"La chiave di Sara", di Gilles Paquet-Brenner
Il film di Paquet-Brenner, trasposizione del best seller della scrittrice Tatiana De Rosnay, seguendo l’odissea privata della sua giovane protagonista si dimostra un'efficace indagine storico-narrativa minata da inutili sotto-trame "al presente", scivoloni nella banalità che intaccano la prova della sempre brava Kristin Scott Thomas e la mostruosa performance della giovanissima Melusine Mayance
La chiave di Sara, trasposizione di Elle s’appelait Sarah, best seller della scrittrice Tatiana De Rosnay, cerca, con sensibilità, di affrontare una storia tanto atroce da raccontare, quanto necessaria da tramandare. Il film, infatti, si sviluppa su due piani cronologici diversi e vede Julia, una giornalista americana nella Parigi dei nostri giorni imbattersi quasi per caso in Sara, giovane ragazza ebrea, vissuta sessanta anni prima e misteriosamente legata alla famiglia di suo marito. Parte cosi per la donna (e per lo spettatore insieme a lei) un’indagine storica tra documenti e testimonianze per ricostruire la vita di un essere umano dimenticato da tutti. Come già si era visto in Ogni cosa è illuminata, nel momento in cui si diseppellisce dall’oblio della memoria una singola vicenda umana, spesso non eroica, alle volte si riesce a dare uno sguardo migliore sulla storia con la esse maiuscola. E cosi La chiave di Sara, seguendo l’odissea privata di Sara, prima per tornare dal suo fratellino e poi per scappare da tutti i suoi fantasmi, porta alla luce con efficacia gli scheletri e le cicatrici di una nazione intera che spesso non ha fatto i conti con il proprio passato e dimostra, con un finale un po’ patetico, quanto sia importante non dimenticare mai la propria storia. Peccato invece che per scelte narrative non condivisibili, la pellicola debba anche soffermarsi troppo su una sotto-trama personale della sua protagonista contemporanea. In questa parte infatti la giornalista deve lottare per difendere la propria gravidanza osteggiata da un marito troppo preso dal proprio lavoro. Dispiace che questo scivolone nella banalità mini la prova della sempre brava Kristin Scott Thomas, sempre più figura di spicco del cinema francese, che quindi si trova immischiata in sequenze non proprio riuscite, che stonano con i toni e i livelli "alti" del resto del film. A questo punto non resta che consolarsi assistendo alla mostruosa performance della giovanissima Melusine Mayance che nei difficili panni di Sara, fornisce una prova recitativa incredibile.
Titolo originale: Elle s'appelait Sarah
Regia: Gilles Paquet-Brenner
Interpreti: Kristin Scott Thomas, Melusine Mayance, Niels Arestrup, Frederic Pierrot, Michel Duchaussoy, Aidan Quinn
Origine: Francia, 2010
Distribuzione: Lucky Red
Durata:111'
Cerca nel sito

- matt damon
- michael fassbender
- Corso Salani
- woody allen
- cinema italiano
- DVD
- joaquin phoenix
- cannes 2011
- george clooney
- Festival di Roma
- Johnny Depp
- film tratti da libri
- Isabelle Huppert
- james franco
- cinema indipendente
- david fincher
- venezia 68
- 3D
- Martin Scorsese
- robert de niro
- steven spielberg
- cinema UK
- ben affleck
- Jafar Panahi
- david cronenberg
- documentario
- trailer
- hbo
- clint eastwood
- nanni moretti
- Kate Winslet
- animazione
- cinema giapponese
- Cannes 65
- cinema americano
- serie tv
- Sean Penn
- venezia 67
- jessica chastain
- oscar
- leonardo di caprio
- torino 29
- torino film festival 28
- cinema spagnolo
- cinema francese
- cinema orientale
- marion cotillard
- cannes 64
- horror
- brad pitt
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






.jpg)