"Midnight in Paris", di Woody Allen


Un imprevedibile ‘grande ritorno’ per il cineasta statunitense che ritrova un’ispirazione d’altri tempi. Un viaggio indietro nel tempo anche nel suo cinema, una sovrapposizione reale/finzione come in La rosa purpurea del Cairo con giochi di specchi con le derive di Cocteau e una danza macabra dove riprendono forma gli anni ’20 e la Belle Epoque come se fosse l’aldilà

minuit a parisPorta bene Parigi a Woody Allen. A 15 anni da Tutti dicono I Love You il cineasta statunitense ritrova un’ispirazione d’altri tempi e un improvviso slancio in avanti. Midnight in Paris c'è un film notturno, luogo di improvvise magie, quasi il suo ‘ritorno al futuro’ dove stavolta non è la macchina del tempo di Zemeckis ma un auto d’epoca che trascina nel passato e materializza i fantasmi degli anni ’20 e della Belle Epoque. Gil e Inez sono una giovane coppia statunitense ormai prossima al matrimonio che va in vacanza a Parigi e la magia della metropoli francese opera una profonda trasformazione su entrambi. Attraverso la figura di Owen Wilson, attore sempre più straordinariamente astratto, si entra in una danza dei fantasmi con incarnazioni surrealiste (da Man Ray a Buñuel), spettri che riprendono forma come Hemingway e Scott Fitzgerald, con una luce fiammeggiante che stavolta inghiotte in un aldilà che fortunatamente ha perso l’artificialità di Scoop. Midnight in Paris è un film fatto di attese, di volontarie fughe dal presente, tracciando già nel protagonista il suo disagio esistenziale. L’arrivo della notte come l’oscurità dei vampiri, un balletto macabro con un andamento quasi musicale dove alla fine i veri mostri diventano soltanto i personaggi più contemporanei. Il presente in cui Gil è costretto a tornare si trasforma improvvisamente nel passato, in un’epoca irraggiungibile. Inoltre, con intelligenza, Allen non gioca sulle presunte visioni future del protagonista - a Buñuel dà solo lo spunto per L’angelo sterminatore – e ritrova una vivacità nei dialoghi che ultimamente sembrava perduta (“Voi siete surrealisti e io sono un tipo normale”, o ancora lo scambio tra Inez e Gil “Chi te l’ha detto che ho una relazione con Paul?”  “Ernest Hemingway”). Midnight in Paris torna anche sui luoghi di Io e Annie nel mostrare un certo tipo di intellettualismo borghese incarnato soprattutto dalla figura di Paul (altra attraente metamorfosi di Martin Sheen), che col suo atteggiamento pedante esibisce la sua superiorità e che è protagonista di una discussione dialettica su Rodin alla presenza di Carla Bruni, o dalla solarità di Marion Cotillard, una specie di angelo che arriva nel futuro, lasciando lettere d’amore (dis)perse nelle pagine di un libro. Si riflettono poi ancora le ‘luci nella notte’ della Senna, riciclaggio di un set, di un ritorno di un luogo riattraversato nel suo cinema con la familiarità avuta soltanto con Manhattan a New York. Quello spazio del passaggio temporale, al rintocco della campana di mezzanotte, rompe ogni barriera temporale, come quella tra realtà e finzione presente in La rosa purpurea del Cairo. Gioco degli specchi con le derive di Cocteau, in una commedia dai mille volti. Forse si tratta anche un viaggio indietro nel tempo per Allen, al suo cinema degli anni ’80, un’immersione più d‘istinto che di sguardo (si veda il regista provvisoriamente cieco di Hollywood Ending), dove stavolta ciò che è immaginato e vissuto conta di più di quello che viene inquadrato.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa