un magnate del wurstel romano è interpretato dal lombardo Francesco Mandelli, non è il frutto di alcun lavoro linguistico (il tormentone che ha sempre in bocca è solo "Dai, cazzo!") e non è una satira di alcun tipo. Sotto un trucco pesante ed orrido, Mandelli/De Ceglie basa tutta la sua forza nell’uso smodato, esagerato, inutile e, alla fin fine, fastidioso di parolacce, gestacci ed espressioni volgari. Passando il tempo a insultare e a ridicolizzare la sua spalla, il figlio Gianluca, riaccende i lati più crudelmente infantili dell’animo umano. De Ceglie infatti non fa altro che far regredire lo spettatore allo stato “scuola elementare”, quando si rideva per le parolacce, per le schifezze e per gli atti di bullismo dei bambini più deboli. E' ipocrita chiunque voglia vedere in questo personaggio orribile qualche lato più aulico e moralmente impegnato.
Regia. Enrico Baldi
Interpreti: Francesco Mandelli, Fabrizio Biggio, Madalina Ghenea, Valeria Bilello, Giordano De Plano, Marco Foschi, Gian Marco Tognazzi
Distribuzione: Medusa
Durata: 100'
Origine: Italia, 2011
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