“Warrior”, di Gavin O'Connor


O'Connor si prende il rischio di rigirare in sostanza Pride & Glory nell'ambiente dei lottatori di arti marziali miste, di nuovo dal basso, partendo dalle palestre di quartiere finendo nell'ambitissimo torneo internazionale “Sparta”, e anche stavolta affronta di petto i riferimenti. Warrior regala a Tom Hardy finalmente la possibilità di esplodere sullo schermo in un'interpretazione vorace, fisica e dolente, ma il vero guerriero è Nick Nolte, ai sommi livelli di Affliction

Innanzitutto, Warrior regala a Tom Hardy finalmente la possibilità di esplodere sullo schermo in un'interpretazione vorace, fisica e dolente (altro che Bronson...). O'Connor fa all'attore il grandissimo regalo di un ruolo che si porta sulle spalle (quelle larghe di Hardy) una mitologia cinematografica imponente (un po' come aveva cercato di fare prima di lui Channing Tatum nel confuso e irrisolto Fighting di Dito Montiel), e che non cerca mai di ignorarla, di negarla, ma anzi la mantiene viva di un omaggio appassionato e di un afflato sincero: “hey Rocky, che fine hanno fatto Paulie e Mickey?”, chiedono gli spacconi in palestra a questo ragazzone introverso, impacciato, con lo sguardo basso e l'aria da cane bastonato, che sta lì ad allenarsi in un angolo.
E O'Connor si prende il rischio di rigirare in sostanza Pride & Glory nell'ambiente dei lottatori di arti marziali miste, di nuovo dal basso, partendo dalle palestre di quartiere finendo nell'ambitissimo torneo internazionale “Sparta”, e anche stavolta affronta di petto i riferimenti (in maniera decisamente più riuscita in confronto al molto più “hollywoodiano” The Fighter): se tra i lottatori avversari c'è il sovietico “che sembra una macchina”, e tra il pubblico l'incitamento prima riluttante poi sempre più convinto della donna amata e raggiunta da una zoomata, serve a poco cercare di rinnovare la classica sequenza del training attraverso gli split screen quadrupli – paradossalmente, l'espediente non può che rafforzare ancora il modello stalloniano, e si pone in realtà più come metafora del patchwork di richiami che il film imbastisce, tenendoli tutti insieme.
Se infatti la vicenda ricorda in realtà maggiormente il dimenticato, bellissimo Taverna Paradiso di Sly (anche quella era la storia di due fratelli dal carattere opposto, uniti dal mondo sotterraneo degli incontri di lotta greco-romana, clandestini come quelli da cui parte la parabola del secondo protagonista di Warrior, Joel Edgerton), il coro dei marines che accoglie l'incontro finale del lottatore-soldato ammutinato non può che rimandare al canto dei galeotti in Undisputed di Walter Hill, e il personaggio di Nick Nolte altro non è che una reincarnazione invecchiata dello struggente Stacy Keach di Fat City.
Ecco, non può sfuggire la sottigliezza di O'Connor di dedicare l'incipit del film interamente ad un ritratto della desolata solitudine di Papà Conlon, un Nick Nolte a livelli sommi, puro cinema d'istinto quasi animalesco, tornato finalmente alle vette di Affliction di Schrader: è su di lui che compare il titolo “Warrior”, perché è Paddy Conlon il vero guerriero di questa storia, a cui i due figli ritrovati tributano l'onore delle armi che sanno usare meglio – le proprie mani.
E quando la semplicità del sentimento fraterno trasformerà il sanguinoso match finale in un virile abbraccio, mentre i due protagonisti si allontanano dal ring sostenendosi l'un l'altro tra la folla, e venendoci incontro sullo schermo per poi sparire dall'altro lato, una parte di noi sente una dolce fitta per non aver visto accontentato il bisogno filologico di quello che sarebbe stato un sacrosanto, ineccepibile freeze frame.

Titolo originale: id.
Regia: Gavin O'Connor
Interpreti: Nick Nolte, Tom Hardy, Joel Edgerton, Jennifer Morrison, Kevin Dunn, Frank Grillo, Kurt Angle, Jake McLaughlin
Distribuzione: M2 Pictures
Origine: USA, 2011
Durata: 99’



 

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa