“Le nevi del Kilimanjaro”, di Robert Guédiguian


Guédignian fa un piccolo film sul terrore di aver tradito i propri ideali ed essere "divenuti borghesi", pensandoci su con il tono crepuscolare di chi ha il tempo di riflettere davanti a un bicchiere di pastis: siamo così convinti di poterlo trattare con la sufficienza che si riserva a un cinema accessorio e fuori tempo, come certi racconti primopomeridiani dei nostri nonni a tavola, oppure vogliamo per un attimo accettare l’invito che ci pone e avere la pazienza di ascoltarlo?

Utilizzano un linguaggio che ormai è possibile sentire soltanto all’interno di un certo cinema francese i personaggi di Guédiguian, espressione di un immaginario talmente giusto, onesto e calorosamente sincero a cui non si può che guardare con un accondiscendente, tenero affetto. E’ difficile infatti capire da quale versione della nostra realtà vengano fuori i protagonisti di questo Les neiges du Kilimandjaro, un sindacalista e la sua consorte, coniugi di mezza età, che ancora si interrogano sul peccato probabile d’essere "divenuti borghesi", con la villetta con giardino per i barbecue, le gite al mare della domenica, l’automobile, le serate a giocare a carte con la famiglia della sorella di lei, e una squadra di nipoti forniti dai due bravi figlioli.
Jean-Pierre Darroussin dona un’anima grande al personaggio di Michel, rappresentante sindacale talmente puro e buono da auto-licenziarsi insieme ai 20 compagni tagliati fuori dal lavoro al porto che ha rappresentato per decenni la sua vita, e che svolgeva con il fraterno amico Raoul. E’ una questione di coscienza, inserirsi in quella “lotteria” per i nomi da sbattere fuori: eppure Michel e i suoi compari coetanei non vedono nelle nuove generazioni lo stesso slancio verso la conquista di una etica ed equità sociale, come se i giovani non facessero che dare per scontate quelle libertà e garanzie che la generazione di Michel ha guadagnato con dure lotte e contestazioni, e che spesso li ha portati a scelte e decisioni estreme come quella del protagonista. Davvero nessuna gratitudine brilla negli occhi dei loro successori?
Sono realmente basati su questa e altre discussioni simili i dialoghi del film di Guédignian, seguiti dal cineasta con una regia discreta che osa unicamente sul versante del commento musicale, un po’ confusamente affidato a una manciata di stili e suggestioni differenti. Quando uno degli altri colleghi licenziati di Michel, un ventenne con due fratelli piccoli a cui badare senza alcun altro aiuto, deruba con una violenta rapina in casa le due coppie di attempati protagonisti di circa 5000 euro, la questione morale diventa pressante: punire o meno il compagno-che-ha-sbagliato per il suo vile gesto da fuorilegge, o accettare il furto come una sorta di riappropriazione proletaria, punizione per aver tradito i propri ideali egualitari a favore di una tranquilla serenità middle class? E soprattutto che colpa e che destino hanno i due fratellini dell’imberbe scapestrato?
Guédignian fa un piccolo film su queste cose qui, con il tono pensieroso e crepuscolare di chi ha il tempo di riflettere davanti a un bicchiere di pastis: siamo così convinti di poterlo trattare con la sufficienza che si riserva a un cinema accessorio e fuori tempo, come certi racconti primopomeridiani dei nostri nonni a tavola, oppure vogliamo per un attimo accettare l’invito che ci pone e avere la pazienza di ascoltarlo?


Titolo originale: Les Neiges du Kilimandjaro
Regia: Robert
Guédiguian
Interpreti: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Maryline Canto, Grégoire Leprince-Ringuet
Origine: Francia 2011
Distribuzione: Sacher
Durata: 107'

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa