“Il re leone 3D”, di Roger Allers e Rob Minkoff
Alla sua prima uscita in sala, ben diciassette anni fa, Il re leone non è stato solo una scommessa commerciale ampiamente vinta, ma anche e soprattutto una vera e propria svolta. Se con La sirenetta, La Bella e la Bestia e Aladdin la formula del musical trova un equilibrio perfetto, è solo con Il re leone che il cinema d’animazione Disney pensa davvero in grande e incontra l’epica
Negli States sarà presto la volta de I Muppet (in Italia l’uscita è prevista solo a febbraio), a marzo sarà invece il turno di John Carter, diretto da quel geniale “archeologo dell’immagine” che è Andrew Stanton, alla sua prima regia live action. Ma di nuovi film d’animazione Disney, sia essa tradizionale o in computer grafica, nessuna traccia.Dopo il vento di cambiamento portato da John Lasseter, direttore creativo della nuova Disney/Pixar, tutto lasciava pensare ad un ritorno in pompa magna del grande cinema d’animazione del colosso fondato da zio Walt, basta guardare al piccolo miracolo magnificamente dipinto a mano de La principessa e il ranocchio per rendersene conto. Senza contare poi che, dopo quella cocente delusione in CGI 3D dello scorso Natale che è stato l’insipido Rapunzel, ci si aspettava che la “rinascita” del marchio Disney venisse confermata da una favola trasformata in un nuovo capolavoro di spettacolo, artigianato e magia. Eccoci invece di fronte alla riedizione stereoscopica di un grande classico, Il re leone.
Quest’anno, dunque, la Disney non ci nega il capolavoro, Il re leone rimane uno dei momenti più alti nella storia del Cinema d’animazione scritta dalla squadra disneyana, ma la seconda vita in 3D di Simba assomiglia più a una strategia di carattere
commerciale che non ad un vero e proprio slancio artistico e innovativo. Non a caso la Disney ha puntato su uno dei suoi più grandi successi di botteghino e, certa della risposta di un pubblico ormai adulto, ma irrimediabilmente nostalgico, l’ha“gonfiato” in 3D per guadagnarsi anche il favore degli esigentissimi sguardi dei più piccoli, forse troppo maturi (grazie proprio anche alle opere della Pixar), per riuscire a gustarsi, senza l’ausilio spettacolare della stereoscopia, una storia che, come vuole la tradizione disneyana, non solo è più che lineare, ma anche popolata di personaggi che da sempre hanno fatto della semplificazione il loro punto di forza. La lungimiranza imprenditoriale della Disney, che tra l’altro ha già messo in cantiere il ritorno in 3D di due altri grandi successi del fortunato decennio 89-99, di certo ha pagato, tanto che in America Il re leone è di nuovo campione d’incassi, come già nel 1994.
commerciale che non ad un vero e proprio slancio artistico e innovativo. Non a caso la Disney ha puntato su uno dei suoi più grandi successi di botteghino e, certa della risposta di un pubblico ormai adulto, ma irrimediabilmente nostalgico, l’ha“gonfiato” in 3D per guadagnarsi anche il favore degli esigentissimi sguardi dei più piccoli, forse troppo maturi (grazie proprio anche alle opere della Pixar), per riuscire a gustarsi, senza l’ausilio spettacolare della stereoscopia, una storia che, come vuole la tradizione disneyana, non solo è più che lineare, ma anche popolata di personaggi che da sempre hanno fatto della semplificazione il loro punto di forza. La lungimiranza imprenditoriale della Disney, che tra l’altro ha già messo in cantiere il ritorno in 3D di due altri grandi successi del fortunato decennio 89-99, di certo ha pagato, tanto che in America Il re leone è di nuovo campione d’incassi, come già nel 1994. Ma alla sua prima uscita in sala, ben diciassette anni fa, Il re leone non è stato solo una scommessa commerciale ampiamente vinta, il trentaduesimo lungometraggio Disney ha segnato anche e soprattutto una vera e propria svolta. Se con La sirenetta, La Bella e la Bestia e Aladdin la formula del film/musical trova un equilibrio perfetto, è solo con Il re leone che il cinema d’animazione Disney pensa davvero in grande e incontra l’epica. Il film di Roger Allers e Rob Minkoff (che, una volta abbandonata l’animazione, si è perso in una manciata di film dimenticabili) ha infatti infiammato gli occhi e i cuori degli allora piccoli spettatori che, prima al cinema e poi in VHS e TV, insieme a fratelli e sorelle
minori, e infine in DVD, con i figli, non hanno mai smesso di cercare (inutilmente) di tenere a freno le lacrime mentre Simba si confronta con la morte e di abbandonarsi alla strabiliante magnificenza di un film che sfrutta fino in fondo le possibilità spettacolari dell’animazione, come nel numero musicale di Scar, con la sfilata in stile espressionista dei suoi soldati/iene, o come nell’imponente scena della folle corsa degli gnu e della morte di Mufasa. Senza parlare poi della scontro finale o della ricchezza lussureggiante degli scenari dove si muovono i personaggi, resi oggi ancora più affascinanti dalla stereoscopia che, ovviamente, aggiunge (anche se non ce ne era affatto bisogno) maggiore profondità al film.
minori, e infine in DVD, con i figli, non hanno mai smesso di cercare (inutilmente) di tenere a freno le lacrime mentre Simba si confronta con la morte e di abbandonarsi alla strabiliante magnificenza di un film che sfrutta fino in fondo le possibilità spettacolari dell’animazione, come nel numero musicale di Scar, con la sfilata in stile espressionista dei suoi soldati/iene, o come nell’imponente scena della folle corsa degli gnu e della morte di Mufasa. Senza parlare poi della scontro finale o della ricchezza lussureggiante degli scenari dove si muovono i personaggi, resi oggi ancora più affascinanti dalla stereoscopia che, ovviamente, aggiunge (anche se non ce ne era affatto bisogno) maggiore profondità al film.Non è la prima volta che il colosso disneyano fa risorgere i suoi classici. Era già successo nel 1993, in pieno rinascimento Disney, come si suole definire il decennio ’89-99, quando Biancaneve e i sette nani era tornato ad affacciarsi sul grande schermo. E allora la seconda vita cinematografica de Il re leone ci lascia ben sperare, siamo forse di nuovo nel bel mezzo di un glorioso rinascimento?
Titolo originale: The Lion King
Regia: Roger Allers e Rob Minkoff
Interpreti: (Voci) Matthew Broderick, Jeremy Irons, Rowan Atkinson, Whoopi Goldberg, James Earl Jones, Nathan Lane, Robert Guillaume
Distribuzione: The Walt Disney Company
Durata: 87’
Origine: USA, 1994
Origine: USA, 1994
Sono presenti 1 commenti
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perche non le epiaciuto rapunzen
Inviato da Anonimo il 12/11/2011
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