“Lezioni di cioccolato 2”, di Alessio Maria Federici


La mancanza del ritmo vivace del primo capitolo attenua il gusto della girandola di equivoci, che tra segreti e bugie procede ordinatamente ma senza particolari colpi di scena. L’ottimo Hassani Shapi ruba spesso la scena ad Argentero, mentre le schermaglie amorose tra Angela Finocchiaro e Salemme risultano più divertenti del tira e molla tra i due giovani protagonisti, che si gioca essenzialmente sull’insistito parallelismo, in tema di rapporti sentimentali, tra le convinzioni all’antica della prima generazione di immigrati e la cultura che ha resistito in Italia fino a mezzo secolo fa

Lezioni di cioccolato 2

Qual è il segreto di una ricetta originale e vincente? Unire due ingredienti che da soli valgono dieci ma insieme danno un risultato da cento. È il credo del maître chocolatier Vincenzo Salemme, decantato durante una delle sue squisite lezioni. Di ingredienti il sequel di Lezioni di cioccolato, affidato alla regia dell’esordiente Alessio Maria Federici, ne ha molti e, almeno sulla carta, sicuramente allettanti: la strana coppia Argentero-Shapi, l’uno reduce da fallimenti sentimentali e professionali, l’altro nel mirino di un’indagine per un finanziamento illecito, la bella e caparbia figlia di Kamal (Nabiha Akkari, partner di Zalone in Che bella giornata), decisa a respingere la processione di pretendenti egiziani che il padre vorrebbe imporle e che fatalmente si innamora del bell’italiano, il mastro pasticcere Salemme, che fornisce asilo ai due innamorati tra i fornelli della sua scuola in cambio di consigli utili a conquistare il cuore dell’ispettrice Amelia (Angela Finocchiaro), sua fiamma dai tempi del liceo. Eppure qualcosa nell’alchimia dei componenti non funziona, perché il risultato finale, sebbene gradevole, non è all’altezza della somma delle parti. La mancanza del ritmo vivace del primo capitolo attenua il gusto della girandola di equivoci, che tra segreti e bugie procede ordinatamente ma senza particolari colpi di scena. L’ottimo Hassani Shapi, promosso da spalla a co-protagonista, ruba spesso la scena ad Argentero, perfetto come sciupafemmine irrisolto ma non proprio irresistibile quando si finge egiziano, mentre le schermaglie amorose tra Angela Finocchiaro e Salemme risultano più divertenti del tira e molla tra i due giovani protagonisti, che si gioca essenzialmente sull’insistito parallelismo, in tema di rapporti sentimentali, tra le convinzioni all’antica della prima generazione di immigrati e la cultura che ha resistito in Italia fino a mezzo secolo fa. Colto da insopprimibile romanticismo, il bel Mattia si adopera a creare il Bacio perfetto per conquistare l’amata, ma i suoi esperimenti culinari, più che aromi afrodisiaci, emanano un sentore eccessivo di lancio pubblicitario. E se nessuno si aspetta che l’intreccio devi dalla scontata redenzione del dongiovanni per addentrarsi in una qualche riflessione sulle relazioni di coppia nell’odierna società multiculturale, il finale con la brava ragazza che strappa la richiesta di matrimonio e accontenta il padre arrivando vergine all’altare risulta un tantino anacronistico, un po’ come il vecchio successo di Al Bano e Romina Nostalgia canaglia che Hassani Shapi, con piglio da cantante di balera, intona davanti a uno sgomento Luca Argentero.
 
 
Regia: Alessio Maria Federici
Interpreti: Luca Argentero, Nabiha Akkari, Hassani Shapi, Vincenzo Salemme, Angela Finocchiaro
Origine: Italia, 2011
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 103'
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