"Aguasaltas.com – Un villaggio nella rete" di Luís Galvão Teles

Distribuita in Italia dalla coraggiosa Kitchenfilm, l’operazione dell’ex cineasta militante Galvão Teles è quella già sperimentata con successo dalle commedie britanniche di provincia tanto fortunate ai botteghini negli ultimi due decenni, da Svegliati Ned a L’erba di Grace, fino al recente Tamara Drewe: la piccola comunità, placida e abitudinaria, alle prese con la minaccia dell’imprevisto e dell’elemento esterno

 Pedro, giovane ingegnere di Lisbona, è impegnato in un progetto per una nuova strada che collegherà il villaggio di Aguas Altas con il resto del Paese. Aprire un sito con il nome del villaggio sembrava una strategia azzeccata. Ma un Aguasaltas.com esiste già, ed è di proprietà di una multinazionale spagnola che reclamizza un marchio d’acqua minerale omonimo. Gli spagnoli attaccano e hanno dalla loro i soldi e, apparentemente, la legge sul copyright. Non resta che chiudere in fretta e furia il sito, come vorrebbe Pedro, oppure pagare i 500.000 euro chiesti come risarcimento danni dagli spagnoli.

Se Gesù vivesse ai nostri giorni, avrebbe un sito internet, non c’è dubbio, esordisce padre Felicidade all’assemblea cittadina convocata da Pedro per decidere la sorte del dominio web. E quindi è possibile che, se davvero il sito vale così tanto, gli abitanti di Aguas Altas non possano trarne un po’ di benefici?

Ci pensa la Kitchenfilm a distribuire questa piccola commedia portoghese prodotta e uscita in patria nel 2007, ricordandoci che a Natale se non si riesce più a ridere nemmeno con  e dei cinepanettoni si può, almeno, sorridere davanti ai vizi e ai pettegolezzi di una provincia remota quanto archetipa. L’operazione dell’ex cineasta militante Galvão Teles, è quella già sperimentata con successo dalle commedie britanniche di provincia tanto fortunate ai botteghini negli ultimi due decenni. Da Svegliati Ned a L’erba di Grace, fino al recente Tamara Drewe: la piccola comunità, placida e abitudinaria, alle prese con la minaccia dell’imprevisto e dell’elemento esterno spiana la strada ad una sceneggiatura piuttosto prevedibile, e alla rappresentazione di una collettività prototipo, con tanto di sindaco maneggione, matriarche pettegole e finto scemo del villaggio desideroso di viagra. Non mancano le incursioni dall’esterno, che minacciano ma poi si rivelano innocue e addirittura risolutrici del conflitto.

Eppure, nonostante percorra un terreno sostanzialmente battuto, anche se altrove e con altra autoironia, Aguas Altas non annoia. Sarà che del Portogallo e del suo cinema si vede e si sente troppo poco. O forse sarà, piuttosto, che il film è intriso di una sottile, serpeggiante vena di cattiveria che ad un certo punto – l’assemblea cittadina e la votazione sul da farsi, la possibilità di guadagno fanno venire fuori il peggio da ogni bravo e placido paesanotto – fa sperare in un po’ di rivelatorio smascheramento alla Dogville.

La cattiveria evapora presto, o torna semplicemente al suo posto, nel vaso di Pandora che l’aveva lasciata scappare per un po’, i finti buoni tornano buoni, e i finti cattivi lo diventano. Però il dubbio di Galvão Teles resta, nonostante i baci e gli abbracci e la festa finale, quasi come se il lieto fine fosse nient’altro che un’ipotesi beffarda. E mai come ora, nel villaggio iperglobale del web e delle multinazionali, tutto il mondo è paese.

 

Titolo originale: Dot.com

Regia: Luís Galvão Teles

Interpreti: João Tempera, Maria Adànez, Marco Delgado, Isabel Abreu, Margarida Carpinteiro, Lia Gama

Distribuzione: Kitchenfilm

Durata: 103’

Origine: Portogallo, 2007

 

 

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